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GROTESQUE di Koji Shiraishi

grotesque1Ancora un banalissimo torture porn!

Ma ce la siamo cercata, continuando a supportare e foraggiare prodotti di levatura simile, tutti lanciati sull’estremizzazione grafica dell’atto violento in sé, assolutamente estromesso da un qualsiasi tentativo di una trama.

Ed è proprio questa la più grave e violenta amputazione che un torture porn, ancor più QUESTO torture porn, il Grotesque del giapponese Koji Shiraishi, e ora distribuito in DVD dalla francese Elephant Films, riesce quasi matematicamente a mostrare allo spettatore: la mutilazione di ogni scintilla narrativa, la recisione dell’arteria creativa, con la totale dispersione di ettolitri di sensatezza filmica.

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LES GEȎLE DU DIABLE e DOLL GRAVEYARD

geoles_du_diable1Eva è una giovane detenuta, condannata a scontare una pena carceraria per aver commesso un reato di poco conto.

Ma la vita dietro le sbarre, però, intere filmografie insegnano, è tutt’altro che semplice… anche in un carcere femminile.

Eva, infatti, è quotidianamente vessata dall’arroganza della sadica direttrice dell’istituto, dalle ossessionanti attenzioni di una burbera guardia giurata e dalle azioni di bullismo di una banda di detenute lesbiche che detengono le redini di un importante traffico di droga all’interno dello stesso penitenziario.

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DECADENT EVIL e DECADENT EVIL 2

decadentevil1Lo strip-club di una piccola cittadina americana è, in realtà, il covo di un trio di voluttuose vampire che, nei succinti panni di lap-dancer, pescano fra i loro clienti la continua scorta di sangue fresco che serve per mantenerle in [non]vita.

Anche la sera che fa da incipit al film, una delle due vampire più giovani, rimorchia e porta a casa una coppia di scambisti [lui molto più infoiato della compagna] e, come da rito, dopo averli fatti mettere a proprio agio, accondiscende al volere di Morella, la vampira matrona [e tenutaria del locale] di abbeverarsi per prima dai corpi caldi delle vittime.

Ma nel Decadent Evil [2005], titolo dall’assonanza ai limiti dell’operazione satirica, convivono altri quattro personaggi: quelli che faranno prendere alla storia una piega del tutto differente.

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THE BUNNY GAME di Adam Rehmeier

thebunnygame1Sylvia Grey [Rodleen Getsic] è una prostituta tossicodipendente. Per strada è conosciuta con il nome di “Bunny”; accetta clienti di ogni tipo, purché disposti a pagare per passare qualche momento di piacere con lei.

La ragazza si trascina, così, passivamente e alienata, tra le vie di Los Angeles, vendendo il suo corpo per potersi permettere ancora una dose di cocaina, un po’ di cibo, e un posto per dormire, andando avanti alla giornata. Dopo essere stata violentata e derubata, sotto effetto di droga, da un cliente, la donna cerca di ricominciare ancora una volta da zero e, ripresa la strada, incontra un camionista di nome JR [Jeff Renfro]. Lui la invita a salire sul suo camion, le fa delle avance, e le offre della cocaina, ma quello è solo l’inizio. L’uomo rapisce la donna, la lega nel retro del suo camion e da lì inizia a sottoporla ad una serie di umiliazioni e di torture, fisiche e psicologiche, ripetute e crudeli, fino ad annullarne la stessa identità di individuo.

“Bunny” è ormai un oggetto nelle mani del suo torturatore, che filma ogni momento di questo osceno rituale, per poi riguardare i video, eccitandosi alla vista della paura, e arriva ad affidare al caso il destino stesso della donna. Il tutto filmato in un livido bianco e nero.

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THE CHAT – LES GRIFFES DE L’ENFER di Byun Seung-Wook

lechat1So-Yeon, una ragazza riservata e insicura, a causa di un incidente traumatico verificatosi quando era piccola, lavora in un negozio di animali.

Un giorno adotta un bellissimo gatto persiano, Silky, rimasto orfano dopo l’improvvisa e inspiegabile morte della sua padrona.

Quello sarà l’inizio, per la ragazza, di una discesa agli inferi. La sua realtà andrà letteralmente in pezzi, distrutta dal continuo frapporsi, all’interno della vita della giovane, di un’oscura e ossessiva presenza: una bambina con gli occhi di gatto, con una smodata passione per i felini.

Quando molte delle persone che ruotano intorno a So-Yeon iniziano a morire, la giovane intraprende una pericolosa indagine per scoprire chi sia quello spirito inquieto.

