LA TERRA DELL’ABBASTANZA di Damiano e Fabio D’Innocenzo

terra-dell-abbastanzaMirko e Manolo sono due giovani amici della periferia di Roma. Bravi ragazzi, fino al momento in cui, guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare.

La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati un ruolo, il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto. Un biglietto d’entrata per l’inferno che scambiano per un lasciapassare verso il paradiso.

La terra dell’abbastanza è un luogo, uno stato d’animo, un modo innato di approcciarsi alla vita in maniera cocciuta, ottusa e a mille all’ora; è un ambiente in cui siamo stati spesso e che riconosciamo come familiare, un non luogo in cui hanno messo radici Pasolini, Caligari, Abel Ferrara, in parte Scorsese, molto recentemente Jonas Carpignano con A ciambra e molti altri.

È un mondo in cui tutto sembra segnato sin dall’inizio. Si comincia da un determinato punto di partenza e non si può far altro che peggiorare. Si capisce da come gli esseri umani che lo abitano parlano, mangiano, pensano, si relazionano, decrescono, vivono e muoiono.

È un inferno sporco e animalesco travestito da quotidianità periferica.

I fratelli D’Innocenzo entrano in questo spazio come un narratore che ha vissuto la vicenda in prima persona accanto ai protagonisti, per poi raccontarla a distanza di tempo e provando a darle una concretezza, una forma che ha il senso, il messaggio e la forza di una testimonianza.

Ma non siamo di fronte a un cinema sociale o a un documentario sul degrado della periferia.

Il film funziona grazie alla sua potenza cinematografica, scaturita da una consapevolezza registica adeguata ad ogni momento, sia nelle scene più intime e in spazi stretti sia nei campi lunghi, negli omicidi come nelle scene a tavolino in cui si mangia e si parla continuamente, come se un’interruzione o un vuoto possano bloccare quel loop disperato e destinato al collasso, quella realtà netta, chiara e brutalmente banale che ha le sembianze di un incubo concreto e tangibile.

Un approccio realistico che non si lascia incatenare e si plasma, si adatta e muta a ogni determinata situazione.

Sorretto da una sceneggiatura diretta e inesorabile quanto coinvolgente e poetica, e da un cast perfetto, La terra dell’abbastanza si candida ad essere uno dei titoli italiani dell’anno. Di sicuro uno dei più riusciti.

Egidio Matinata

LA TERRA DELL’ABBASTANZA

Regia: Damiano e Fabio D’Innocenzo

Con: Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora, Luca Zingaretti

Uscita in sala in Italia: giovedì 7 giugno 2018

Sceneggiatura: Damiano e Fabio D’Innocenzo

Produzione: Pepito Produzioni, Rai Cinema

Distribuzione: Adler Entertainment

Anno: 2018

Durata: 96’

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