InGenere Cinema

10 CLOVERFIELD LANE di Dan Trachtenberg

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FANTAFESTIVAL 2016: Gli anni d’oro del fantastico europeo nelle biblioteche di Roma Capitale

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IL LIBRO DELLA GIUNGLA di Jon Favreau

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È ormai da qualche anno che la Disney sta proponendo delle versioni in live-action dei suoi classici d’animazione del passato. Dopo Maleficent [tratto da La bella addormentata nel bosco] e…
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HARDCORE! di Ilya Naishuller

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Ilya Naishuller è un filmaker di origini russe che non molto tempo fa ha avuto la brillante idea di realizzare un video musicale girato interamente in soggettiva [vale a dire…
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CRIMINAL di Ariel Vromen

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La vita ha un costo, è ovvio. Ognuno ha delle spese da sostenere quotidianamente: mutui, affitti, rate, bollette. E, che ci si creda o no, anche le star di Hollywood…
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MORS PRETIOSA di Ivan Cenzi e Carlo Vannini

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“La morte è un’eterna ferita, e al tempo stesso uno spiraglio.”, questo il messaggio definitivo ma in qualche modo pago che Ivan Cenzi, curatore del portale Bizzarro Bazar e, da…
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VICTOR – La storia segreta del dottor Frankenstein di Paul McGuigan

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Non c'è dubbio alcuno sull'amore profondo che lega il romanzo d'esordio di Mary Shelley - Frankenstein, 'of course' - all'arte cinematografica. Il cinema, nel corso della sua storia, ha proposto…
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IL CACCIATORE E LA REGINA DI GHIACCIO di Cedric Nicolas-Troyan

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E' del tutto evidente come gli Studios Hollywoodiani stiano attraversando un periodo particolarmente difficile e povero d'idee. La ricerca dell'ennesimo franchise da scomporre in mille sequel, prequel o spin-off appare…
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La strada per BATMAN V SUPERMAN: Dawn of Justice

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Due mondi separati “Ma dove vai? Il circo sarà a metà strada per Metropolis ormai”, disse Bruce Wayne al giovane Dick Grayson, rimasto orfano. Questo fu il primo segnale che, da…
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Romics 2016: Arrivano i MOSTRI!

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BUGS Comics presenterà il numero tre di Mostri a Romics che si terrà ad aprile, da giovedì 7 a domenica 10 presso la Nuova Fiera di Roma. BUGS Comics, all’interno del…
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10 CLOVERFIELD LANE di Dan Trachtenberg

10-cloverfield-lane-4Era il 2008, e Matt Reeves arrivava in sala con Cloverfield, film che puntava sull’inedito connubio tra il sotto-Genere del monster movie e la grammatica del mockumentary.

Film in POV, con videocamera diegetica e marchio “Proprietà del governo degli Stati Uniti” a simulare il ritrovamento del materiale video, dopo l’attacco della città di New York ad opera di una gigantesca e non meglio identificata creatura.

Alla produzione J. J. Abrams, pre Star Trek e Star Wars.

A 8 anni di distanza quel “Cloverfield” continua a risuonare nella testa di Abrams che, sempre nelle vesti di produttore, confeziona assieme al regista Dan Trachtenberg un nuovo film: 10 Cloverfield Lane.

Un sequel? Un remake? Uno spin-off o un prequel?

Forse niente di tutto questo, solo un film “consanguineo”, legato – appunto – dal suono della parola “Cloverfield” e dalla mescolanza del sotto-Genere del monster movie con qualcosa di assolutamente “altro”: il mockumentary, prima, il thriller e il paranoia movie oggi.

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ZETA di Cosimo Alemà

zeta-1Zeta, opera terza del regista Cosimo Alemà, è una sorta di operazione di marketing virale per proporre e pubblicizzare la musica rap che presto sarà in commercio. Ecco: meglio chiarire sin da subito che il cinema relativamente a quest’opera è soltanto un veicolo, un mezzo per arrivare a un altro fine: vendere dischi, scaricare singoli in rete e lanciare un nuovo rapper – Izi, che interpreta Zeta nel film – sulla scena musicale nostrana. Un po’ come ci ha abituato la tv con centinaia di talent show.

La visione di questo film – compreso questo meccanismo, del tutto evidente – restituisce, dunque, un sentimento d’imbarazzo che coglie lo spettatore meno naif che assiste alla vicenda raccontata da Alemà scorgendo i tratti netti dell’operazione commerciale, nonché l’assenza di sincerità e credibilità. Tutto appare forzato e spesso improbabile, ma forse, gli autori di questo prodotto, sperano che agli occhi di un quattordicenne che osserva la vita attraverso il suo smartphone, tutto questo possa sembrare reale, o peggio, possa sembrare cinema.

