In sala

MISSION IMPOSSIBLE: FALLOUT di Christopher McQuarrie

mission-impossible-falloutTom Cruise è un cugino lontano di Cristiano Ronaldo, visti i campi da gioco in cui si cimentano, ma ne è allo stesso tempo un fratello di sangue dal punto di vista dell’approccio che li accomuna alle loro rispettive professioni.

Sono infatti due personaggi che hanno costruito tutta la loro carriera tendendo verso un ideale di inossidabilità che rasenta quasi la sfera dell’immortalità. Pur essendo entrambi obiettivi umanamente utopici, nelle sfera di finzione del cinema e in quella circoscritta e limitata ad un certo periodo di anni nel calcio sembrano però poter propagare questo ideale folle che dovrebbe appartenere soltanto ai personaggi dei poemi epici.

Entrambi si sono dedicati in maniera ossessiva alla costruzione della miglior versione possibile di sé e in seguito hanno cercato un modo di preservarla. Ronaldo è invecchiato solo all’anagrafe, ma ha continuato a battere record, segnare gol incredibili e vincere trofei. Anche Tom Cruise sta per raggiungere i sessanta, ma lo sta facendo a modo suo: correndo.

Continua a leggere

IL TUO EX NON MUORE MAI di Susanna Fogel

il-tuo-exAudrey [Mila Kunis] e Morgan [Kate McKinnon], due amiche trentenni che vivono a Los Angeles, si ritrovano al centro di una cospirazione internazionale, quando l’ex fidanzato di Audrey [Justin Theroux] si presenta nel loro appartamento per nascondersi da un gruppo di spietati assassini che lo stanno inseguendo. Incredule e stupite, le due donne saranno costrette ad entrare in azione e trasformarsi in due spie provette. Dovranno fare i conti con i killer e con un agente segreto britannico, misterioso e affascinante, mentre cercano di salvare il mondo… e la loro pelle.

Se dopo aver letto la sinossi di Il tuo ex non muore mai nella vostra testa dovesse palesarsi un’irritante e poco piacevole sensazione di déjà vu, sappiate che si tratta di una reazione assolutamente naturale, legata al manifestarsi davanti ai vostri occhi di un prodotto audiovisivo che nel DNA drammaturgico, narrativo e persino stilistico, presenta tutta una serie di analogie, dinamiche e sviluppi già ampiamente proposti e assimilati dalle platee cinematografiche. Questo fa della pellicola firmata da Susanna Fogel un contenitore filmico vestito da spy-comedy, che provoca nel fruitore un crollo verticale delle aspettative, dettato dal riaffiorare nella mente di chi guarda di cose già viste.

Continua a leggere

OCEAN’S EIGHT di Gary Ross

Buon sangue non mente. A 11 anni dall’ultimo colpo di Danny Ocean e della sua banda, si scopre che la professione dell’affascinante ladro ha ispirato anche altri suoi familiari. Proprio come lui e il padre, anche la sorella Debbie [Sandra Bullock] ha la stessa identica vocazione e, una volta scarcerata dopo più di cinque anni di detenzione, non perde tempo nel mettere insieme un gruppo di donne assai qualificate per attuare un nuovo “colpo grosso”: rubare la preziosa collana Toussaint di Cartier durante il Met Gala di New York.

In primis, dovrà reclutare di nuovo la sua socia più fidata, Lou Miller [Cate Blanchett]. Se Debbie è l’equivalente di suo fratello Danny, Lou corrisponde a Rusty Ryan/Brad Pitt, facendole da braccio destro e consigliere. Di meno sono le analogie nel resto della banda: abbiamo Amita, un’esperta di gioielli [Mindy Kaling]; Constance, una rapidissima borseggiatrice [Awkwafina]; Tammy, una ricettatrice [Sarah Paulson]; Palla Nove, un’hacker [Rihanna]; e Rose Weil, una stilista in fallimento [Helena Bonham Carter].

Con questo film, la saga di Ocean’s passa dalle mani di Steven Soderbergh – qui in veste di produttore – a quelle di Gary Ross [Pleasentville, Hunger Games], che ne cura in parte la sceneggiatura. La proposta di Ross consiste in un sequel/spin-off/remake che omaggia amorevolmente il lavoro svolto dal suo predecessore, prendendone in prestito lo stile registico [i vari movimenti con zoomate, ad esempio], quello musicale – che passa dal compositore David Holmes all’ottimo Daniel Pemberton [memorabile il brano “NYC Larceny”] e l’aspetto visivo, attraente e colmo di stile.

