In sala

THE CHILDHOOD OF A LEADER – L’INFANZIA DI UN CAPO di Brady Corbet

Girato in 35mm, liberamente ispirato all’omonimo racconto del 1939 di Jean-Paul Sartre e al romanzo del 1965 Il mago di John Fowles, il film racconta in quattro atti la vita del piccolo Prescott [Tom Sweet] nella villa vicino a Parigi dov’è alloggiato con i suoi genitori.

Il papà [Liam Cunningham], consigliere del presidente americano Wilson, lavora alle stressanti trattative di definizione di quello che diventerà il famigerato trattato di Versailles, appena dopo la fine della prima guerra mondiale.

La formazione del carattere di Prescott è segnata da una precoce tensione intellettuale e da frequenti scatti d’ira, che portano inevitabilmente alla continua ridefinizione degli equilibri di potere familiare.

In questo contesto si consuma lo scontro tra lo sterile e vigliacco mondo maschile dei diplomatici, e dall’ambiguo amico di famiglia Charles Marker [Robert Pattinson], e quello femminile, al contrario vitale e vibrante, che circonda il bambino con le tre diverse figure di donna che gestiscono la sua vita: l’austera e religiosa mamma [Bérénice Bejo], la dolce governante [Yolande Moreau] e la fragile insegnante di francese [Stacy Martin].

Continua a leggere

CIVILTÀ PERDUTA di James Gray

Fortunatamente, esistono ancora autori svincolati da logiche editoriali, commerciali e di opportunismo. Cineasti in attività che si relazionano alla settima arte seguendo la propria necessità di espressione, proponendo allo spettatore, una visione personale allo spegnersi delle luci in sala. Uno sguardo che non possa essere confuso con altri, eppure che riporti alla mente di chi osserva, tutto l’immaginario del grande cinema che ha reso quest’arte tale.

In un’epoca come questa, così omologata e omologante, iniziative del genere appaiono sovversive, indecifrabile e spesso, destinate a passare inosservate. In fondo, oggigiorno, la libertà confonde e il coraggio spaventa. Ma come dicevamo sopra, fortunatamente c’è ancora qualcuno che ai reboot, ai remake e ai sequel, preferisce i film. Quelli veri.

James Gray è senza dubbio uno di questi e con la sua ultima fatica lo ha dimostrato ancora una volta, incontrovertibilmente.

Civiltà perduta, tratto dal bestseller Z la città perduta di David Grann, racconta l’incredibile storia, basata su fatti realmente accaduti, dell’esploratore Percy Fawcett che negli anni ’20 scomparve nel cuore delle giungle amazzoniche.

Continua a leggere

NERVE di Hanry Joost e Ariel Schulman

Mentre sulle pagine della cronaca nera e nelle edizioni dei TG si aggiorna in continuazione il numero di vittime legate al fenomeno della Blue Whale, che ad oggi conta più o meno duecento suicidi tra gli adolescenti di tutto il mondo, sugli schermi nostrani [dal 15 giugno con 01 distribution] approda un film che del temuto e letale “gioco di ruolo” sembra una sorta di precursore. I più maligni potrebbero pensare all’ennesima operazione di sciacallaggio, di quelle prodotte negli ultimi decenni sulla scia di tragedie e sciagure di ogni sorta, ma non è questo il caso, poiché la matrice cartacea dalla quale la pellicola in questione ha preso origine risale al 2012, ossia quando della Blue Whale non vi era ancora alcuna traccia.

In Nerve, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo young adult di Jeanne Ryan, ci ritroviamo catapultati al seguito di Vee Delmonico [Emma Roberts], una studentessa modello dell’ultimo anno delle superiori, che è stanca di rimanere sempre in disparte. Quando i suoi amici la incoraggiano a partecipare a un popolare social game online chiamato Nerve, Vee decide di iscriversi, anche solo per provare quello che in apparenza le sembra un gioco innocuo e divertente. E così, Vee viene risucchiata nel vortice adrenalinico della competizione, della fama e dei follower, assieme a un misterioso ragazzo [Dave Franco], ma a un certo punto il gioco diventa sempre più inquietante, con sfide via via più rischiose, in un crescendo ansiogeno che porterà alla prova finale dove la posta in gioco sarà altissima.

Continua a leggere

LA MUMMIA di Alex Kurtzman

Se siete frequentatori abituali delle pagine del nostro sito, non vi sarà certamente sfuggita la nostra passione incondizionata per i mostri. Siamo tifosi dei mostri, sostenitori dei mostri e tra un film con i mostri e uno senza, preferiamo nella maniera più assoluta il primo. Tuttavia, in questi ultimi anni, i nostri amici mostri, non sono stati trattati con il rispetto necessario dagli Studios hollywoodiani, anzi. Troppo spesso sono stati sminuiti e ridicolizzati da iniziative molto discutibili come Twilight o caotiche e pasticciate come Van Helsing. D’altronde, la prerogativa di rovinare le cose buone, fa parte di questa industria e anno dopo anno ci siamo sorbiti vampiri che luccicano al sole, licantropi addomesticati e docili e persino Dracula Untold.

