DRAGON BALL SUPER – BROLY di Tatsuya Nagamine

brolyDragon Ball quest’anno compie 35 anni, un traguardo davvero importante per uno dei manga più seguiti nel mondo. In tutto questo tempo – parlando ovviamente solo delle opere canoniche – non ha mai deluso e, anzi, ha cresciuto tantissime generazioni tra lacrime e risate. Le emozioni, insomma, sono tantissime e ad ogni notizia tutti i fan sono pronti a correre in fumetteria o al cinema; questo è successo anche per il nuovo film, Broly, che ha fatto parlare di sé per mesi, dividendo come non mai i fan tra detrattori e sostenitori.

Dopo una lunghissima serie di film considerati filler, quest’ultima opera si innesta alla perfezione nel tessuto del manga, rimanendo coerente con la storia raccontata finora in Dragon Ball Super e rendendo canonici alcuni dei personaggi preferiti dal pubblico. Benché, infatti, gli ultimi due film abbiamo avuto un collegamento con il manga, avendo accennato eventi poi sviluppati nella serie, è la prima volta che si mette in atto un piano così complesso.

In Broly la premessa è molto semplice e già esemplificata dal titolo: uno dei protagonisti del lungometraggio è infatti proprio Broly, un Sayan già visto nei film dal ’93 al ‘94 [Il Super Saiyan della leggenda, Sfida alla leggenda e L’irriducibile bio-combattente], ma che finora non era mai stato reso parte integrante del filone canonico della serie. Con un meraviglioso flashback, che permette allo spettatore di sapere qualcosa in più anche sul pianeta d’origine dei Sayan, Toriyama introduce il protagonista, spiegando con una coerenza fuori dal comune, i motivi per cui finora non è apparso nella serie.

Nella prima parte del film, infatti, scopriamo che Broly è stato espulso dal pianeta Vegeta poco prima che questi fosse distrutto da Freezer. Il bambino presentava dei parametri fuori dalla norma perfino per un adulto e quando il Re ne scopre l’esistenza, credendolo una minaccia tanto per il pianeta quanto per il futuro prestigio di suo figlio, tenta di espellerlo. Il generale Paragas, padre di Broly, disperato abbandona il proprio pianeta per salvare il bambino; entrambi si schianteranno in un pianeta deserto, dove saranno costretti ad un’esistenza davvero miserabile. Quando, dopo 40 anni, per puro caso, l’esercito di Freezer troverà entrambi, si innescheranno una serie di reazioni che porteranno il potentissimo Sayan a scontrarsi con Goku.

Il lungometraggio firmato da Toriyama, insomma, non è solo un abile tentativo di ridare vita alla saga sfruttando un personaggio che tutti i fan adorano. Quel che questo film riesce a fare è creare una nuova e profonda storia permettendo ai fan di approfondire delle dinamiche conosciute solo parzialmente con i lavori precedenti. E lo fa mantenendo anche tutti gli elementi tipici di Dragon Ball, a partire dalla forte vena comica che contraddistingue il manga originale. Toriyama fa sì che perfino un personaggio serio e spietato come Freezer stia cercando le sfere del drago per “diventare più alto” o che nell’attimo di massima tensione Goku faccia una domanda piuttosto sciocca. Se in un primo momento può sembrare che questo spezzi la serietà del film o che alcuni pretesti siano più che altro comici, basta ricordarsi di una saga memorabile come quella del fiocco rosso per ridefinire come in linea la comicità di Broly.

Quel che invece può davvero far storcere il naso è la tecnica mista di animazione dell’intero film: mentre tutte le ambientazioni sono realizzare con una stupefacente computer grafica, a volte i personaggi, come nel caso del flashback iniziale, sembrano realizzati con una tecnica di disegno che si può definire più classica; sulle prime l’impatto visivo è quasi straniante, come due elementi troppo diversi per stare nella stessa scena. Senza contare che si tratta di una scelta abbandonata nel corso del racconto, poiché il combattimento tra Goku e Broly è interamente realizzato in computer grafica; sequenza questa che infatti si può considerare come la migliore del film proprio per la sua realizzazione, essendo evidente l’enorme lavoro che ha supportato questo incredibile progetto.

Nonostante questo disequilibrio nella scelta delle animazioni, però il nuovo lungometraggio di Dragon Ball non delude e magnetizza l’attenzione su di sé sia tramite un eccellente lavoro di scrittura, sia grazie ad un’estetica che migliora nel corso della visione.

Broly è ovviamente un film pensato per i fan e non per un pubblico nuovo, dati i suoi continui riferimenti alla serie di provenienza; ma è anche, come accade sempre con prodotti di questo tipo, un ottimo modo per rilanciare l’opera originale e permettere alle nuove generazioni di appassionarsi ad uno dei manga che ha sicuramente fatto la storia.

Claudia Anania

DRAGON BALL SUPER – BROLY

Regia: Tatsuya Nagamine

Con: Masako Nozawa, Aya Hisakawa, Ryô Horikawa

Uscita sala in Italia: giovedì 28 febbraio 2019

Sceneggiatura: Akira Toriyama

Produzione: Toei Animation

Distribuzione: Koch Media

Anno: 2018

Durata: 100’


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