THE GREATEST SHOWMAN di Michael Gracey

the-greatest-showmanSulle pagine di questa piattaforma stiamo raccontato da tempo, nostro malgrado, la crisi di idee e di creatività che sta attraversando Hollywood. Remake deludenti, reboot incomprensibili, sequel stanchi e senza alcun valore cinematografico. A questa lista dei disastri produttivi potremmo aggiungere anche la categoria dei biopic, tanto amati dai dirigenti degli Studios e tanto desiderati dalle star che li ritengono progetti propedeutici per il raggiungimento delle agognate statuette dorate.

A conferma di questa tradizione, arriva il giorno di Natale, The Greatest Showman, scellerato e revisionista musical [altra categoria che meriterebbe una riflessione seria] sull’inventore del Freak Show, P.T. Barnum.

Inizio Ottocento. Phineas Taylor Barnum è il figlio di un sarto che muore catapultando il bambino nel buio di un’infanzia dickensiana. Ma P.T. crede nel sogno americano di inventarsi un’identità nobile ritagliata dalla stoffa dei sogni, e il suo amore di gioventù, la dolce Charity, abbandona i privilegi della propria casta per seguire le visioni di quello che diventerà suo marito e il padre delle loro due figlie.

Per Barnum, convinto che ogni progetto debba essere realizzato “cinque volte più grande, e dappertutto”, nulla è abbastanza: non il Museo delle Stranezze che edifica nel centro di Manhattan per lo sgomento – e la curiosità morbosa – dei newyorkesi, non il circo che porta il suo nome in cui si esibiscono la donna barbuta e il gigante irlandese, il nano Tom Thumb e i gemelli siamesi. Perché quando P.T. Barnum “sta arrivando”, lo fa come un ciclone inarrestabile che travolge ogni cosa al suo passaggio: steccati e ipocrisie, ma anche legami e sentimenti.

Operazione davvero incomprensibile quella voluta a tutti i costi da Hugh Jackman e costata alla Fox più di novanta milioni di dollari. Un musical alla maniera di Moulin Rouge! teso a raccontare la scalata sociale di un povero orfano capace di inventarsi un nuovo modo di intrattenimento per le brave famigliole americane. Poca importa se la biografia di Barnum venga edulcorata un tantino… è solo per rafforzare il concetto che in America tutto è possibile. Perfino, spacciare un truffatore, sfruttatore del prossimo e approfittatore dell’ignoranza e della povertà delle persone, come un uomo mite dai grandi sogni, padre di famiglia e paladino dei diritti dei diversi.

Nella realtà, Barnum, è stato una figura estremante controversa, sgradevole in ogni suo aspetto, fisico e morale che per un dollaro in più avrebbe venduto anche la madre. Un uomo capace di mercificare il dolore, la malattia e la fame a scopo meramente lucrativo e degno di essere ricordato solo per la creatività estetica dei suoi cartelloni pubblicitari. In The Greatest Showman, Barnum, è bello, danza magnificamente e canta come solo Jackman sa fare. Ama la moglie e le figlie e restituisce dignità agli ultimi [attraverso il suo spettacolo, sic!] manco fosse Papa Bergoglio. Eppure, le contraddizioni di questo carattere emergono involontariamente e lo spettatore percepisce l’incoerenza di ciò che si vorrebbe raccontare e con quanto si sta raccontando. La frase che Barnum dice al nanetto Tom Thumb – “riderebbero di te ugualmente, tanto vale farli pagare” – per gli autori di questo pasticcio dovrebbe assumere il tono di uno slogan di emancipazione e di uguaglianza sociale. Invece, risuona esattamente per quello che è, ovvero, un sinistro messaggio degno del capitalismo più feroce.

L’opera prima di Michael Gracey [direttore assolutamente inesperto per un film come questo e imposto da Jackman, presumibilmente, per la scarsissima personalità e visione] rappresenta un altro capitolo della nostra cronaca degni orrori hollywoodiani del nuovo millennio. La speranza che questo periodo possa arrivare presto al termine e che Hollywood possa ritornare a essere il luogo di crescita e di espressione di grandi cineasti e autori, così come è stato negli anni settata. Speranza vana a giudicare dagli ultimi aggiornamenti che ci arrivano dalla California – Fox è stata acquisita da Disney– ma è pur sempre Natale. Sperare è del tutto legittimo.

Paolo Gaudio

THE GREATEST SHOWMAN

Regia: Michael Gracey

Con: Hugh Jackman, Rebecca Ferguson, Zendaya, Zac Efron, Michelle Williams, Yahya Abdul-Mateen II, Paul Sparks, Diahann Carroll, Fredric Lehne, Tina Benko, Doris McCarthy

Uscita sala in Italia: lunedì 25 dicembre 2017

Sceneggiatura: Jenny Bicks, Bill Condon

Produzione: Chernin Entertainment, TSG Entertainment, Twentieth Century Fox Film Corporation

Distribuzione: 20th Century Fox

Anno: 2017

 

Durata: 105’