CONTROMANO di Antonio Albanese

contromanoPrerogativa essenziale della satira è la capacità di osservazione dell’attuale. Dissacrare e ironizzare su questo o quest’altro argomento di attualità ci consente, in maniera indiretta, di averne maggiore conoscenza, aiutando la formazione di una personale opinione. La satira, dunque, gioca un ruolo estremamente importante affinché si possa sovvertire un pensiero prestabilito, un’idea generale e preconcetta che spesso è figlia dall’incapacità di guardare le cose da un altro punto di vista, giudicandole autonomamente con la propria testa. La forza di una risata è straordinariamente dirompente, soprattutto, quando investe il Potere e la verità che esso nasconde, manipola, oscura.

Antonio Albanese, nel corso della sua lunga carriera, si è dimostrato molto capace nello svelare la realtà ipocrita e qualunquista che opprime il nostro Paese, creando personaggi caricaturali, eccessivi, mostruosi, eppure così veri e rappresentativi di questo momento storico, da mettere i brividi. Questo talento comico gli ha concesso di avere un approccio nei confronti del cinema solo apparentemente in linea con altri colleghi comici, ma in realtà, decisamente distante e lunare se solo lo si osserva con un po’ più di attenzione. Titoli come L’Uomo d’acqua dolce o La fame e la sete, mostrano un’ambizione e una peculiarità d’umorismo assai rara per il panorama nostrano, fatto perlopiù di commediucce innocue e vuote. Non è un caso, dunque, che Albanese regista sia stato fermo ben sedici anni [il suo ultimo film da direttore è del 2002: Il nostro matrimonio è in crisi] prima di tornare dietro la macchina da presa.

Contromano, sua ultima e attualissima fatica, vede protagonista Mario Cavallaro, cinquantenne milanese preciso e abitudinario: l’ordine, la precisione, la puntualità, il rispetto, il decoro, la voce bassa, lo stare ognuno al proprio posto sono i valori cardine della vita di Mario, convinto che il segreto di una società civile sia il rispetto della disciplina.

Terrorizzato al solo pensiero di apportare dei cambiamenti alla propria vita, resta sgomento quando davanti al suo negozio di intimo maschile si piazza Oba, un giovane senegalese venditore ambulante di calzini, che inizia a minacciare l’attività di Mario con offerte altamente concorrenziali. Così escogita un piano semplice quanto folle: decide di rapire Oba e riportarlo a casa sua in Senegal.

Il primo atto di Contromano sorprende per solidità, cinismo e divertito umorismo nero, che prende a bersaglio un tema delicato, attuale, naturalmente e complicatissimo come l’integrazione e il razzismo. Il gesto estremo del rapimento del senegalese spinge il film verso territori surreali – che tanto contrastano con il rigore realista del registro stilistico – svelando una natura sinistra e pericolosa, insita nella ‘persona perbene’ interpretata dallo stesso Albanese. La convinzione che staremmo tutti meglio se restassimo lì dove il destino, o il buon Dio, ci ha collocati assume un tono minaccioso quando Mario ne fa un dogma da seguire come soluzione a tutti i suoi problemi. È un’iperbole che innesca un meccanismo di assurdità irresistibili che avrebbero meritato un epilogo più coraggioso. Sfortunatamente, con il secondo colpo di scena e l’ingresso di una linea romantica nello script, Contromano, tradisce completamente le sue premesse e scivola [o dovremmo dire precipita] nel buonismo più televisivo possibile. La scorrettezza dei rapporti, lo scontro razziale, l’inconciliabilità delle posizioni, lasciano il posto a un road-movie scontato e prevedibile che delude terribilmente.

Un vero peccato che il suo autore non abbia ascoltato il film assecondandone la natura sprezzante e nera di questa commedia. La logica del politicamente corretto e del ‘volemose bene’ ha castrato uno slancio interessante e vitale che tanto avrebbe fatto bene alla nostra cinematografia. La satira, ma la comicità in genere, non può soffocare la sana sua vocazione all’estremo e all’eccesso, neanche quando potrebbe essere feroce o offensiva. È così che si combattono i qualunquismi e ci si forma una coscienza critica.

Paolo Gaudio

CONTROMANO

Regia: Antonio Albanese

Con: Antonio Albanese, Alex Fondja, Aude Legastelois, Daniela Piperno, David Anzalone

Uscita sala in Italia: giovedì 29 marzo 2018

Sceneggiatura: Antonio Albanese, Andrea Salerno, Stefano Bises, Marco D’Ambrosio

Produzione: Fandango, Rai Cinema

Distribuzione: 01 Distribution


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