InGenere Cinema

L’ISOLA DEI CANI di Wes Anderson

isola-dei-caniSono davvero pochi i registi capaci di creare uno stile originale e riconoscibile; molti di meno sono coloro che riescono a ricreare un mondo che prende spunto da quello reale per deformarsi a immagine e somiglianza della fantasia del suo creatore. Ma la parola ‘deformazione’ fa pensare più all’universo di David Cronenberg che a quello di Wes Anderson.

Il regista americano non deforma ma riforma, se così si può dire, la realtà: la riordina, la trasforma in qualcosa di diverso, migliore, più giusto e… più simmetrico.

La caratterizzazione del suo stile parte dallo strato più esteriore, l’aspetto visivo, e arriva poi al cuore delle storie e dei suoi personaggi.

È difficile trovare altrove la maniacalità con cui Wes cura tutti i particolari delle sue opere, dalla messa in scena alla caratterizzazione dei personaggi, dai particolari buffi e insieme geniali ai movimenti di macchina fatti con riga e squadretta.

E nel suo ultimo film, L’isola dei cani, il secondo realizzato in stop-motion dopo Fantastic Mr. Fox, ancora una volta ritroviamo tutti gli elementi che ci fanno amare questo grande autore.

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SCONNESSI di Christian Marazziti

sconnessiE se all’improvviso non potessimo più smanettare con lo smartphone o i social network cosa succederebbe?

Questo è quello che accade ad una famiglia allargata in uno chalet di montagna.

Ettore [impersonato da Fabrizio Bentivoglio] è un noto scrittore, rigido e chiuso nei confronti di tutta la realtà social. L’uomo decide di portare in uno chalet la sua famiglia per il suo compleanno, sperando di unire i due figli Claudio [Eugenio Franceschini], giocatore di poker e Giulio [Lorenzo Zurzolo], intoverso e meno aperto con la l bella moglie presto partoriente [interpretata da Carolina Crescentini].

Insieme a loro Achille [Ricky Memphis], appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea [Giulia Elettra Gorietti] fidanzata di Claudio e fan di Ettore. A sorpresa arriva anche Palmiro [Stefano Fresi], il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo.

Quando il gruppo rimane senza connessione telefonica, tutte le sicurezze cominciano a vacillare…

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A CASA TUTTI BENE di Gabriele Muccino

a-casa-tutti-beneDurante la conferenza stampa di A casa tutti bene, il regista Gabriele Muccino ha dichiarato di aver rifiutato la proposta di dirigine uno dei film più riusciti della stagione, Chiamami col tuo nome. A seguito di tale rivelazione un silenzio sinistro è calato sulla sala. Per alcuni, è presumibile pensare, che tale reazione sia da attribuirsi a una sensazione di scampato pericolo [al netto di come la si può pensare sul film, che si contenderà la statuetta più ambita il prossimo quattro marzo, il lavoro di Luca Guadagnino è assolutamente pregevole]. Mentre, altri, sono stati, più semplicemente, raggelati dalla ratio con la quale il regista romano sceglie i suoi prodotti. Anche chi vi scrive si è fermato a riflettere su questi criteri di scelta e su dove il cinema di Muccino stia pericolosamente precipitando. Le ambizioni internazionali sono terminate? La riscoperta dell’intimismo urlato – tanto caro a questo cineasta – è la risposta ad alcuni flop statunitensi? Oppure il ritorno al consueto, a ciò che si conosce e che è stato apprezzato è più forte di qualsiasi altra velleità hollywoodiana?  A seguito della visione di A Casa Tutti Bene, anche noi di InGenere abbiamo avuto modo di farci un’opinione in merito.

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CARAVAGGIO – L’ANIMA E IL SANGUE di Jesus Garces Lambert

La personalità di un artista come Michelangelo Merisi, genio contraddittorio della pittura italiana, è così camaleontica e misteriosa che è difficile interpretarne tutte le sfaccettature; ci è riuscito con una forte capacità introspettiva il regista Jesus Garces Lambert, che ha già firmato importanti documentari per Sky e National Geographic.

Merisi ha vissuto le tenebre, complice un carattere iracondo e rissaiolo, che nel corso della sua turbolenta vita l’ha portato ad avere non pochi guai con la legge. Maestro della luce, che sarà protagonista incontrastata dei suoi capolavori [eccetto le opere finali], ha invece riprodotto nelle sue vicende personali l’effetto contrario.