Continua a leggere

ANT-MAN AND THE WASP di Peyton Reed

ant-man-2Dopo solamente tre mesi di distanza, torna sui grandi schermi di tutto il mondo, una nuova storia del Marvel Cinematic Universe. Oramai il dado è tratto, toccherà aspettare il fatidico 24 aprile del 2019 per venire a conoscenza delle sorti dei beneamati supereroi e dell’esito della battaglia contro il distruttivo Thanos. Nel mentre, il fiorente studios capitanato da Kevin Feige, per tenere a bada le aspettative dei fan dopo il clamoroso finale di Avengers: Infinity War, ha in programma due nuovi film che sono collocati cronologicamente anteriormente ai fatti mostrati nel kolossal dei fratelli Russo uscito ad aprile scorso.

Il primo in questione è il sequel di Ant-Man del 2015, diretto da Peyton Reed, con protagonista l’ex-carcerato e ingegnere elettronico, Scott Lang [Paul Rudd]. Le vicende di Ant-Man and the Wasp si svolgono dopo la battaglia di Captain America: Civil War, dove avevamo visto Lang schierarsi dalla parte di Cap e riuscire a invertire la tecnologia in dotazione nella sua tuta, diventando di proporzioni gigantesche. Nuovamente agli arresti domiciliari, con un nuovo lavoro in cantiere e alle prese con l’amata figlia Cassie, Lang rincontrerà il suo mentore, nonché primo Ant-Man, Hank Pym [Michael Douglas] e la figlia Hope [Evangeline Lilly], che seguendo le redini della sua scomparsa madre, ha preso l’identità di una nuova Wasp. Il loro incontro sarà dovuto alla presenza di nuovi nemici che riemergeranno dal passato di Hank quando era ancora un agente operativo al servizio dello S.H.I.E.L.D., insieme alla moglie Janet van Dyne [la Wasp originale].

Continua a leggere

HEREDITARY – LE RADICI DEL MALE di Ari Aster

hereditary-1Il film comincia con un necrologio, poche righe che hanno già il sapore di un infausto presagio.

L’anziana Ellen, madre e nonna non facile, manipolatrice, ossessiva, studiosa e appassionata di spiritismo, è morta. Da quel momento i suoi familiari cominciano a scoprire una serie di oscuri e terrificanti segreti sulla loro famiglia e ad essere trascinati in un vortice inquietante, obbligati ad affrontare il tragico destino che sembrano aver ereditato.

La sensazione che si ha già dalla scena d’apertura, e che forse si può estendere ad una visione complessiva dell’autore anche al di fuori dell’oscurità della sala, è che la storia che ci sta per essere raccontata sia guidata da una mano superiore; una forza ai cui piani non ci si può sottrarre e che finirà inevitabilmente per manipolare i protagonisti a suo piacimento.

Forse anche la vita di ognuno di noi può essere ridotta a questo: potremmo essere soltanto dei burattini nelle mani di forze che non riusciamo a comprendere.

Continua a leggere

LA PRIMA NOTTE DEL GIUDIZIO di Gerard McMurray

la-prima-notte-del-giudizioPer abbassare il tasso di criminalità sotto l’uno percento per il resto dell’anno, i Nuovi Padri Fondatori d’America [nuovo partito che ha divorato Democratici e Repubblicani cavalcando un’onda di malcontento generale] sperimentano una teoria sociologica che dà libero sfogo all’aggressione per la durata di una notte in una comunità isolata.

Ma ben presto, sia coloro che si trovano nel pieno dello “sfogo” che coloro i quali l’hanno organizzato, si rendono conto di essere parte di un gioco più grande.

Dopo La notte del giudizio [2013], Anarchia – La notte del giudizio [2014] e La notte del giudizio – Election Year [2016] arriva il prequel della fortunata serie che ha rappresentato uno dei maggiori successi commerciali della Blumhouse di Jason Blum.

James DeMonaco, regista dei primi tre capitoli, rimane come sceneggiatore e lascia il timone a Gerard McMurray, il quale riesce ad adeguarsi molto presto al contesto, tentando però un approccio ‘schizofrenico’ che è allo stesso tempo il punto di forza e il punto di debolezza del film.

In alcuni momenti sembra di essere dalle parti di Classe 1999, in altri si ha la sensazione di essere finiti in uno slasher traboccante di jumpscare, poi si passa dall’action alla The Raid al thriller politico e anche al film di guerra.