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L’ORDRE DU LOUP e MAD ZOMBIES

ordreduloup1Derek [Trevor Duke]è un timido studente al primo anno del college. I suoi problemi di relaziona mento sono stati accentuati dall’ingresso nel suo nucleo familiare del nuovo compagno della madre; stereotipo del patrigno arrogante e violento. E questa sua predisposizione alla sottomissione è stata di buon grado sfruttata dai migliori “compagni di scuola” che ogni ragazzo vorrebbe avere: due bulli fuori stagione e due oche giulive.

Proprio questi capolavori umani, assieme alla ragazza di cui Derek è innamorato, convincono il giovanotto a rubare al patrigno le chiavi del suo cottage di montagna, per concedersi una gita a base di alcool e sesso.

Durante i festeggiamenti, però, qualcosa di inaspettato trasforma la spensierata nottata in un’assurda mattanza.

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MORITURIS + VERSIPELLIS

morituris danese1Continuano a spuntare, in giro per il mondo, gran belle edizioni dell’unico film indipendente del tutto bannato dal mercato distributivo di sala italiano: Morituris di Raffaele Picchio.

Rispetto alla trama, ormai, tanto [in alcuni casi addirittura “troppo”] è stato detto, e gli assidui frequentatori del nostro portale avranno familiarità con questo titolo e con il suo travagliato iter distributivo.

Per i neofiti basterà ricordare che il lungometraggio opera prima di Picchio è un film di Genere esasperato, coraggioso e spietato.

Partorito insieme alla sceneggiatore Gianluigi Perrone come uno slasher movie, Morituris acquisisce sin da subito una valenza “altra”, caricando la struttura horror di assonanze concrete con i fatti del Circeo, oscure pagine di cronaca nera italiana.

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BLOOD DOLLS di Charles Band

blooddolls1L’ossessione per i giocattoli animati e assassini continua ad essere ossessione seminale per Charles Band, che in veste di ideatore, produttore o regista, ha dato i natali a un’infinità di titoli assimilabili all’interno del sotto-Genere toysploitation.

Uno fra gli ultimi esempi è il Blood Dolls, del 1999, distribuito in edizione francese dalla Warner Home Video e da Elephant Films.

Virgil [Jack Maturin] è un miliardario dalle eccentriche abitudini: sembra vivere perennemente con una maschera inespressiva di gomma sul volto e ospita, nella sua lussuosa villa, due servitori, un maggiordomo truccato da clown e un nano che tiene viva, a forza di scosse elettriche, l’attenzione delle quattro musiciste seminude, tenute in gabbia al centro della casa per fare da tappeto sonoro vivente alle giornate del loro padrone.

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ZOMBIE PLANET di Marco Ristori e Luca Boni

zombieplant1Imperdibile e molto curata, anche dal punto di vista degli extra, è l’edizione francese di Eaters, lungometraggio indie e auto-prodotto dai registi Marco Ristori e Luca Boni, ribattezzato per il mercato transalpino con il titolo di Zombie Planet.

Il duo di registi, ormai nomi di tutto rispetto all’interno del sottobosco del cinema italiano, sono tutt’oggi gli assoluti fautori dell’atteso ritorno dello zombie movie made in Italy, avendo continuato a percorrere la strada dei cadaveri viventi, sotto sfumature differenti dal loro primo lavoro a tema, nel successivo lungometraggio Zombie Massacre e, come sembra di capire dal finale del teaser da poco apparso online, nel medioevale Morning Star.

Ma torniamo ad Eaters – Zombie Planet: il classico morbo sconosciuto e terribilmente infettivo ha già trasformato la popolazione mondiale quasi interamente in un’infinita sfilza di morti viventi antropofagi.

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MORITURIS di Raffaele Picchio

motiturisbdIn Italia il lungometraggio d’esordio di Raffaele Picchio, Morituris [2011], è entrato nella storia per il diniego dell’ufficio censura che, a pochi giorni dall’uscita, lo ha del tutto bannato dalla distribuzione ufficiale in sala in patria, rendendolo, contemporaneamente, un film ancor più ricercato e bramato da interessati e collezionisti.

In parole povere dopo il “no” inquisitore, ancor più che prima, il film maledetto di Picchio è divenuto santo Graal per chi non ha ancora avuto modo di incrociarlo nei festival [italiani o esteri], che negli ultimi anni lo hanno ospitato e per chi, dopo averlo visto, non potrebbe colmare la mancanza dei gladiatori omicidi redivivi nella propria collezione di horror film.

A controbattere alla pessima mossa dell’ottusa censura italiana che, basandoci sulla sfilza di opinabili motivazioni del rifiuto inviate dagli inquisitori agli autori del film [qui trovate tutte le informazioni], sembrerebbero non aver intuito nemmeno lontanamente il significato di Morituris, hanno cominciato a pensarci le distribuzioni internazionali.

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