Interviste

SCENDERE: Intervista a Giovanni Bufalini

giovanni bufaliniUna ragazza cammina lungo un corridoio spoglio e male illuminato. Un percorso di pochi passi, il suo, ma l’itinerario in quello che apparentemente sembra un edificio abbandonato è solo il riflesso di un lungo cammino interiore, che la porterà a una metamorfosi profonda e imprevedibile. Scendere racconta il cammino iniziatico di Meri. Un passaggio che, però, non ha come traguardo l’acquisizione di un’esistenza più matura e consapevole, bensì l’accettazione placida e compiaciuta dell’eterna e simultanea esistenza del Bene e del Male. Liberamente ispirato a tragici fatti realmente accaduti, trascende la realtà per diventare un racconto misterico, dall’atmosfera cupa e dai significati esoterici.

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THE BROKEN KEY: Video-Intervista a Louis Nero

In un futuro non lontano, la libertà dell’essere umano è in pericolo. Il mondo è controllato dalla “Grande Z”: la Zimurgh Corporation. La “Legge Schuster” sull’eco-sostenibilità dei supporti regna sovrana. La carta è un bene raro. Stampare è reato. Sullo sfondo di questa realistica visione del domani, il ricercatore inglese Arthur J. Adams viene spinto all’avventura dal padre putativo, il professor Moonlight. La ricerca del frammento mancante di un antico papiro, protetto dalla misteriosa confraternita dei seguaci di Horus, viene ostacolata da indecifrabili omicidi legati ai sette peccati capitali. Arthur dovrà addentrarsi nei meandri di un’impenetrabile e misteriosa metropoli del futuro, specchio della sua anima, per ritrovare il pezzo mancante e salvare l’umanità intera.

In occasione dell’uscita in sala del nuovo film di Louis Nero,  il fantascientifico The Broken Key, abbiamo incontrato il regista per farci raccontare qualcosa in più sul suo ultimo lavoro.

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IN UN GIORNO LA FINE: Video-Intervista a Daniele Misischia

daniele misischiaClaudio, un importante uomo d’affari, cinico e narcisista, una mattina, andando in ufficio per concludere un importante lavoro per la sua azienda, rimane bloccato in ascensore a causa di un guasto. Purtroppo però quel guasto sarà solo l’inizio. Un virus letale sta trasformando le persone in zombie, infetti dall’istinto omicida. Bloccato tra due piani e intrappolato in una gabbia di metallo, con gli infetti che fanno di tutto per entrare e massacrarlo, Claudio dovrà fare affidamento esclusivamente sul suo istinto di sopravvivenza per uscire da quell’inferno.

In occasione della proiezione alla Festa del Cinema di Roma di In un giorno la fine, esordio ufficiale al lungometraggio per Daniele Misischia, abbiamo incontrato il giovane regista romano per farci raccontare come è nato il suo zombie movie girato all’interno della cabina di un ascensore.

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BRUTTI E CATTIVI: La Video-Intervista a Cosimo Gomez

Nella periferia di Roma un mendicante paraplegico, chiamato il Papero, decide di mettere in atto una rapina ai danni di un boss di un clan mafioso. I suoi complici saranno la moglie senza braccia, soprannominata Ballerina, e due amici dalle caratteristiche fisiche bizzarre. I personaggi, dopo aver ideato un piano, riescono a mettere a segno la rapina e a scappare indisturbati. Tutto si complica quando il gruppo si riunisce per decidere come utilizzare i soldi e in che modo non farsi scoprire dalla polizia. Ciascuno ha il suo piano per l’investimento dei soldi e la gang si trova così in disaccordo. Le liti e le differenti opinioni porteranno ad avere risvolti impensabili nella trama del film.

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BLADE RUNNER 2049: Il Panel con Denis Villeneuve e Sylvia Hoeks

Blade Runner 2019 PanelSoffro molto l’estrema segretezza che si è resa necessaria attorno a questo film, che potrei definire come il mio migliore, ma sfortunatamente, viviamo in un epoca nella quale il piacere di rovinarci la sorpresa è diventato irrefrenabile“. Ha esordito così Denis Villeneuve al panel romano dedicato alla sua nuova pellicola, Blade Runner 2049, sequel del capolavoro di Ridley Scott. Incontro nel quale sono state mostrate in anteprima alla stampa nostrana, alcune sequenze sensazionali del film.

Sarà un mondo diverso, per chi conosce il primo Blade Runner. La visione del futuro era potente, nel titolo originale, mentre questo film dimostra come le cose non siano andate per il verso giusto.” Ha raccontato il regista, accompagnato da una delle sue interpreti, l’elegantissima Sylvia Hoeks.

Il clima si è evoluto in modo disastroso e chi sopravvive lo fa in condizioni terrificanti. L’oceano si è alzato e le città sono protette da giganteschi muri. Muri anche digitali.” Ha rivelato Villeneuve, il quale è apparso desideroso di affrontare temi e ambizione di un sequel tanto atteso. “Internet non è una bella cosa per noi sceneggiatori, perché sappiamo bene come non ci sia nulla di più noioso che vedere un poliziotto alla scrivania che cerca notizie sul computer. Ecco perché ci siamo inventati il black out, una distruzione di tutti i dati, con l’analogico che torna a dominare sul digitale. Tale evento ci ha condotto a una riflessione sulla nostra memoria, su quanto si fragile e su come sia importate proteggerla.”

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VALERIAN e la Città dei Mille Pianeti: L’incontro con Luc Besson

VALERIAN e la Città dei Mille PianetiIl prossimo 21 settembre uscirà nelle nostre sale, Valerian e la Città dei Mille Pianeti, ultima fatica sci-fi di Luc Besson. Il regista di Léon e de Il Quinto Elemento ha raggiunto la Città Eterna per presentare la pellicola ai tanti giornalisti accorsi alla conferenza stampa. Ironico, disponibile e pungente, Besson ha raccontato curiosità e retroscena di questo cinecomic tratto dalla graphic-novel di Pierre Christin e Jean-Claude Mézières, Valérian e Laureline.