Un animo inquieto e indomabile, degno di personalità del rock contemporaneo come Kurt Cobain, tant’è che la voce nel documentario è affidata al leader degli Afterhours Manuel Agnelli, che vede in lui anche un po’ uno specchio riflesso senza però fare eccessivi paragoni, sottolinea.

Caravaggio era istinto puro. Il film percorre tutti i luoghi in cui Merisi visse, da Roma che prima l’adorava e da cui dovette fuggire, a Napoli accolto dalla nobiltà del tempo e sua isola felice, fino ad arrivare a Malta, che lo elesse addirittura cavaliere dell’ordine, per poi togliergli il titolo e rimetterlo in carcere.

Complice l’altissima tecnologi, l’attenzione ai particolari è stata supportata dalla consulenza scientifica e dagli interventi del professor Claudio Strinati, Storico dell’Arte ed esperto di Caravaggio, e dalla partecipazione di Mina Gregori [presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi].

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.57

nathan-never-20Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 20 della collana dedicata a Nathan Never “Cacciatori e prede + Il segreto di Reiser; 
  • Albo 69 di Orfani “Hardcore” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Nuovo Mondo];
  • Albo 47 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata a Devil “Arriva Spider-Man!;
  • Albo 29 di Popeye “L’ottavo mare”;
  • Albo 17 di Thor – La saga del tono “Per Asgard”;
  • Albo 25 di Star Trek Comics Collection: “After Darkness”;
  • Volume 8 di Tex – 70 anni di un mito “L’ultima sfida”.

La serie che ha fatto la storia della fantascienza a fumetti in una nuova collezione, con veste grafica e copertine inedite. Un mix avvincente tra avventura, spionaggio e thriller, in uno scenario alla Blade Runner dove il protagonista non è un eroe tradizionale, ma “solo un essere umano in un mondo sempre meno umano”. In ogni volume due storie a fumetti.

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CARAVAGGIO – L’ANIMA E IL SANGUE di Jesus Garces Lambert

caravaggioE’ incredibile, ma non dovrebbe sorprendere, quanto fortissimo e vivo possa ancora essere l’interesse, senza alcun dubbio inesauribile, nei confronti di un artista intramontabile come Michelangelo Merisi da Caravaggio e della sua produzione pittorica. Un corpus, quello del Merisi, ricco di capolavori universalmente riconosciuti  capaci di andare ben oltre i cataloghi e i volumi di storia dell’Arte. Non è un caso, infatti, che tale interesse si sia esteso, ieri come oggi, non solo all’ambito pittorico, con mostre e personali permanenti o itineranti dislocate alle diverse latitudini, ma anche alla Settima Arte e al piccolo schermo: da Caravaggio, il pittore maledetto [1941] di Goffredo Alessandrini a Caravaggio [1987] di Derek Jarman, da Caravaggio – L’ultimo tempo [2004] di Mario Martone a Voluptas dolendi i gesti del Caravaggio [2008] di Francesco Vitali, passando per le omonime miniserie televisive dirette da Silverio Blasi e Angelo Longoni, rispettivamente nel 1967 e nel 2008, oltre che per documentari come Caravaggio. Il corpo ritrovato del 2011.

Insomma se ne parla e se continuerà a parlare per il resto dei giorni attraverso una pluralità di linguaggi e immagini, perché la figura controversa e geniale del Merisi e ciò che ha lasciato appartengono di fatto all’eternità.

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IL FILO NASCOSTO di Paul Thomas Anderson

il-filo-nascostoLo scorrere sullo schermo dell’ultimo fotogramma dei titoli di coda de Il filo nascosto porterà con sé una serie di stati d’animo e di emozioni, opposte e combinate, che giocoforza travolgeranno lo spettatore di turno: da una parte quella meravigliosa e insostituibile sensazione di avere assistito a un’opera di straordinaria bellezza, di quelle destinate a restare impresse nella memoria; dall’altra quella altrettanto dolorosa di rappresentare suo malgrado il definitivo, a parole del diretto interessato, canto del cigno di colui che ha impreziosito la suddetta pellicola con l’ennesima imponente performance attoriale della sua filmografia. Di conseguenza, una volta terminata la visione del nuovo film di Paul Thomas Anderson, nelle sale nostrane dal 22 febbraio dopo la proiezione [musicata dal vivo] all’International Film Festival Rotterdam 2018 [sezione Limelight], si dovrà purtroppo fare i conti anche con il dispiacere grandissimo di dovere rinunciare a malincuore al contributo attoriale di Daniel Day-Lewis.

