BRIMSTONE di Martin Koolhoven

brimstoneE’ un west cupissimo e disperato quello di Brimstone. Il fanatismo religioso, la paura dell’inferno e le colpe dei peccati commessi sono gli strumenti con cui la popolazione più ignorante viene tenuta a bada e manipolata.

In questo scenario vive Liz, una donna senza lingua che si occupa di fare da ostetrica in uno sperduto villaggio, insieme a sua figlia e all’uomo con cui ora vive, padre di un bambino che non riesce ad accettare la presenza della donna in casa. Tutto procede placidamente fino a quando nella cittadina non arriva un oscuro pastore sfregiato, la cui presenza sembra turbare nel profondo la protagonista. Questo sarà l’inizio di un incubo infernale per la donna, un incubo che affonda in un passato immerso nel dolore e nel sangue e da cui è impossibile uscire.

Meglio non dire altro per non rovinare gli agghiaccianti e imprevedibili sviluppi che si susseguiranno nelle due ore e mezza e di durata, ottimamente gestite dal regista olandese Martin Koolhoven, che sceglie di suddividere il film in capitoli [Apocalisse, Esodo, Genesi, Castigo] e in ordine non cronologico, lasciando così allo spettatore il compito di ricomporre tassello per tassello l’infernale mosaico.

Utilizzando il Genere non come fine ma piuttosto come mezzo, Brimstone si rivela uno spietato attacco al fondamentalismo delle istituzioni religiose, in grado di ingurgitare un’umanità quanto mai disperata e allo sbando. La fotografia dai toni plumbei e desaturati e i ritmi lenti arrivano quasi ad avvicinare il film ad un dramma dai toni horror; così come la selvaggia messa in scena di Koolhoven, che tanto sul piano morale quanto su quello visivo non fa sconti a nessuno: omicidi, incesti, torture e violenze di ogni tipo sono elementi affrontati talmente di petto che un pubblico più generico difficilmente potrà sentirsi confortato da una simile visione.

Non a caso, durante la presentazione alla mostra del cinema di Venezia, fu accolto tra fischi e spettatori infastiditi. Senza dubbio una sceneggiatura simile non potrebbe funzionare senza interpretazioni eccellenti e infatti gran parte della riuscita si deve anche alla prova dei due protagonisti: un’intensa Dakota Fanning e un mefistofelico Guy Pearce, che nella caratterizzazione del suo personaggio ricorda in modo piuttosto esplicito l’indimenticato Robert Mitchum del capolavoro La morte corre sul fiume [di cui abbiamo parlato qui]. Ostico e senza mezze misure, Brimstone è un’opera che richiede un certo impegno nella visione ma che ripaga appieno di tutti gli sforzi. Finalmente distribuito anche da noi grazie ad Eagle/Movie Inspired in una curata edizione Blu-Ray che contiene all’interno le scene tagliate. Non lasciatevelo sfuggire.

Raffaele Picchio

BRIMSTONE

Regia: Martin Koolhoven

Con: Dakota Fanning, Guy Pearce, Kit Arington, Carice van Houten, Emilia Jones, Paul Anderson

Sceneggiatura: Martin Koolhoven

Produzione: N279 Entertainment, Backup Media, Film i vast

Distribuzione: Momentum Pictures

Anno: 2016

Durata: 148′