InCorridoio

Cult o [S]cult? – Vol. 3

Una donna copertinaAccolto negativamente alla 60esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, Una donna – A woman, 2010, è un thriller scritto dalla stessa Colagrande, che vede protagonista Willem Dafoe, che tra l’altro con Colagrande ha scritto la sceneggiatura di Black Widow, 2005, nel quale recitano insieme.

Max Oliver [Willem Dafoe] è uno scrittore americano molto affermato. Durante la presentazione dell’ultimo suo romanzo, dal titolo “Una donna”, dedicato alla figura di sua moglie, una ballerina di tango defunta, incontra Julie [Jess Weixler], una giovane ragazza. I due si innamorano presto, e Julie accetta di andare a vivere con Max, e insieme partono per la Puglia, dove Max ha una villa a due passi dal mare.

Immerso tra il mare e la bellezza del Salento, lo scrittore dovrà trovare l’ispirazione per la stesura del prossimo libro. Julie legge e rilegge “Una donna” continuamente, e lo studia meticolosamente, fino ad arrivare al punto da vivere una vera ossessione nei confronti di Lucia, la moglie di Max, della quale cerca di imitare, facendoseli raccontare da chi l’ha conosciuta, le abitudini, il modo di vestire, il suo carattere, fino a sdoppiarsi.

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InCorridoio [Pettegolezzi InGenere tra parole e immagini] – 04

Dice… ma che c’entra?  Di preciso, non lo so!

E’ che, cosa strana, mi piace, come si narra facciano i gufi, roteare la testa e farla girare, sul collo. Sono ben 360 gradi, ma di più e meglio non credo si possa fare.

Dice… ma che c’entra? E lo fa con vigore rinnovato. Allora gli dico, educatamente: ma a te, cosa importa?

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InCorridoio [Pettegolezzi InGenere tra parole e immagini] – 03

Moebius1Ogni tanto, traballando, pigiama di flanella a righe bianche e beige, sbirciamo tra le fessure delle porte e aspiriamo immagini che ci lasciamo un bel tepore in fondo…  al cuore!

InCorridoio, a volte, si sfiora la commozione, ma è Inverno e cade la neve, siate buoni.

 

Film: MOEBIUS di Gustavo Mosquera R. [1996]

A Buenos Aires, nella metropolitana, senza apparente, motivo sparisce un convoglio con trenta passeggeri a bordo.  Partito dalla stazione Borges, non è mai arrivato a destinazione, né è mai transitato da altre stazioni. Un giovane topografo intuisce la verità: nelle gallerie si è aperto un varco spazio temporale che ha originato il classico nastro di Moebius. Il convoglio non è sparito [ogni tanto il suo sferragliare rimbomba nelle gallerie], ma si muove in una continua sospensione temporale. L’atmosfera è suggestivamente cupa e claustrofobica, l’assenza visiva della vittima, il suo carattere di molteplicità [è un convoglio intero], l’impossibilità di immedesimarsi e l’orrore inteso come vuoto, come abisso rendono appagante la pellicola. Produzione di Universidad de Cine, con la supervisione di Mosquera e la collaborazione degli allievi, presenta inoltre alcune caratteristiche quali scene girate con una 35 mm del 1926 ricostruita dallo stesso Mosquera. Da non sottovalutare, comunque, il riferimento obbligato alle visioni di Cortazar!

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InCorridoio [Pettegolezzi InGenere tra parole e immagini] – 02

repomen1

Si capisce benissimo, un po’ il tepore, un po’ questa terra di nessuno, l’assopimento è d’obbligo. L’aritmia cerebrale domina una mente svogliata e così: ricevo quello che mi merito!  Questa è la storia, vera, di un errore.

Film: REPO MEN di Miguel Sapochnik [2010]
Remy [Jude Law] e Jake Freivald [Forest Whitaker] lavorano per la multinazionale The Union. Siamo in un futuro molto prossimo., in cui è possibile sostituire qualunque organo del corpo umano, qualora ce ne sia bisogno, purché si sia in grado di pagare. Remy e Jake Freivald sono due tra i vari Repo Men.
Il loro lavoro è semplice: recuperano gli organi che sfortunati proprietari non riescono più a pagare, cosa che accade molto di frequente ed in modo cruento e sanguinoso. I due sono molto amici e molto competenti, tanto da essere, nel loro campo, i migliori.

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Per Vittorio Curtoni

CURTONI1Lo avevamo contattato perché ci concedesse un’intervista.

Esperto di Fantascienza, amante e traduttore di P. K. Dick, fondatore della rivista Robot, seppure malato, disponibile ed entusiasta.

E’ stato un contatto difficile, nella penombra del corridoio aleggiava l’idiozia: disturbare qualcuno che si trova in una situazione tanto complicata, per parlare di fantascienza!

Ed invece ho trovato cordialità e empatia . L’intervista non c’è mai stata, l’amicizia, solo accennata, non ha avuto tempo di consolidarsi e questo è un rammarico per me, avendo solo potuto intravedere quanto ricca avrebbe potuto essere:

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InCorridoio [Pettegolezzi InGenere tra parole e immagini] – 01

corridoio1

Inauguriamo oggi una nuova rubrica, che si muoverà all’interno del Genere sci-fi, proponendo di volta in volta parallelismi e confronti tra racconti/romanzi e le trasposizioni filmiche da questi tratte.

A curare la rubrica, intitolata In Corridoio [Pettegolezzi InGenere tra parole e immagini] e per ora liberamente atemporale, un nuovo redattore: Mastro Dascia [nomen omen]. Lascio alle sue parole il compito di presentare InCorridoio e la prima puntata dedicata a I guardiani del destino.

[LR]

 

Non vogliamo disturbare e, forse, non siamo neanche stati invitati, per questo ci siamo fermati, silenziosi, in corridoio. Ma, anche non volendo, siamo una presenza disturbante. I più sensibili o i più agitati avvertono qualcosa, voltano la testa verso la porta, cercano di sbirciare, in corridoio, mentre, tutti insieme guardano il film. Grandi occhi e lingue enormi, a noi si, fanno anche un po’ di paura ed allora, retrocediamo piano piano lungo il corridoio; a proiezione terminata, ciarlieri e fumosi uscenti, non troveranno nessuno. Siamo così noi, finito il film finiamo .

Famosa [cito da F. Truffaut nella sua intervista ad Hitchcock] la storia che Hitchcock stesso racconta: “Due capre stanno mangiando le bobine di un film tratto da un best-seller ed una delle capre dice all’altra, personalmente preferisco il libro.”.

Concludo: “ Capre in corridoio?”

Cinema e Letteratura hanno, da sempre, intrecciato i rispettivi percorsi ed essendo noi, capre a cui piace la fantascienza di un certo tipo, abbiamo deciso di mangiare oltre ai libri anche i film sull’argomento cercando  di capire, mentre mastichiamo, cosa, come e perché ci piace o, al contrario, non ci piace; è pur vero che le capre, in ogni modo, digeriscono tutto, ma proprio tutto. Sarà questo l’errore?

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