ATELIER COLLA di Pietro De Tilla, Guglielmo Tropia e Elvio Manuzzi
Probabilmente, per qualche strano preconcetto, si è convinti che lo spettacolo di marionette sia diretto particolarmente verso un determinato tipo pubblico: i bambini. Niente di più falso. A dimostrarlo sono alcune compagnie itineranti e non, come la Primaria compagnia italiana di grandi spettacoli marionettistici Carlo Colla & figli, che vanta un trascorso di 300 anni di attività nel territorio lombardo, con sede a Milano. Da alcuni anni Carlo Colla III e la sua compagnia hanno reso pubblici i loro depositi, per mettere in atto dei veri e propri laboratori per principianti, sempre, però, supportati da professionisti.
Atelier Colla, presentato al Nuovo Cinema Aquila di Roma lo scorso aprile, all’interno della sezione MERCOLEDÌ DOC, è il titolo di un prezioso documentario diretto da Pietro De Tilla, Guglielmo Tropia e Elvio Manuzzi, responsabili anche del soggetto, del suono, delle riprese e del montaggio.
Doppietta MOSAICO MEDIA Cult ‘70
Tra i cult anni ’70 riscoperti e proposti per la prima volta in DVD da Mosaico Media ci sono due film diversi per Genere, ma entrambi assolutamente caratteristici. Il primo è Con la bava alla bocca, o Albino, altro nome con il quale è ricordato, del regista tedesco Jürgen Goslar, che ha diretto molti episodi della serie L’ispettore Derrick], del 1976. Tratto dal romanzo The Whispering death, 1969, di Daniel Carney, quando Con la bava alla bocca [titolo originale Der flüsternde tod] uscì, incontrò le ostilità della censura, che lo vietò ai minori di diciotto anni.
In Rhodesia, l’attuale Zimbabwe, una squadra di polizia inglese, coordinata dall’ispettore Bill [Christopher Lee] e dall’ufficiale di polizia Terick [James Faulkner] è sulle tracce di un uomo, l’Albino [Horst Frank], che ha plagiato molti abitanti del villaggio con le sue strane teorie, e che sostiene essere lo spirito di un capo africano che presto solleverà il popolo contro i coloni inglesi.
Zombi Day 2 – 25 maggio 2013
Zombi, esperimenti genetici, scienziati senza scrupoli, mercenari e sopravvissuti di Racoon City riunitevi. Il gran giorno è arrivato. VIGAMUS, in collaborazione con Halifax Italia e Capcom, è lieto di annunciarvi la seconda edizione dello Zombie Day! Il conto alla rovescia per il contagio è già partito. Giochi e quiz a premi aspettano tutti i fan della leggendaria saga, dell’horror e degli zombi!
Di seguito il programma completo
10:00
Apertura mostra Resident Evil: Le Radici del Male
14:30-15:15
Resident Evil: Le Radici del Male: presentazione della mostra temporanea e del volume. Intervengono: Marco Accordi Rickards, Direttore VIGAMUS, Michele Giannone, autore della mostra e del libro, Fabio D’Anna, giornalista, scrittore ed esperto di retrogaming.
A seguire, estrazione di premi per i partecipanti.
AMOUR di Michael Haneke
Si è parlato molto di Amour, ultima fatica di Michael Haneke [La pianista; Il nastro bianco], vincitore, tra i tanti premi, della Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, e che si è aggiudicato anche l’Oscar come miglior film straniero all’85esimo Academy Awards, ma che avrebbe meritato senza dubbio altri Oscar, se pensiamo alle splendide interpretazioni di Emmanuele Riva e Jean-Louis Trintignant [che mancava al cinema da dieci anni] e alla poeticità e completezza della sceneggiatura, sempre di Haneke, che dirige il film in maniera impeccabile.
Amour è girato in un interno, l’appartamento dei due protagonisti, che Haneke ha voluto ricostruire in studio, così come era la casa di sua zia, alla cui storia si ispira il film.
IRON MAN – RISE OF TECHNOVORE di Hiroshi Hamasaki
Mentre in sala è da poco arrivato Iron Man 3, terzo capitolo della fortunata saga cinematografica, sbarca sul mercato home video Iron Man – Rise of technovore, film d’animazione prodotto dalla Marvel con Madhouse, responsabile degli effetti grafici, diretto da Hiroshi Hamasaki e scritto da Brandon Auman [sceneggiatore anche di Iron man: Armore Adventures] , distribuito da Sony Pictures.
Il personaggio di Iron Man, se consideriamo che la prima pubblicazione targata Marvel risale al 1963, compie ora 50 anni, ma, nonostante l’età, continua ad essere molto amato da un pubblico davvero eterogeneo.
Tony Stark/Iron Man, capo della Stark Industries, ha appena presentato ai media un nuovo satellite che ha chiamato come suo padre: Howard.
Howard dovrà svolgere una funzione molto importante: essere al servizio dei cittadini. È per questa ragione, infatti, che è stato creato, prevenendo tutti i crimini nel mondo.