Ora: la tendenza del momento a Hollywood è rappresentata dalla possibilità di avere un unico contesto dove far agire personaggi apparentemente slegati l’uno dall’altro. Lo chiamano “universo condiviso espanso”. Com’è noto, questo modo di procedere è mutuato dai fumetti, infatti, manco a dirlo, a introdurlo nel mondo del cinema, sono stati proprio i Marvel Studios, i quali hanno fatto incrociare – con grande successo, non si può nascondere – i destini di tutti i loro supereroi. A ruota, li hanno seguiti in questa operazione, anche i rivali di sempre della DC Comics, ma con qualche problemino in più, forse superato dal recente successo di Wonder Woman.

Continua a leggere

WONDER WOMAN di Patty Jenkins

Il quarto film del DC Extended Universe punta dritto verso le sale cinematografiche di tutto il mondo. Da noi incontrerà il pubblico il primo giugno. Stavolta tocca a Wonder Woman, supereroina affidata alla presenza femminile ed elegante di Gal Gadot, già vista in alcuni dei momenti di quel brutto film che è Batman V Superman.

La bella notizia è che la Gadot riesce a dimostrarsi aggressiva e sensuale ma anche tonta e sognatrice e a reggere in tutto e per tutto il personaggio che le è stato affidato, come già era successo nel film precedente, dove non le era concesso tanto spazio. Quella brutta è che quel brutto film che è Batman V Superman confrontato a questo Wonder Woman di Patty Jenkins acquista senso e dignità.

Si comincia con un incipit davvero poco avvincente: Batman ha inviato a Wonder Woman una copia della foto che la ritraeva insieme ai suoi compagni, durante la prima guerra mondiale. “Spero che un giorno mi racconterai la tua storia”, recita il biglietto d’accompagno… e quale stratagemma più prevedibile può introdurre meglio un flashback lungo un paio d’ore? Ottimo inizio, ma c’è di meglio: iniziamo con una intro animata che racconta la storia delle Amazzoni… create da Zeus come soluzione alla troppa violenza che un mondo popolato da soli uomini era riuscito ad originare.

Continua a leggere

PIRATI DEI CARAIBI – LA VENDETTA DI SALAZAR di Joachim Ronning e Esper Sandberg

Sono passati ben quattordici anni da quando Capitan Jack Sparrow approdò a Port Royal su un’indegna imbarcazione in procinto di affondare, dando inizio ad una delle saghe di maggior successo degli ultimi vent’anni e regalando alla storia del cinema d’avventura uno dei personaggi più iconici e amati.

In questo quinto capitolo, Sparrow si trova a dover affrontare una flotta di marinai fantasma guidati dal capitano Armando Salazar, fuggiti dal Triangolo del Diavolo a bordo della Silent Mary, una nave fantasma, per ucciderlo. Al timone della sua piccola nave, il Gabbiano Morente, Jack si avvia alla ricerca del leggendario tridente di Poseidone, che può diventare la sua unica speranza di salvezza, stringendo un’alleanza con l’astronoma Carina Smyth e il giovane marinaio della Royal Navy, Henry Turner.

Con Oltre i confini del mare [2011], dato l’addio di Gore Verbinski e l’arrivo di Rob Marshall, la produzione aveva tentato di mescolare le carte in tavola, introducendo nuovi personaggi per dare l’avvio ad una nuova trilogia.

Continua a leggere

RITRATTO DI FAMIGLIA CON TEMPESTA di Kore-eda Hirokazu

Andiamo al cinema, leggiamo libri, ascoltiamo musica e andiamo a vedere una mostra o un museo per diverse ragioni: per passione, per svago, perché vogliamo darci un tono o per appagare un’autentica sete di cultura.

Ogni approccio è legittimo e si può godere di una medesima esperienza in modi diversi; questo dipende dal soggetto in causa che si relaziona ad una determinata opera d’arte, e dipende quindi da tutte le variabili che fanno parte del bagaglio di esperienze dell’individuo.

Ma c’è un elemento che ci accomuna tutti, anche se inconsapevolmente: la voglia di conoscerci ancora più a fondo. Ci immergiamo in un’opera d’arte per amplificare le nostre emozioni, per dare loro valore e giungere ad una conoscenza più completa della natura umana e di noi stessi.

Kore-eda Hirokazu ha alle spalle una lunga carriera in campo documentaristico, ha poi esordito sul grande schermo nel 1995 con Maborosi ed è riuscito a imporsi a livello internazionale con i suoi due ultimi lavori, Father and Son [2013, Premio della Giuria a Cannes] e Little Sister [2015].

Continua a leggere

SONG TO SONG di Terrence Malick

Sono davvero pochi i registi che raggiungono lo status di artista. Uomini che osservano la vita e la restituiscono con personalità e visione e che hanno scelto il cinema per veicolare la loro espressione.

