InGenere Cinema

“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.72

Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 37 della collana dedicata a Nathan Never “Un mondo di robot L’orbita spezzata;
  • Albo 86 di Orfani “Brucia città” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Sam];
  • Albo 64 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata a Amazing Spider-Man “La fine dell’Uomo Ragno!;
  • Albo 46 di Popeye “Braccio di Ferro in: Davy Jones e il Goon di mare 2”;
  • Volume 25 di Tex – 70 anni di un mito “I ribelli del Grande Nord”;
  • Albo 8 di Capitan Tsubasa;
  • Volume 7 della Manara Artist Collction Il profumo dell’invisibile – Tomo I“.

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MARY E IL FIORE DELLA STREGA di Hiromasa Yonebayashi

Trovare il proprio sguardo è un’operazione assai difficile. Distinguersi mostrando un punto di vista personale e autentico che possa rappresentare la cifra stilistica ed espressiva di un vero autore, non è cosa da tutti. Ne sa qualcosa Hiromasa Yonebayashi, allievo del gigante Hayao Miyazaki, giunto al suo terzo lungometraggio e costretto a mettersi in proprio a seguito della chiusura della casa di produzione di capolavori come La Città Incantata o La Principessa Mononoke. Costretto nel perpetuare lo spirito dello Studio GhibliMary e il fiore della Strega, racconta la storia di un singolare fiore azzurro, che sboccia una volta ogni sette anni tra gli alberi di una foresta incantata. E della piccola Mary Smith, che trascorre le vacanze in campagna, nei pressi di quella magica foresta, esattamente nel periodo della miracolosa fioritura.

Pur di sfuggire all’ennesimo pomeriggio sonnolento in compagnia della vecchia prozia Charlotte, la sconsiderata Mary insegue un gattino randagio nel folto di una foresta minacciosa. Perse immediatamente le tracce del fuggiasco, l’attenzione della ragazzina viene catturata da un bellissimo fiore azzurro che risplende tra le erbacce. Il fiore conferisce a Mary incredibili poteri magici: per un po’ vola a cavallo di un manico di scopa imbizzarrito, prima che il legno dispettoso la scaraventi sull’uscio di un’importante scuola di magia. L’istituto chiamato Endors College, diretto dall’esuberante Madama Mumblechook e dal brillante Dottor Dee, non convince l’astuta Mary, che per sopravvivere nell’universo sconosciuto abitato da maghi e creature fantastiche, decide di rubare un libro molto speciale.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.71

nathan-never-36Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 36 della collana dedicata a Nathan Never “Blocco mentale Il sogno della farfalla;
  • Albo 85 di Orfani “Nemesi” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Sam];
  • Albo 45 di Popeye “Braccio di Ferro in: Davy Jones e il Goon di mare 1”;
  • Volume 24 di Tex – 70 anni di un mito “Giubbe rosse”;
  • Volume 6 della Manara Artist Collction I Borgia – Tomo 1“.

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JURASSIC WORLD – Il regno distrutto di Juan Antonio Bayona

jurassic-world-2Il franchise di Jurassic Park percorre con la saga Jurassic World una strada che sembra voler riproporre le stesse tappe della trilogia originaria, solo condendole con ingredienti più eclatanti e appariscenti, capaci forse di far dimenticare queste somiglianze, ma di certo di rompere l’aura di verosimiglianza della storia.

Con Jurassic World l’intento di regalare al pubblico una nuova versione di Jurassic Park, solo più grande e rumorosa, era chiarissima. Lo stesso scheletro narrativo del nuovo film si sarebbe potuto specchiare in quello del capostipite. Pur passando di mano ad un altro regista, Juan Antonio Bayona, il piano produttivo della saga “JW” rimane lo stesso e il secondo capitolo, Jurassic World – Il regno distrutto, vuole essere specchio ingrandente [e deformante] de Il mondo perduto – Jurassic Park.

Tre anni dopo i fatti di Jurassic World, il parco di Isla Nublar è stato completamente distrutto dai dinosauri, che ora sono gli unici padroni dell’isola.  Ancora per poco, però, perché un’imminente eruzione vulcanica sembra voler potere i dinosauri verso una seconda violenta estinzione di massa.

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TITO E GLI ALIENI di Paola Randi

Da quando ha perso la moglie, il Professore vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada accanto all’area 51. Dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il Governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.

Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e vuole affidargli i suoi figli. Anita e Tito, sedici e sette anni, arrivano aspettandosi Las Vegas e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni.

Uno dei grandi temi che viene riproposto spesso nella fantascienza e non solo è quello dell’esplorazione, del viaggio alla ricerca dell’altro da noi che si trasforma in una ricerca dentro sé stessi.

Tito e gli alieni, secondo film di Paola Randi dopo Into Paradiso, si inserisce tematicamente in questo solco raccontando dei personaggi che avranno un’evoluzione e riusciranno a riscoprirsi, mossi da una ricerca verso parti di anima che hanno perso. E lo fa in maniera originale, senza paura e senza appiattirsi su forme prestabilite.