EPIC – IL MONDO SEGRETO di Chris Wedge
È finalmente arrivato in sala, distribuito dalla 20th Century Fox, e prodotto da Blue Sky Studios [creatori di L’era glaciale e Rio] con 20th Century Fox Animation, Epic – Il mondo segreto, di Chris Wedge [L’era glaciale, 2002; Robots, 2005], un film d’animazione ispirato al romanzo The Leaf Men and the Brave Good Bugs di William Joyce.
Quel che si nota subito vedendo il film è la sua straordinaria forza visiva, merito di un uso a dir poco stupefacente della computer grafica, davvero incantevole, unita ad un uso del 3D con una reale ragion d’essere, e che nelle scene d’azione dà il maglio di sé.
Ma Epic – Il mondo segreto non è solo grafica e tecnica, perché il film parte da una curata sceneggiatura [di Tom J. Astle, Matt Ember, James V. Hart], che cattura lo spettatore a poco a poco, e che accresce di ritmo tutt’a un tratto.
ARRUGAS – RUGHE di Ignacio Ferreras
Si è parlato tanto, e da più parti, di Arrugas di Ignacio Ferreras, 2011, e dopo averlo visto, non possiamo che comprendere il motivo per cui è stata data risonanza a questo originale film d’animazione spagnolo, che lascia il segno.
Proprio oggi, dopo l’uscita in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, Arrugas arriva prepotentemente nei cinema italiani, distribuito da Exit med!a, in esclusiva a Roma al Nuovo Cinema Aquila [qui], in versione originale con sottotitoli in italiano.
Tratto da Arrugas, 2008, graphic novel di Paco Roca, famoso fumettista spagnolo [con il quale si è aggiudicato il Premio nazionale del Comic 2008, o il Premio Nazionale di Spagna], Arrugas o Rughe [come trasposto da noi in Italia] è un film d’autore prepotente e originale, che vanta la distribuzione, in Giappone, nientemeno che dello Studio Ghibli.
FAST AND FURIOUS 6 di Justin Lin
E’ passato un po’ di tempo da quando la succosa rapina a Rio ha regalato a Dom [Vin Diesel], Brian [Paul Walker] e compari un po’ di denaro… tanto da permetter loro di stare in vacanza a vita.
Il sapore della libertà però non ha prezzo e il fatto di non poter ritornare in suolo americano è una grossa condanna e la latitanza è un boccone amaro difficile da mandare giù.
Nel frattempo Hobbs [Dwayne Johnson] sta seguendo dei criminali super organizzati, specializzati nel traffico di armi e, visto che uno di loro pare essere proprio l’ex ragazza di Dom, Letty [Michelle Rodriguez], decide di assoldare contro di loro proprio la banda di piloti di cui lei faceva parte.
La trama è pressoché questa ma passa nettamente in secondo piano rispetto allo sfoggio di muscoli, motori e prove di forza testosteriche che i nostri eroi dovranno affrontare!
AMARO AMORE di Francesco Henderson Pepe
Se ne erano perse le tracce dal 2010, fino all’improvvisa ricomparsa sugli schermi del Taormina Film Festival 2012. Tanto è durato il percorso di ricerca di una distribuzione per Amaro Amore, opera prima di Francesco Henderson Pepe, che approda nelle sale nostrane a partire da giovedì 23 maggio 2013 in una ventina di copie grazie alla partnership tra Cinecittà Luce e Third Corporation Dreams. Una ricerca durata tre lunghi anni, che si va ad aggiungere all’altrettanto lunga gestazione creativa [ci sono volute diverse versioni della sceneggiatura prima di arrivare a quella definitiva] e produttiva che ha tenuto occupato il regista per un periodo piuttosto considerevole. Va dunque riconosciuto, al di là dei pregi [si contano sulle dita di una mano] e dei difetti [non ne bastano due di mani] riscontrabili nella pellicola, il merito al regista di non avere mollato la presa.
Resistenza e pazienza a parte, caratteri oramai imprescindibili per chi cerca di fare cinema in Italia, il film nel suo complesso palesa una serie di limiti strutturali e drammaturgici piuttosto evidenti, nascosti alla meno peggio fino alla scena della mostra delle tele realizzate da Linda, che rappresenta il vero e proprio spartiacque dell’operazione, che da quel momento in poi perde pezzo dopo pezzo consistenza fino a sgretolarsi.
LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino
Dopo l’escursione statunitense di This must be the place, l’atteso ritorno di Paolo Sorrentino si colora nuovamente d’Italia, ma in modo che più appariscente non si sarebbe potuto fare.
La grande bellezza, infatti, è stato decantato, ancora prima dell’arrivo in sala, come il La dolce vita del nuovo millennio, e senza troppe esagerazioni, se si fa ben caso ai primi accenni di trama.
La storia è quella del noto scrittore Jep Gambardella [Toni Servillo], un uomo di successo che nelle feste mondane capitoline non può mai mancare.
Ma le sue partecipazioni a tali eventi lo fanno sentire sempre meno vivo di quel che sembra, tant’è che il nostro, tra una conoscenza e l’altra, intraprende un percorso esistenziale per scoprire cosa manca alla sua vita fortunata da abitante di una delle più splendide città del mondo.