Continua a leggere

TULLY di Jason Reitman

tullyIl regista Jason Reitman, torna nelle sale con il suo nuovo film Tully, terza collaborazione con la sceneggiatrice, ex-spogliarellista, Diablo Cody. I due proseguono la loro riflessione sulla figura femminile, approfondendo in particolar modo il tema della maternità.  Se in Juno del 2007 trovavamo, una Ellen Page calata nei panni di una adolescente incinta, ora abbiamo una Charlize Theron che affronta una gravidanza in crisi di mezza età. Come nel caso di Monster del 2003, che la aveva portata alla vittoria del premio Oscar, l’attrice si sottopone nuovamente a una drastica trasformazione: la donna esibisce le classiche imperfezioni di chi si è arreso al passare del tempo e non si cura più dell’aspetto estetico e della forma fisica. Il film ruota attorno a Marlo [Charlize Theron], una madre di famiglia in attesa del terzo figlio. La sua è una vita perennemente stanca e inappagante, e si dibatte tra un marito toppo occupato dal lavoro, una figlia che inizia a scoprire i drammi dell’adolescenza e un figlio con gravi problemi comportamentali. Con l’arrivo del terzogenito, la situazione per Marlo diventa insostenibile e decide, sotto consiglio del fratello, di assumere una tata notturna. Tully [Mackenzie Davis], la ragazza che arriverà in aiuto alla donna, rappresenta tutto quello che lei non è più: una bellezza giovanile, carica di energia e buoni propositi. Tra le due nascerà una particolare amicizia, fatta di confidenze ed incentivi che porterà Marlo a riscoprire una rinnovata propositività.

Continua a leggere

LA STANZA DELLE MERAVIGLIE di Todd Haynes

stanza-delle-meraviglieTodd Haynes è senza alcun dubbio un narratore straordinario. Lo dimostra la sua splendida filmografia, la capacità di collaborare con artisti enormi senza mai sfigurare al confronto, nonché l’assoluto talento di preferire e restituire quelle storie contenute in altre storie.

Questo suo particolare dono ha reso ogni suo film un oggetto unico, complesso e affascinante. Avvicinare ciò che apparentemente è distante, mescolare piani narrativi, abbattere le barriere temporali facendo confluire le vite dei suoi personaggi in un unico grande racconto capace di contenerle tutte. Questa è l’ambizione cinematografica di Haynes, quello che ce lo fa amare e ce lo fa apparire come un ricercatore di meraviglie, un osservatore della Storia, un collezionista stupefacente.

Era del tutto prevedibile, dunque, che questo autore si potesse innamorare del libro di Brian Selznick, La Stanza delle Meraviglie, che racconta la curiosa vicenda di Ben e Rose, due bambini sordi nati e vissuti in epoche diverse, più precisamente a distanza di cinquant’anni. Cosa li accomuna? Il desiderio di una vita diversa, migliore rispetto alla propria.

Continua a leggere

JURASSIC WORLD – Il regno distrutto di Juan Antonio Bayona

jurassic-world-2Il franchise di Jurassic Park percorre con la saga Jurassic World una strada che sembra voler riproporre le stesse tappe della trilogia originaria, solo condendole con ingredienti più eclatanti e appariscenti, capaci forse di far dimenticare queste somiglianze, ma di certo di rompere l’aura di verosimiglianza della storia.

Con Jurassic World l’intento di regalare al pubblico una nuova versione di Jurassic Park, solo più grande e rumorosa, era chiarissima. Lo stesso scheletro narrativo del nuovo film si sarebbe potuto specchiare in quello del capostipite. Pur passando di mano ad un altro regista, Juan Antonio Bayona, il piano produttivo della saga “JW” rimane lo stesso e il secondo capitolo, Jurassic World – Il regno distrutto, vuole essere specchio ingrandente [e deformante] de Il mondo perduto – Jurassic Park.

Tre anni dopo i fatti di Jurassic World, il parco di Isla Nublar è stato completamente distrutto dai dinosauri, che ora sono gli unici padroni dell’isola.  Ancora per poco, però, perché un’imminente eruzione vulcanica sembra voler potere i dinosauri verso una seconda violenta estinzione di massa.

Continua a leggere

TITO E GLI ALIENI di Paola Randi

Da quando ha perso la moglie, il Professore vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada accanto all’area 51. Dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il Governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.

Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e vuole affidargli i suoi figli. Anita e Tito, sedici e sette anni, arrivano aspettandosi Las Vegas e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni.

Uno dei grandi temi che viene riproposto spesso nella fantascienza e non solo è quello dell’esplorazione, del viaggio alla ricerca dell’altro da noi che si trasforma in una ricerca dentro sé stessi.

Tito e gli alieni, secondo film di Paola Randi dopo Into Paradiso, si inserisce tematicamente in questo solco raccontando dei personaggi che avranno un’evoluzione e riusciranno a riscoprirsi, mossi da una ricerca verso parti di anima che hanno perso. E lo fa in maniera originale, senza paura e senza appiattirsi su forme prestabilite.

Continua a leggere