Si sarebbero potuti esperire al meglio anche attraverso altre arti, come la pittura, la musica o la letteratura. Ma per qualche motivo, difficile da stabilire, hanno scelto il cinema, cambiandolo, capovolgendolo, criticandolo e rendendolo necessario e unico.

Tra questi cineasti, c’è senza dubbio Terrence Malick, il quale nel corso della sua carriera e attraverso le sue pellicole, è riuscito a mettere in crisi il linguaggio al quale eravamo abituati, rendendo riconoscibile e personale il cinema. In particolare, negli ultimi anni – anche grazie alla collaborazione con il grande direttore della fotografia Emanuel Lubeski – l’impianto estetico dei suoi film ha cambiato moltissimo il modo di intendere il racconto cinematografico, influenzando perfino il mainstream.

Continua a leggere

I PEGGIORI di Vincenzo Alfieri

Napoli. Massimo [Lino Guanciale] e Fabrizio [Vincenzo Alfieri] sono due fratelli senza soldi e prospettive che, con una situazione familiare davvero complicata alle spalle, cercano di portare avanti la baracca almeno per offrire alla sorellina tredicenne Chiara [Sara Tancredi] un futuro migliore.

Per provare a riscuotere qualche stipendio arretrato dal suo disonesto capo, Massimo convince il fratello ad aiutarlo a mettere in atto un rapina all’interno di un cantiere gestito davvero in maniera poco trasparente. Messo alle strette dalla situazione economica, Fabrizio accondiscende e nottetempo si insinua all’interno del cantiere insieme a Massimo. Goffamente mascherati da Maradona, i due riescono, senza sapere bene come, a far venire a galla il piano criminale del direttore del cantiere ai danni dei suoi dipendenti extra-comunitari. In poco tempo la notizia conquista giornali, TV e social, trasformando i due increduli protagonisti in eroi: i Demolitori! Seguendo l’intuizione della sboccata giovane sorella, i due protagonisti cercano di cavalcare l’onda mediatica offrendo i loro servizi a chiunque voglia mettere alla gogna soprusi e imbrogli… ovviamente a pagamento!

Continua a leggere

ON THE MILKY ROAD – Sulla Via Lattea di Emir Kusturica

Per nostra fortuna il cinema d’autore non è ancora scomparso. Non è in ottima forma, ovviamente, ma nonostante una feroce aggressione all’originalità e alla visione personale da parte di un certo sistema produttivo e distributivo, resiste e combatte insieme a noi. Esponente illustrissimo di questa resistenza è, senza dubbio alcuno, Emir Kusturica, il quale, dopo essere passato in concorso alla 73esima Mostra di Venezia, arriva nelle nostre sale con il suo ultimo e bellissimo film: On the Milky Road – Sulla Via Lattea.

Primavera durante la Guerra. Ogni giorno un uomo trasporta il latte e attraversa il fronte a dorso di un asino, schivando pallottole, per portare la sua preziosa mercanzia ai soldati. Benedetto dalla fortuna nella sua missione, amato da una giovane donna del paese, tutto lascia pensare che un futuro di pace lo stia aspettando… fino a che l’arrivo di una misteriosa donna italiana sconvolgerà la sua vita completamente. Inizia così una storia di passione, di amore proibito, che farà precipitare i due protagonisti in una serie di fantastiche e pericolose avventure. Si sono uniti per caso e niente e nessuno sembra in grado di fermarli.

Continua a leggere

Segui [LR] su Facebook:

Post Facebook Più Recenti

THE CHILDHOOD OF A LEADER – L’INFANZIA DI UN CAPO di Brady Corbet - InGenere Cinema InGenere Cinema

[in sala]: THE CHILDHOOD OF A LEADER – L’INFANZIA DI UN CAPO di Brady Corbet, su #InGenereCinema [recensione di Egidio Matinata]

0 mi piace, 0 commenti14 ore fa

www.ingenerecinema.com

[in sala]: #CiviltàPerduta di James Gray, su #InGenereCinema [recensione di Paolo Gaudio]

0 mi piace, 0 commenti1 giorno fa

Foto del diario

#RassegnaStampa: Mercurio Loi – Sergio Bonelli Editore n.2 di Alessandro Bilotta e Giampiero Caartano Ed: Sergio Bonelli Editore [euro 4,90]..

0 mi piace, 0 commenti5 giorni fa

Foto del diario

#RassegnaStampa: Morgan Lost – Sergio Bonelli Editore n.21 di Claudio Chiaverotti e Andrea Fattori Ed: Sergio Bonelli Editore [euro 3,50] “L’astronave..

0 mi piace, 0 commenti5 giorni fa

Foto del diario

#RassegnaStampa: #TheWalkingDead n.47 di Kirkman, Adlard, Gaudiano, Rathburn Ed: saldaPress [euro 2,50] In #edicola.

0 mi piace, 0 commenti6 giorni fa