Dunque, Il filo nascosto sarà ricordato, non solo per i suoi indubbi meriti artistici e tecnici, ma anche per essere, a scanso di un futuro ripensamento [lo speriamo tanto], l’addio di Daniel Day-Lewis alla Settima Arte, la stessa alla quale il pluri-decorato [tra cui tre Oscar, due Golden Globe e quattro BAFTA] interprete britannico ha regalato dal 1982 ad oggi indimenticabili performance davanti la macchina da presa.

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LA VEDOVA WINCHESTER di Michael e Peter Spierig

Il film racconta la storia di Sarah, ereditiera della celebre industria delle armi Winchester.

La donna è convinta di essere perseguitata dalle anime uccise dai fucili dell’azienda di famiglia e, dopo la morte improvvisa di suo marito e di sua figlia, si dedica giorno e notte alla costruzione di un’enorme magione progettata per tenere a bada gli spiriti maligni.

Ma quando lo scettico psichiatra Eric Price viene inviato nella tenuta per valutare il suo stato mentale, scopre che la sua ossessione non è poi così folle.

Ci si aspettava di più dal nuovo film dei fratelli Spierig, i cui lavori [che piacciano o meno] sono sempre animati da una certa vitalità e gioia nel creare storie, personaggi, immagini.

Di certo ci aspettavamo qualcosa in più di uno stanco horror accasciato, bloccato su un immaginario, delle situazioni e delle dinamiche riciclate fino all’estremo.

Sono tanti i difetti che vi si possono trovare, ma quelli più grossolani e che scalfiscono la riuscita finale riguardano le modalità in cui si creano la paura e la tensione, e una poco accurata gestione dei personaggi.

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I PRIMITIVI di Nick Park

i-primitiviOgni volta che l’Aardman Animation arriva in sala con un nuovo lungometraggio, per noi di InGenere Cinema e per tutti gli amanti dei cartoni animati in passo uno è assolutamente una festa. Impossibile non essere riconoscenti alla coppia artistica formata da Peter Lord e Nick Park che da circa vent’anni ci regala fantasia, divertimento e pura gioia, non appena si spengono le luci del cinematografo. Impossibile non amare quel gioiello di Gallina in fuga, oppure le avventure surreali e irresistibili di Wallace e Gromit, ma anche i sottovalutati Shaun – Vita da pecora e Pirati! briganti da strapazzo. Insomma, a coloro capaci di restituire stupore e meraviglia con pongo e plastilina, la riconoscenza e la stima è sempre ai massimi livelli. Così come l’indulgenza qualora facessero un piccolo passo falso. È il caso de I Primitivi, ultima fatica dello studio di Manchester, troppo esile, forse più adatto al piccolo schermo, ma comunque godibile e assolutamente da vedere.

All’alba dei tempi, la vita del cavernicolo Dag scorre tranquilla tra mammut lanosi, creature preistoriche e natura incontaminata. Ampio sorriso e chioma leonina, Dag è allo stesso tempo il guerriero più audace e incapace della sua adorabile e bizzarra tribù. Armato di buoni propositi e di una preistorica lancia spuntata, ha finalmente l’occasione di mostrare il suo valore quando un pericolo imminente minaccia di distruggere la sua casa.

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THE DEVIL’S CANDY di Sean Byrne

the-devil-s-candyThe Devil’s Candy di Sean Byrne arriva in Blu-Ray sempre distribuito da Midnight Factory, che lo aveva portato in sala lo scorso settembre.

Protagonista del film, una famiglia davvero sui generis, composta da padre pittore frustrato e figlia adolescente, entrambi appassionati di metal e rock, e da una madre che, in qualche modo, si è rassegnata a dover fare da rassicurante contraltare all’instabilità lavorativa ed emotiva del compagno.

I tre si trasferiscono in una nuova casa. Isolata e molto molto grande, e con l’irrinunciabile optional per il capofamiglia che potrà d’ora in avanti avere un enorme locale esterno per sfogare i suoi istinti d’artista, invece di rinchiudersi nel piccolo e buio garage.

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