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MACABRO di Lamberto Bava

macabroDai cugini d’Oltralpe ecco in arrivo gustose novità per quanto riguarda i Cauchemar Italiens, ovverosia gli “incubi italiani”, cinematograficamente parlando: parliamo oggi di The Ecstasy of Films, giovane società di produzione francese che ha già in catalogo molte chicche da veri appassionati e molte altre sono in arrivo nei prossimi mesi. La chicca che ci propone TEOF in questa estate afosa è niente di meno che il primo film del nostro Lamberto Bava, quel Macabro uscito nell’ormai lontano 1980 e destinato a diventare un piccolo cult del nostro cinema horror. Girato a basso costo e con una troupe di poche persone, il film vede la protagonista Jane Baker – impersonata da Bernice Stegers dopo i fasti del felliniano La città delle donne – subire un crollo nervoso in seguito alla contemporanea morte per annegamento del figlioletto e per incidente dell’amante, di cui teneva nascosta ovviamente l’esistenza in famiglia.

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Tre horror ILLUSIONS in DVD e Blu-Ray

borderland1Basato sui fatti di sangue realmente accaduti in Messico, al confine con gli USA, legati al sadico killer Adolfo de Jesùs, creatore e capo di un setta dedita a efferati omicidi rituali, Borderland di Zev Berman racconta la storia di tre amici che decidono di regalarsi una vacanza fatta di divertimento, alcool e sesso al confine con il Texas.

Una volta arrivati, Ed e Henry si danno subito da fare con due ragazze del luogo, mentre il terzo, Phil, dopo aver tentato di abbordare una prostituta, viene aggredito e finisce nelle mani di una misteriosa setta, costringendo gli altri due a mettersi sulle sue tracce.

Il film di Berman, che per location geografica e affinità di Genere [exploitation] vorrebbe apparentarsi con l’horror cialtrone e scanzonato post-Rodriguez, non assume mai un’identità forte e strutturata: dopo un promettente incipit in cui due poliziotti entrano in una villa apparentemente disabitata, per perquisirla, e vengono aggrediti e torturati dalla setta omicida, il tutto si lascia troppo cullare dalla stasi dettata dal viaggio dei ragazzi – stasi fittizia per chi guarda, e già sa dal principio del pericolo a cui i tre vanno incontro. Ma il tutto sembra sparare a salve, e non riuscire a concretizzare i piani prefissatisi in principio.

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HORROR di Alberto De Martino

Manoir-de-la-terrorUscita importante per la Artus, casa distributrice francese specializzata in cinema di Genere, che pubblica finalmente uno dei film meno noti e più invisibili di Alberto De Martino, autore poliedrico recentemente scomparso: Horror, prodotto tipicamente gotico in linea con il nostro cinema di Genere di quegli anni come Cinque tombe per un medium o La cripta e l’incubo, si avvale di una trama intrigante e di una realizzazione professionale che lo annovera tra i “cult” del cinema nostrano da riscoprire.

La storia è ambientata nell’Inghilterra dell’Ottocento, al castello dei Blackford, dove fa ritorno – in compagnia dell’amica Alice e del fratello – la giovane Emily dopo alcuni anni trascorsi in collegio.

Ad attenderla al castello c’è il fratello Roderick, che assume subito uno strano e gelido comportamento nei suoi confronti: ben presto la ragazza scoprirà il terribile segreto celato tra le mura del maniero: il padre, dato per scomparso in un terribile incendio, in realtà vive segregato in una torre, sfigurato e completamente pazzo. Il movente si scoprirà in un’antica profezia che prevede l’estinzione dei Blackford al compimento del ventunesimo anno della discendente, motivo per il quale dovrebbe essere proprio il vecchio sfigurato a dover uccidere la giovane.

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TEATER CITY di Giulio De Santi

TEATERCITY0Circa 40 anni fa, nasceva a New York una casa produttrice che avrebbe cambiato la vita di molti cinedipendenti per sempre; l’idea era produrre film esageratamente splatter e sessualmente espliciti, con budget ridotto, allo scopo di massimizzare i profitti. Parliamo ovviamente della Troma, che vanta oggi al suo attivo quasi un migliaio di creazioni. Nel tempo nuovi gruppi ne seguirono la scia, fra i quali la Asylum, considerata da molti un erede di maggiore livello della stessa Troma.

Questa prefazione era d’obbligo, in quanto il film che ci apprestiamo a recensire, verrà giudicato in base a criteri attinenti alla qualità media dei prodotti sfornati dalla casa produttrice creata da Lloyd Kaufman nel “lontano” ’74, dalla quale più che ispirata, l’italiana Necrostorm sembrerebbe stata posseduta.

Il film che prendiamo in esame è Taeter City, un titolo che non deluderà di certo gli assetati di splatter, esageratamente finto e dalla trama carente!

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POE – PROJECT OF EVIL di AAVV

poe2bdvdNel 2011 prendeva vita il progetto P.O.E. Poetry of Eerie, lungometraggio indipendente formato da tredici corti diretti da giovani promesse del panorama horror nostrano, che rivisitavano alcune tra le più celebri opere del poeta e scrittore Edgar Allan Poe. L’esito soddisfacente del progetto ha incoraggiato una nuova raccolta di corti, composta questa volta da sette episodi, ma sempre ispirati ai racconti del divino Edgar e ancora una volta firmati da alcuni fra i più affermati registi dell’horror undeground.

