Delicatessen

IL CINEPANETTONE LONTANO DA CASA

Nella lotta al botteghino fra i tanti cinepanettoni e simili arrivati in sala in questo dicembre 2016, lo scontro finale si combatterà sicuramente tra il Poveri ma ricchi di Fausto Brizzi e il Natale a Londra – Dio salvi la regina di Volfango De Biasi.

Due film che dimostrano l’intenzione [più o meno messa in pratica] di internazionalizzare l’idea di “commedia natalizia”, allontanandosi dall’idea più classica di cinepanettone.

Succede questo nel film che Brizzi prende in prestito dalle sale francesi, Les Tuches, grande successo di botteghino dei cugini d’Oltralpe che, in Italia si trasformano nei Tucci, famiglia povera dell’hinterland romano che si ritrova da un momento all’altro milionaria, grazie ad una vincita al superenalotto.

Dopo aver superato lo shock iniziale, i Tucci, anche per sfuggire a possibili richieste di prestiti dei loro compaesani, decidono di scappare dal proprio paesino per trasferirsi nell’unica città italiana costruita a misura di ricco: Milano.

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NIGHTMARES BEFORE CHRISTMAS – 3 Incubi prima di Natale

un-natale-al-sud4Tutto ebbe inizio dieci anni fa, con quello che potremmo definire come lo scisma del cinepanettone, che vide gli indivisibili Massimo Boldi e Christian De Sica prendere strade separate e il vecchio Aurelio De Laurentiis perdere il monopolio della comicità al cinema in Italia. Tale evento, fu salutato con soddisfazione dall’intellighenzia tricolore che registrava l’emancipazione del pubblico da un prodotto cinematografico ripetitivo, volgare e decisamente scollato dalla realtà degli italiani. Tuttavia, nessuno mai si sarebbe immaginato che la natura di questo tipo di cinema fosse poco incline all’estinzione. Infatti, così come l’Idra di Lerna, mostro della mitologia greca al quale l’amputazione di una testa ne faceva ricrescere altre due, anche il cinepanettone si è moltiplicato, proponendo emuli, dissimili e progetti comici che hanno invaso la programmazione delle nostre sale.

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JASON BOURNE – La saga

bourne-matt-damonÈ la mattina del 14 marzo 1887. Un uomo si risveglia in un’abitazione a Norristown, in Pennsylvania, scoprendo subito di avere un enorme problema: quello su cui è sdraiato non è il suo letto e la stanza in cui si trova non fa parte della sua casa. Non ha la benché minima idea di dove si trovi e del perché sia finito lì. In un primo momento, il poveruomo potrebbe pensare di trovarsi nell’appartamento di qualche conoscente e che quelli siano i postumi di una notte passata a consumare eccessive dosi di alcol. Una spiegazione plausibile, ma del tutto errata: scopre che è marzo, mentre il suo ultimo ricordo risale al mese di gennaio, per l’esattezza al giorno 18. Non sa che cosa gli sia successo nell’arco di due mesi, ma ricorda tutto della sua vita prima dell’amnesia. Ricorda la sua occupazione, ovvero quella di predicatore evangelico, la sua residenza a Coventry nel Rhode Island, sua moglie, le sue due figlie e il suo nome… Ansel Bourne. Che si sia trattato di un rapimento?

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MIDVILLE THE LAMBERT TAPES

13835564_10206459500742499_832727695_oDopo La fine e Il caso della belva del plenilunio, Andrea Maccarri è al lavoro con un nuovo cortometraggio, Mildville The Lambert tapes, attualmente in fase di lavorazione, girato a Tuscania, nel Lazio. A firmare il soggetto, la sceneggiatura e la regia lo stesso Maccarri, che veste anche i panni di attore con Giovanni Civitate [che firma la scenografia] e Rita Ippoliti.

Nell’attesa di vederlo, eccovi alcune informazioni sulla trama e sul cast tecnico e artistico, e gustiamoci il teaser.

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ALIENWEEN di Federico Sfascia

ALIENWEENNel panorama piatto, prevedibile, scontato e pigro del cinema italiano, un regista come Federico Sfascia si mostra con la dirompenza distruttiva di un vulcano in eruzione. Aveva provocato danni a questo sistema già con la sua opera prima, I Rec U, e continua a seminare distruzione con Alienween, sua ultima fatica passata in Concorso al 36esimo Fantafestival.

Anarchico, imprevedibile, coraggioso ed esagerato. Questo è il cinema di Sfascia che si potrebbe descrivere come un enorme calderone nel quale mescolare insieme lo splatter più eccessivo e cartoonesco, con il romanticismo rosa e immediato. Il risultato? Una horror comedy stravagante, chiassosa e anarchica, che concede qualche ammiccamento di troppo alla linea romance, smorzando il baraccone divertente, macabro e gore che il regista è abile nel costruire.

La sinossi è esaltante: quattro trentenni, diversi tra loro ma legati da una passata amicizia, che si ritroveranno a passare la notte di Halloween nella vecchia casa della loro adolescenza per un festino a base di droga e prostitute.

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Speciale NICOLAS WINDING REFN

La cinematografia di Refn non può essere analizzata se prima non ci si concentra sul fulcro di ogni sua opera, vale a dire il desiderio e l’esigenza dell’autore danese di raccontare sé stesso in tutti i suoi molteplici aspetti. D’altro canto si parla di cinema d’autore proprio quando si è di fronte ad una forte personalità che emerge dall’opera filmica ed è proprio in quel momento che la definizione di Genere perde di significato e i contorni dello stesso non diventano altro che confini sbiaditi della psiche dell’autore.