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PRESSURE di Ron Scalpello

Pressure copertinaIntrappolati in un sottomarino nei fondali marini durante i lavori di riparazione di un oleodotto, quattro sommozzatori esperti dovranno riuscire a tornare in superficie provando a mettere in atto i loro piani. La mancanza di ossigeno e le ostilità incontrate renderanno l’impresa molto difficile.

Questo è Pressure. Non fatevi confondere dal titolo del film: nessuna pressione né alcuna tensione aleggeranno in questo film di uno sconosciuto Ron Scalpello. Pressure è in potenziale la copia di tanti altri film ad alta tensione, ma è una copia venuta molto male, fatta solo di scene imbevute di oscurità marina, silenzi che non trasmettono nulla e dialoghi talmente pesanti da far addormentare chiunque.
Che senso ha fare un film così proprio non lo si riesce a capire, e fa davvero male pensare che, mentre negli USA si producono film a volte [o spesso] insignificanti e presto dimenticati, tanti giovani e promettenti registi con ottime idee non riescano a trovare finanziamenti.

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FANTAFESTIVAL 2016: Gli anni d’oro del fantastico europeo nelle biblioteche di Roma Capitale

ImmagineRassegnaIl Fantafestival e le Biblioteche di Roma, in collaborazione con Vigamus, sono liete di presentare al pubblico la rassegna Gli anni d’oro del fantastico europeo, prodotta dal Fantafestival con il patrocinio del programma MEDIA dell’Unione Europea, e già presentata alla stampa e agli appassionati.

La rassegna comprende alcuni dei più importanti film di genere realizzati in varie nazioni europee negli anni ’60, periodo che vide una grande popolarità del fantastico anche in Europa, e non solo in America, suo tradizionale bacino di attenzione. Furono gli anni in cui i produttori, non solo inglesi, ma anche francesi e italiani, poi seguiti dagli spagnoli e dai tedeschi, scoprirono che anche in Europa il cinema fantastico aveva un bacino di spettatori notevole, e poteva portar loro notevoli guadagni. E così si crearono dei filoni di interesse, differenti da paese a paese, e nacquero case produttrici specializzate nel genere.

Fu un fenomeno che non si esaurì nel decennio dei ’60, ma che proseguì sia in Inghilterra, dove venne alimentato dagli storici rapporti di coproduzione con il cinema americano, ma anche e soprattutto in Italia, per giungere poi, negli anni ’70 e ’80, a dar vita al fortunato fenomeno degli “spaghetti horror”.

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LORO CHI? di Francesco Micciché e Fabio Bonifacci

loro-chi-bd1David [Leo] è un quarantenne insoddisfatto ormai passivamente adeguato alla sua vita fatta di un lavoro che non lo soddisfa, ma che riesce a tenerlo eternamente in sospeso in attesa di una promozione che potrebbe gratificarlo almeno monetariamente e una compagna davvero poco interessata a lui.

Quando il suo direttore gli offre di presentare ai finanziatori il loro nuovo e segretissimo progetto, per lui sembra essere arrivato il grande momento… se non fosse che sulla sua strada si intromette Marcello [Giallini], un mago della truffa che con l’aiuto di due avvenenti complici [Catrinel Marlon e Lisa Bor], riesce in poche ore a svuotargli il conto in banca, a fargli perdere lavoro e a farlo infine mollare dalla fidanzata.

A David non rimane che mettersi sulle tracce del suo truffatore, ma una volta trovato, tra i due inizia ad instaurarsi un legame assai diverso da quello di vittima e carnefice.

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PETER PAN – VIAGGIO SULL’ISOLA CHE NON C’È in Home Video

Pan copertinaHugh Jackman è uno dei migliori attori americani di oggi, un attore capace di assumere mille volti e di essere sempre incredibilmente credibile. Lo scorso anno lo avevamo visto nell’ultimo lavoro di Joe Wright: Peter Pan – Viaggio sull’isola che non c’è, nel ruolo del personaggio più intrigante e temuto del mondo fantastico raccontato nel film, ovvero il pirata Barbanera.

La figura del pirata più temuto è però tracciata in un modo alquanto distorto da Wright – di cui avevamo lodato il precedente Anna Karenina: Barbanera più che un pirata sembra una rockstar pronta ad esibirsi, e questo per via della mancanza di personalità che lo contraddistingue. Peccato, perché proprio i cattivi, al cinema come nelle fiabe, hanno bisogno di una precisa identificazione. Nessuna colpa ha Jackman, che può solo dare espressività e umanità ad un personaggio molto poco elaborato nel film di Wright.

