THE PRODIGY – Il figlio del Male di Nicholas McCarthy

the-prodigy2010, Ohio. Una donna terrorizzata e allo stremo delle forse viene tratta in salvo da un’automobilista; poche ore dopo il suo aguzzino viene ucciso durante un raid della polizia. In quegli stessi attimi, in Pennsylvania, Sarah da alla luce Miles, sanissimo bambino dai talenti straordinari ma anche dalle pericolose inclinazioni. Un terribile legame tra la vita e la morte si è infatti stabilito, in un agghiacciante susseguirsi di eventi metterà in pericolo tutta la famiglia.

Nicholas McCarthy torna dietro la macchina da presa dopo Oltre il Male, con il quale è impossibile non pensare ad un confronto. Benché, infatti, sulla carta le due trame non si somiglino nel dettaglio, a tutti gli effetti The Prodigy sembra quasi riflettere in maniera più approfondita su alcune tematiche brevemente accennate alla fine del precedente lungometraggio.

Al centro, in entrambi i casi, il dramma di una maternità portatrice di un’insospettabile maledizione; a chiudere una vicenda sviluppatasi diversamente nel primo caso, motore della trama nel secondo. Quel che, sulle prime, colpisce del suo nuovo lavoro, almeno rispetto al precedente, è l’incipit; non una storia di fantasmi o di possessione demoniaca, come nel caso di Oltre il Male, ma uno spunto di riflessione sulla teoria della reincarnazione.

Miles è, difatti, posseduto dall’anima di un uomo, quella Edward Scarka, il serial killer di cui McCarthy ci lascia intravedere solo il triste epilogo. A dispetto, però, dell’interessantissimo incipit, The Prodigy soffre in tutto il resto, partendo da un’atmosfera completamente incapace di trascinare lo spettatore in quello che dovrebbe essere l’incubo peggiore di tutti. Oltre la prevedibilità di ogni jumpscare, elemento fondante di ogni horror contemporaneo, gran parte del film è, in sostanza, dimenticabile. Lontano dal profondo senso d’angoscia che McCarthy era riuscito ad infondere in Oltre il Male, il suo ultimo lavoro sembra solo un esercizio di recitazione per quel piccolo talento di Jackson Robert, interprete di Miles ed unico elemento davvero valido di tutto il progetto. A ben guardare, in effetti, non c’è nulla di davvero maldestro nella sceneggiatura, se non negli ultimissimi attimi; peccato che il punto di forza di ogni horror siano le atmosfere, la regia e tutti gli elementi ascrivibili al grande insieme della tecnica. Un meraviglioso gruppo in grado di regalare suggestioni indimenticabili, una volta scoperta la giusta ricetta, come si era effettivamente verificato in precedenza per il regista e che, purtroppo ha qui totalmente ignorato.

Come se non bastasse la totale indifferenza con cui lo spettatore affronta la visione, a dare il colpo di grazia al film interviene un doppio epilogo, il secondo dei quali totalmente ingiustificato. The Prodigy sarebbe potuto finire in quel campo di grano con la vittoria del male sul bene, l’incapacità di una madre di prendere la dolorosa decisione, per venire a sua volta uccisa da un uomo preoccupato per la vita di quel che sembra solo un bambino innocente. Questo sarebbe bastato allo spettatore, reso già esausto dalla monotonia della pellicola; lo sceneggiatore [Jeff Buhler] però decide di rincarare la dose e sottolineare questo passaggio – quello del trionfo del male – con un ulteriore breve sequenza in cui viene rivelato il prevedibile destino di Miles. Dopo aver annoiato a morte lo spettatore, Buhler ne offende anche l’intelligenza dello spettatore, spiegandoci che Miles sarà adottato e avrà ancora un’opportunità di provocare sofferenza al prossimo. Un’idea che si fa largo proprio negli ultimi attimi del primo epilogo e che non aveva certo bisogno d’essere messa in scena.

Le aspettative su McCarthy erano davvero alte e, senza ombra di dubbio, questo ha negativamente influito sulla percezione finale di The Prodigy; ma anche volendo dimenticare per un solo attimo ogni paragone con il suo precedente lavoro, il film non riesce nell’intento di rendersi accattivante agli occhi del proprio spettatore che, stanco ed annoiato, ne dimenticherà la storia nel tragitto dalla sala all’ingresso del cinema.

Claudia Anania

THE PRODIGY

Regia: Nicholas McCarthy

Con: Taylor Schilling, Jackson Robert Scott, David Kohlsmith, Paul Fauteux, Colm Feore, Brittany Allen, Peter Mooney, Oluniké Adeliyi, Elisa Moolecherry, Paula Boudreau

Uscita in sala in Italia: giovedì 28 marzo 2019

Sceneggiatura: Jeff Buhler

Produzione: Orion Pictures

Distribuzione: Eagle Pictures

Anno: 2018

Durata: 92’