Come Refn stesso ha più volte dichiarato “Ogni autore ruba e in qualche modo ogni autore parla di sé stesso che faccia cinema, pittura, musica o letteratura.”. Con queste poche parole egli traccia quelle che sono le linee guida della sua arte. In ogni sua opera, dalla più cervellotica fino alla più commerciale, non possiamo fare a meno di notare quali sono i suoi punti di riferimento e non si può fare a meno di notare la maestria con la quale riesce a mantenerli alla giusta distanza da sé; alle volte li vediamo come fari all’orizzonte a far da guida allo spettatore, altre volte invece non possiamo fare a meno di ammirarli come delle montagne che si stagliano sullo sfondo del paesaggio.

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“Alice attraverso lo specchio”: dal libro al cinema nelle rese fedeli e traditrici di Lewis Carroll

Alice-attraverso-lo-specchio-saggio-3Vieni, ascolta. Il tuo volto si fa attento

mentre l’ora sgradita s’avvicina

in cui una voce piena di spavento

dirà: “La bimba è ormai una signorina”.

Noi non siamo che fanciulli invecchiati

che la sera vanno a letto arrabiati.

Lewis Carroll [filastrocca introduttiva di Alice Attraverso lo Specchio]

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ALIENATE di Michael Shumway

alienate1Cosa dovremmo aspettarci dall’arrivo di eventuali visitatori provenienti da un mondo lontano dal nostro? Nuovi sviluppi nel campo della medicina e della scienza? Naaaa! Gemellaggi cosmici? Proprio non ci siamo. Antipatie e conflitti? Fuochino! La risposta sarà, forse, una guerra combattuta contro invasori dalla testa identica al ferro da stiro Rowenta Da-75, dotati inoltre di armi che non lasciano il benché minimo segno?

Se quest’ultima opzione è la vostra nascosta speranza, provvedete immantinente ad acquistare l’edizione speciale del film di cui stiamo per parlare, senza dubitare oltre. Altrimenti continuate nella lettura… Ancora qui? Uomini e donne di poca fede! Di certo non sapete inamidare come si deve!

Ironia a parte, Alienate di Michael Shumway lascia davvero poco su cui scherzare: un uomo ossessionato dal proprio lavoro trascura per quest’ultimo la sua giovane moglie, tanto da portarla segretamente a capitolare fra le braccia di un altro. Durante l’ennesima lite, dovuta all’urgente partenza di lui per ordine di un proprio superiore, avviene la catastrofe: temibili ferri da sti… pardon, alieni attaccano la Terra, in modo del tutto pacato ed anonimo, al contrario di quanto Hollywood ci abbia sino ad ora insegnato [del resto, riuscite ad immaginare le città in subbuglio in seguito a costanti disastri aerei dovuti a forze nemiche sconosciute? No? Beh, nemmeno il regista a quanto pare, credete a chi scrive]. Riuscirà il giovane marito a ritrovare la fede in sé stesso, nel sacro vincolo del matrimonio ed a riempire la propria vita di paffuti pargoli?

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3 HEADED SHARK ATTACK di Christopher Ray

3-head-1L’inquinamento è un male senza fine; l’irresponsabilità che l’uomo mostra nei confronti dell’ambiente, si torcerà contro lui stesso, è solo questione di tempo: petrolio, mercurio, scarti farmacologici e plastica, sono solo alcuni dei pericoli che stanno devastando i nostri oceani. Qualcuno minimizza, altri parlano di imminente catastrofe. Una busta di plastica può affogare un indifeso delfino, 10 litri di petrolio uccidere un intero stormo di cormorani. Cosa può fare allora un’isola di rifiuti tossici o meno? Partorire uno squalo a tre teste, ovvio! Su queste solide basi scientifiche poggia la trama di 3 Headed Shark Attack, nuova “fatica” di Christopher Ray: una località turistica balneare, pullulante di giovinastri senza una chiara concezione di mascolinità e tipette prive di amore per sé stesse, viene visitata a mo’ di buffet dall’abominevole mutazione su pinne: l’estrema famelicità della creatura è questa volta in parte giustificata, dovendo ingurgitare una quantità di cibo pare a quella necessaria per sfamare una madre in attesa di due gemelli!

Inoltre, quasi fosse lontano cugino dello Sharktopus, la creatura riesce a muoversi sulla riva con parecchia disinvoltura. In seguito il bestione attaccherà un laboratorio di ricerche marine ed un traghetto turistico [su quest’ultimo molti passeggeri senza una chiara motivazione resteranno colpiti da morte improvvisa], per poi cimentarsi in una prolissa caccia al sopravvissuto. Qui finisce la scarna trama che, ad essere sinceri, risulta poco definita persino per un prodotto Asylum. Ma c’è ben altro di cui andremo ora a godere: ad esempio, per la felicità dei giovani più gaudenti, saranno insistenti i primi piani su tette e culi del procace gentil sesso, tanto da sembrare opera di un cameraman con problemi compulsivi ossessivi, in puro stile weird ‘90.

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GUIDA AL MEGLIO [e al peggio] del 2015 – La Lista di Luca Ruocco

steelenataleTorna anche quest’anno la lista assolutamente parziale e di parte del meglio e del peggio dell’anno cinematografico appena trascorso firmata dal sottoscritto.

Una lista dei buoni e dei cattivi che, in maniera assolutamente ludica e divertita, si augura di potervi suggerire qualche titolo che incontri i vostri gusti cinematografici.

I momenti più belli tra quelli passati in sala in questo 2015, ma anche quelli più brutti [questi ultimi declinati nel Genere che più mi appartiene, l’horror, vera e propria delusione di quest’annata cinematografica].

E spazio anche per qualche suggerimento tra i titoli indie e alcuni succulenti volumi a fumetti da non perdere.

Si va a cominciare…

Luca Ruocco

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