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CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR – La linea giocattoli

Elmetto Elettronico_Capitan AmericaIn arrivo una valanga di giocattoli Marvel targati Hasbro tratti dalle gesta degli Avengers nell’attesissimo kolossal hollywoodiano a breve sui grandi schermo di tutto il mondo.

A un anno da Avengers: Age of Ultron, il nuovo cinecomic di casa Marvel, Captain America: Civil War a maggio al cinema, fa già parlare di se. E non solo per il cast stellare e gli incredibili effetti speciali, ma soprattutto per lo scontro che dividerà i mitici supereroi in due fazioni: Capitan America vuole operare senza le interferenze governative, Iron Man ha invece deciso di sostenere la supervisione del governo. Chi avrà la meglio? Prima che sul grande schermo, l’epico scontro andrà in scena nelle camerette dei bambini grazie all’imperdibile linea di giocattoli targata Hasbro. I più piccoli si stanno già schierando, facendo incetta di action figures, role play e veicoli dedicati al loro team preferito. Ne vedremo delle belle.

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CRIMINAL: La conferenza stampa con Kevin Costner e il regista Ariel Vromen

CRIMINAL-CONFERENZA-1[InGenere Cinema]: Sig. Costner, come mai, a questo punto della sua carriera, ha scelto di interpretare una sorta di moderno mostro di Frankenstein incapace di capire la differenza fra bene e male?

[Kevin Costner]: La ragione per cui si realizzano i film è che si cerca sempre di lasciare una traccia nella memoria delle persone, di lasciare un ricordo che possa durare per tutta la vita. Sono sicuro che tutti quanti noi abbiamo visto delle pellicole che in un certo senso ci hanno toccato, ci hanno commosso, soprattutto quando eravamo ragazzini e che magari ci hanno insegnato a baciare, per esempio.

Generalmente quello che cerchi di fare quando realizzi un film è di creare dei personaggi che poi non verranno mai dimenticati. È quello che ho cercato di fare in Criminal: creare un personaggio che rimarrà inciso nella vostra memoria, nei vostri ricordi. Credo che ci siano delle scene che vi accompagneranno per il resto della vita.

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CODICE 999 di Jonh Hillcoat

codice-999-1Come si distingue un autore cinematografico da un semplice regista? Quesito tutt’altro che banale, al quale è davvero complesso rispondere senza inoltrarsi in lunghe riflessioni accademiche su poetica, stile e visione. Eppure, questo non potrebbe bastare ad aiutarci a riconoscere un vero autore, qualora lo avessimo davanti. Già, poiché in questo momento storico oscuro e sinistro per il cinema, Hollywood riesce a venderci qualsiasi cosa, spacciandola per qualità e impegno, anche se in realtà si rivela come un mero artificio realizzato a tavolino da produttori e dirigenti.

Un esempio evidente in tal senso è Jonh Hillcoat, regista che tenta con tutte le sue forze di mostrarsi come un autore, puntando su progetti ruvidi e rischiosi – almeno in apparenza – che in fondo si mostrano essere senza spessore o visione. Se il suo esordio, il polveroso e violento La proposta, mostrava un’affezione verso il grande cinema americano – senza raggiungere mai quelle vette, badate bene – è con i suoi due lavori successivi che questo cineasta australiano ci mostra tutti i suoi limiti.

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FEBBRE DA CAVALLO di Steno

Febbre locandinaImpossibile non rimanere conquistati dall’uscita home video targa Videa CDE – in edizione Blu-Ray e DVD – di un film che possiamo considerare senza timidezza uno dei mostri sacri della commedia all’italiana: Febbre da cavallo. Era il 1976 quando il film uscì nelle nostre sale, e fu subito un successo. Per l’occasione, Videa CDE propone un’edizione restaurata del film a quarant’anni dal suo debutto al cinema.

Febbre da cavallo è un film che, guardato e riguardato più volte, non stanca mai, e il merito va ricercato in più punti, a partire dalla sceneggiatura, scritta a quattro mani dallo stesso Steno con Alfredo Giannetti [Divorzio all’italiana di Pietro Germi], Massimo Patrizi [Sei donne per l’assassino di Mario Bava] e Enrico Vanzina, semplice e originale, genuina e briosa; fino ad arrivare alla regia di Steno, attento a raccontare situazioni, luoghi e personaggi facendo ricorso all’umorismo ma evitando ricorsi troppo caricaturali per dare sempre l’immagine di naturalezza.

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