Qui di seguito, il nostro immancabile report dell’incontro.

[InGenere Cinema]: Questo tuo ultimo film è tratto da una grafic-novel che leggevi da bambino, continui a essere un lettore di fumetti?

[Luc Besson]: Sì, certo. È curioso perché mi definiscono spesso infantile, eppure mi sento molto adulto. In fondo ho cinque figli e ho gestito una troupe di 2000 persone per questo film. Tuttavia, il bambino è il padre dell’uomo giusto per citare un filosofo italiano…

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Dylan Dog – 30 anni di incubi: Intervista a Luca Ruocco e Marcello Rossi

Tutto quello che volevate sapere su Dylan Dog, ma non avete mai osato chiedere. Potremmo descriverlo anche così il bel documentario, Dylan Dog – 30 anni di incubi di Luca Ruocco e Marcello Rossi, i quali da veri esperti, ci raccontano i primi trent’anni di vita dell’indagatore dell’incubo edito da Sergio Bonelli Editore e amato in tutto il mondo. In occasione della nuova messa in onda su Studio Universal [in onda sul digitale terrestre sulla piattaforma Mediaset Premium], ogni sabato di giugno in seconda serata, abbiamo fatto due chiacchiere con gli autori che sono di casa sulle pagine del nostro sito.

[Paolo Gaudio]: Un documento per raccontare i trent’anni dell’indagatore dell’incubo: dall’osservatorio di due esperti, com’è invecchiato il personaggio Bonelli in questi anni?

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LOONEY FOODZ!: Intervista a Paolo Gaudio

Avete mai avuto l’impressione che un uovo, un pezzo di formaggio o un cartone di latte vi abbiano guardato sospettosi? C’è vita nel vostro frigo? Per citare un uomo saggio, è vero che nel frigo il pomodoro non dorme perché l’insalata russa? Il nostro Paolo Gaudio ci parla del suo nuovo progetto animato: Looney Foodz!

[Luca Ruocco]: Buongiorno, buon Gaudio! Di tanto in tanto passi dall’altra parte delle pagine virtuali del nostro sito! Non può che farmi piacere… e spero che tu riesca a trovarti bene da entrambi i lati.

[Paolo Gaudio]: Ciao Luca, grazie per la tua squisita ospitalità. Mi trovo molto bene su InGenere a cui devo la possibilità di alimentare la mia passione per la settimana arte. A molti sfugge il vero motivo per il quale mi dedico alla scrittura oltre che alla mia attività principale di regista e animatore. Si tratta di una cosa molto semplice, ma che comprendo possa sfuggire ai più. Vedi, io amo il cinema, non solo il mio. Non soltanto quello che faccio o che provo a fare. Ho bisogno di tutto il cinema possibile, da vedere e frequentare. La gioia più grande resta per me la sala e nella sala, molto spesso, trovo la forza per continuare a fare questo mestiere che, sfortunatamente, può essere molto frustrante, soprattutto per uno con le mie idee.

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ON THE MILKY ROAD: Conferenza stampa con Emir Kusturica e Monica Bellucci

On The Milky Road è il nuovo, bellissimo film di Emir Kusturica. Dopo il passaggio in concorso alla 73esima Mostre d’Arte Cinematografica di Venezia, il film arriva finalmente anche nelle sale italiane. Il regista, tra i pochi vincitori di ben due Palme d’Oro, ha presentato questa sua ultima fatica alla stampa nostrana in compagnia di Monica Bellucci. Noi eravamo lì.

[InGenere Cinema]: Com’è nata l’idea che ha portato a “On The Milky Road”? So che sono stati necessari quattro anni di lavorazione…

[Emir Kusturica]: Tutto è iniziato da tre storie che mi vennero in mente, ma non nello stesso momento. L’uomo che trasportava il latte l’ho ascoltata a Mosca: andava avanti e indietro per portare il latte e nel suo cammino dava da bere ad un serpente. Poi quello stesso serpente gli salvò la vita, proprio come succede nel mio film. La seconda proviene dalla Croazia: una ragazza ucraina che visse a Roma, torno all’inizio della guerra e lavora come spia. Una donna bellissima che fece innamorare il generale inglese che uccise sua moglie per lei. Ho messo insieme queste due storie insieme ad una terza ovvero quella di un uomo che si salva grazie ad un gregge di pecore. Ho messo tutto insieme e sono partito per questo viaggio durato molti anni.

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Da 2NIGHT a MONOLITH: Intervista a Ivan Silvestrini

È un venerdì notte a Roma. Il tempo è mite e il popolo della notte è pronto a uscire e a divertirsi. La città si anima e si colora dei neon dei locali, dei fari delle macchine, delle luci che illuminano i più importanti monumenti. In un locale di uno dei quartieri più vivi della città, due sconosciuti s’incontrano. Entrambi hanno circa trent’anni, sono soli e in cerca di qualcuno con cui passare la serata e forse, chissà, anche la notte. Lei chiede un passaggio e lui accetta di accompagnarla in macchina fino all’altro capo della città. Eccoli insieme che si fanno largo attraverso la notte. Lei è il prototipo della ragazza consapevole e autonoma, decisa, in questa serata che anticipa l’estate, a regalarsi una notte di sesso con uno sconosciuto, per poi, domani, continuare, più forte e sicura di sé, la sua vita senza legami. Lui sembra incarnare il trentenne di oggi, piuttosto timido, più calmo e riflessivo e con una strana inquietudine.

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