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.70

nathan-never-35Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 35 della collana dedicata a Nathan Never “Cacciatori di virus Istinto primordiale;
  • Albo 84 di Orfani “Oltre il muro” [le uscite riguardano la stagione dedicata a Terra];
  • Albo 62 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata agli Avengers “Tormento e trionfo;
  • Albo 44 di Popeye “Se dici testamenti, dici parenti”;
  • Albo 40 di Star Trek Comics Collection: “Vite parallele”;
  • Volume 23 di Tex – 70 anni di un mito “Missione in Messico”;
  • Albo 6 di Capitan Tsubasa;
  • Volume 5 della Manara Artist Collction Viaggio a Tulum“.

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RABBIA FURIOSA – ER CANARO: Video-Intervista a Sergio Stivaletti

sergio-stivalettiRoma, oggi. Nella periferia del Mandrione, Fabio torna in libertà dopo otto mesi di prigione e una pena scontata al posto dell’amico Claudio. Fabio è un uomo mite, gentile e deciso a riprendere la sua vita con la moglie, la figlia e la sua attività di toelettatore di cani [in romanesco “er canaro”]. Ma le cose prendono un’altra piega. Il rapporto con Claudio, ex pugile che punta a diventare un boss del quartiere, dove vige ancora la legge del più forte, evolverà nel segno della sudditanza e delle vessazioni. Fino a quando, dopo l’ennesima violenza, fisica e psicologica, Fabio si vendicherà in un modo inaspettatamente crudele.

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LA TERRA DELL’ABBASTANZA: Video-Intervista ai Fratelli D’Innocenzo

fratelli-d-innocenzoMirko e Manolo sono amici fin dalle elementari, vivono in un quartiere periferico di Roma e frequentano la scuola alberghiera, che sperano di finire al più presto per poter fare i bartender. Una sera, a bordo della loro utilitaria, investono un uomo e scappano senza prestargli soccorso. Dopo gli iniziali sensi di colpa i due amici scoprono che quell’evento tragico può essere un’opportunità per loro. L’uomo investito era pentito del piccolo clan dei Pantano, criminali della zona, e Mirko e Manolo si guadagnano il diritto di entrare nel clan, ottenendo il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto. Sotto la guida del malavitoso Angelo, i due amici iniziano a lavorare per il clan come killer senza la reale consapevolezza delle loro azioni.

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LA TERRA DELL’ABBASTANZA di Damiano e Fabio D’Innocenzo

terra-dell-abbastanzaMirko e Manolo sono due giovani amici della periferia di Roma. Bravi ragazzi, fino al momento in cui, guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare.

La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati un ruolo, il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto. Un biglietto d’entrata per l’inferno che scambiano per un lasciapassare verso il paradiso.

La terra dell’abbastanza è un luogo, uno stato d’animo, un modo innato di approcciarsi alla vita in maniera cocciuta, ottusa e a mille all’ora; è un ambiente in cui siamo stati spesso e che riconosciamo come familiare, un non luogo in cui hanno messo radici Pasolini, Caligari, Abel Ferrara, in parte Scorsese, molto recentemente Jonas Carpignano con A ciambra e molti altri.

È un mondo in cui tutto sembra segnato sin dall’inizio. Si comincia da un determinato punto di partenza e non si può far altro che peggiorare. Si capisce da come gli esseri umani che lo abitano parlano, mangiano, pensano, si relazionano, decrescono, vivono e muoiono.

È un inferno sporco e animalesco travestito da quotidianità periferica.

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MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUO’ SPARARE di Umberto Lenzi

milano-odiaTentando un paragone azzardato, si potrebbe dire: quanto Jack Nicholson sta a Shining, tanto Tomas Milian sta a Milano Odia. In altre parole: se, nominando Nicholson, ogni cinefilo che si rispetti evocherà come prima immagine il volto di Jack Torrance con il suo sorriso diabolico, allo stesso modo, pensando a Milian, non potrà che richiamare alla memoria l’espressione invasata e rabbiosa di Giulio Sacchi. Alias il cattivo più selvaggio e psicotico mai apparso nel cinema italiano. Ma anche uno dei più ambigui e sfaccettati: sadico torturatore e assassino ma allo stesso tempo perdente a tutto tondo, capace di incutere uno spiazzante alone di malinconia; autoritario ma vigliacco; carismatico ma avvolto da un perenne alone di solitudine; calcolatore ma imprevedibile nella sua brutale schizofrenia; astuto oratore ma ingenuo ai livelli di un infante.

Lo stesso Milian [doppiato qui per la prima volta da Ferruccio Amendola] non ha mai nascosto di aver assunto continuamente droghe e alcool durante le riprese per riuscire a rendere al meglio una simile caratterizzazione [tra l’altro fu lui stesso a scegliere il ruolo di Sacchi dopo aver letto il copione, che in origine gli avrebbe riservato la parte di un altro malvivente]. Sarebbe però riduttivo circoscrivere alla performance del suo protagonista l’alone di culto che la pellicola si porta dietro, così come il suo status di classico inteso nell’accezione principale di modello.

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