UN’AVVENTURA di Marco Danieli

unavventura1Iniziare un progetto che tenta di rendere omaggio ai capolavori di Battisti e Mogol non è certo una passeggiata; soprattutto se l’idea è quella di mettere in piedi un musical, ri-arrangiando tutti i brani scelti, con il quale ognuno di noi è praticamente cresciuto.

Un azzardo così grande ha visto la luce con Un’avventura. Sull’onda del recente successo di La La Land, che ha in un certo senso rilanciato il Musical su grande schermo, Marco Danieli e Isabella Aguilar, rispettivamente il regista e la sceneggiatrice del film, firmano un dramma romantico ambientato tra la Puglia e la Roma degli Settanta e Ottanta.

I protagonisti della vicenda sono Matteo e Francesca, due ragazzi estremamente diversi in tutto e per tutto; lui scrive canzoni d’amore mentre si accontenta di quello che la vita gli ha offerto finora, lei sente stretta la vita di paese. Si apre così il film, con la loro separazione, un preludio a ciò che sarà la loro tormentata relazione. Quando si incontreranno di nuovo, ben cinque anni dopo, tra loro si accenderà di nuovo la passione, sulle note di Acqua azzurra, che tuttavia non sarà priva di problemi. Una classica storia d’amore da manuale, fatta di drammi e di tira e molla, perfetta per essere lanciata al cinema nel giorno di San Valentino.

L’abile mossa però nasconde delle pecche enormi, a partire da scelte esteticamente discutibili fino a colpi di scena piuttosto tirati per i capelli. In questo senso, Un’avventura, sembra un film doppio: se le premesse e il primo atto sono buone, i guai iniziano più o meno a metà della pellicola. Con la crisi del matrimonio di Matteo e Francesca, infatti, assistiamo al dramma della perdita di qualità; dal pessimo arrangiamento de Il vento, al goffo e decontestualizzato tentativo di coreografia con Dieci ragazze, che ha una logicità tutta personale nel contesto del film, sembra quasi che le idee buone siano state esaurite tutte per l’incipit.

Per parlare, però, del momento più imbarazzante, bisogna fare un passo indietro e procedere con ordine. La storia tra i due viene prima attentata da un tradimento di Matteo e poi definitivamente uccisa dal conseguente atteggiamento di Francesca, che ha solo fatto finta di perdonare il marito. Quando i due si lasciano e Matteo torna in Puglia, scopre che il padre ha commesso il suo stesso errore. Questa piccola trovata, che si potrebbe considerare come una piccola epifania per il protagonista, è davvero poco convincente, se non addirittura grottesca e statisticamente poco probabile se consideriamo anche il contesto storico. Nonostante questa sequenza, da considerarsi forse il momento più basso della trama, il film riesce leggermente a riprendersi trascinandosi fino ad un finale probabilmente prevedibile ma tenero ed in linea con il genere scelto dalla sceneggiatrice.

Ed è di nuovo in fase di scrittura che si avverte un’enorme pecca, un elemento assolutamente non trascurabile e imperdonabile. Francesca viene inizialmente caratterizzata come una ragazza libera, vicina alle influenze del suo periodo; una ragazza che sogna di uscire dal proprio paese e da quel modo di vivere antiquato ed oppressivo. Tutte queste sfumature, che avrebbero potuto fare di lei un personaggio complesso, si perdono non appena nasce l’amore tra lei e Matteo; diventa piatta, prevedibile e quasi caricaturale in quelle rarissime battute pseudo-femministe che accenna in alcuni momenti. Una performance poco convincente anche per Laura Chiatti, che le presta il volto; gli arrangiamenti musicali dedicati al suo personaggio soffrono per una voce senza intensità, mentre il recitato non si può definire certo indimenticabile.

In questa discontinua avventura cinematografica solo un elemento riesce ad essere all’altezza dall’inizio alla fine, Michele Riondino. La sua interpretazione, nonostante le impacciate coreografie, è sempre piuttosto intensa e credibile, anche nelle parti cantate e registrate in presa diretta. Una piccola perla in un mare dimenticabile di scelte a volte anche discutibili.

Un’avventura nasce come un progetto ambizioso; stando alle parole del cast tecnico, presente in conferenza stampa alla fine dell’anteprima, l’ispirazione è partita da grandi esempi di musical come Across the Universe e La La Land. Nonostante i buoni propositi, e alcune scelte tutto sommato azzeccate, il film complessivamente cade in errori banali e non rende giustizia fino in fondo alle splendide parole scritte per Battisti da Mogol. Forse, per una volta, il cinema italiano dovrebbe smettere di sognare il cinema hollywoodiano, tentando disperatamente d’imitarlo, e creare da zero qualcosa di veramente personale e nuovo.

Claudia Anania

UN’AVVENTURA

Regia: Marco Danieli

Con: Michele Riondino, Laura Chiatti, Valeria Bilello, Giulio Beranek, Alex Sparrow, Gabriele Granito, Simone Corbisiero, Roberto Negri, Dora Romano, Barbara Cichiarelli, Thomas Trabacchi, Diodato

Uscita in sala in Italia: giovedì 14 febbraio 2019

Sceneggiatura: Isabella Aguilar

Produzione: Los Hermanos, Lucky Red, Rai Cinema

Distribuzione: Lucky Red

Anno: 2019

Durata: 105’