Il primo episodio, The pit and the pendulum [Il pozzo e il pendolo] di Donatello Della Pepa, ci presenta un uomo da solo in quella che presumiamo essere una stanza; totalmente bianca. Il non-colore nega gli spazi e genera un non-luogo claustrofobico. Un pendolo invisibile martella il tempo, unica percezione, ossessiva e angosciante. Non c’è via d’uscita, anche perché qualcuno sta monitorando scientificamente la sua clausura orrorifica.

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EVIL BONG e MAGIE NOIRE

evilbong1Alistair, matricola universitaria, secchione e un po’ nerd, affitta un posto letto nell’appartamento abitato da tre scansafatiche unicamente interessati a conoscere il maggior numero di studentesse e, ancor più, a fumare erba.

E quale modo migliore, per specializzarsi nell’arte del fumare, che acquistare in società, come nuovo orpello d’arredamento per l’appartamento, un meraviglioso bong!? Detto fatto, i quattro giovani in breve tempo si vedono recapitare l’oggetto del desiderio che, una volta messo “in moto”, svela di avere più di un lato oscuro!

Il bond, infatti, regala al fumatore di turno un meraviglioso viaggio, sì, ma senza ritorno… All’interno dello stesso oggetto, infatti, il malcapitato si sposta in forma animica, ritrovandosi in un luogo-non-luogo del tutto simile ad un night club con tanto di ballerine nude e siliconate che si strusciano ai pali della lap dance.

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GINGERDEAD MAN e GINGERDEAD MAN 2

gingerdeadman1C’è un pericoloso serial killer che stermia QUASI un’intera famiglia all’interno di una tavola calda.

QUASI tutta perché la giovane Sarah riesce a scampare all’aggressione, a far catturare l’assassino e a farlo condannare alla sedia elettrica! Poi non dite che la giustizia americana ha tempi lunghi…

La povera sopravvissuta cresce e inizia a lavorare in una pasticceria, fino a quando la madre dell’assassino, nottetempo, consegna alla giovane una scatola di lievito per dolci che, però contiene le ceneri dell’assassino.

Potrebbe sembrare un macabro scherzo di cattivo gusto, ma è qualcosa di ancora peggiore… Intrighi! Magia nera!

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FATHER’S DAY di Astron-6

fathersday1La Troma non ha bisogno di presentazioni, e questo, a favore o a discapito, è una delle poche sicurezze che potremo darvi in questa recensione.

All’interno di una cernita dei titoli prodotti dalla famosa casa di produzione Trash di Genere, Father’s Day  del team Astron-6 [formato da Adam Brooks, Jeremy Gillespie, Matthew Kennedy, Steven Kostanski e Conor Sweeney], del 2011, è quello che tenta di tradurre in temini scult e decisamente sotto il livello di pubblica decenza il linguaggio filmico tamarro e beffardo del Grindhouse riscoperto da Tarantino e Rodriguez.

Attenzione! All’interno di Father’s Day non troverete i dialoghi impenitenti di Tarantino, né il citazionismo iper-cinefilo che il regista de Le iene condivide con Rodriguez, ma il parallelo è tenuto in piedi da un certo modo di servire il prodotto filmico al suo pubblico di riferimento. Pubblico che, comunque, sa bene cosa andare a cercare in un film Troma.

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RETRO PUPPET MASTER e PUPPET MASTER LEGACY

retropuppetmaster1É il 1944, e l’anziano Andre Toulon [Guy Rolfe] racconta ai suoi pupazzi animati i fatti che lo fecero avvicinare alla sacra arte magica egizia per donare la vita a cose inanimate.

La scena è estremamente familiare, con il Puppet Master e le sue piccole marionette animate riuniti interno al fuoco, e il ricordo in sordina che parte subito dopo il ritrovamento della testa di uno di un puppet defunto: il Ciclope.

Subito dopo il salto temporale all’indietro [tralasciando una capatina nel passato remoto, fino all’antico Egitto, che mostra il ratto della formula magica del dio Sutekh, con tanto di risveglio di tre mummie-schiave che si mettono alla ricerca del maltolto], la storia si sposta a Parigi, durante la Prima Guerra Mondiale, e il giovane Andre Toulon gestisce un avanguardistico teatrino di marionette, in cui una sera capita una bellissima donna, Ilsa, di cui Andre si innamora.

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GROTESQUE di Koji Shiraishi

grotesque1Ancora un banalissimo torture porn!

Ma ce la siamo cercata, continuando a supportare e foraggiare prodotti di levatura simile, tutti lanciati sull’estremizzazione grafica dell’atto violento in sé, assolutamente estromesso da un qualsiasi tentativo di una trama.

Ed è proprio questa la più grave e violenta amputazione che un torture porn, ancor più QUESTO torture porn, il Grotesque del giapponese Koji Shiraishi, e ora distribuito in DVD dalla francese Elephant Films, riesce quasi matematicamente a mostrare allo spettatore: la mutilazione di ogni scintilla narrativa, la recisione dell’arteria creativa, con la totale dispersione di ettolitri di sensatezza filmica.

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