RFF12: Quinta giornata

anna valle

La quinta giornata della Festa ha avuto tanti protagonisti: da Anna Valle a Nanni Moretti e da Anna Ferzetti a Luigi Diberti.

Anna Valle è stata la protagonista vera e propria del red carpet grazie al suo sorriso e la sua eleganza: l’attrice è arrivata alla kermesse per presentare il suo ultimo film, L’età imperfetta. A dirigerla, il marito Ulisse Leandro.

Anna Ferzetti e Luigi Diberti hanno presentato ad Alice nella Città la pellicola Cercando Camille di Bindu de Stoppani, una commedia agrodolce che racconta il viaggio di Camille insieme a suo padre Edoardo, un premiato corrispondente di guerra ora affetto da Alzheimer, in un viaggio a ritroso nel tempo nella speranza di ritrovare la sua memoria.

Successivamente, in serata, abbiamo assisto all’incontro ravvicinato con Nanni Moretti condotto sempre dal direttore artistico della Festa, Antonio Monda. Il regista di Caro diario e La stanza del figlio ha incontrato il pubblico dell’Auditorium raccontandosi, dalla fase di spettatore a quella di produttore, attore e regista. E ha chiuso con un cortometraggio inedito, Autobiografia dell’uomo mascherato.

La giornata è stata caratterizzata anche da film esteri come C’est la Vie e Who We Are Now.

C’EST LA VIE – PRENDILA COME VIENE

Max è un wedding planner navigato e logorato alla vigilia di un matrimonio e di una consegna. L’ultima corvée è un ricevimento di nozze nel giardino di un castello del XVII secolo con sposa vaga, sposo pretenzioso, commensali borghesi e un’equipe fedele quanto incompetente. Julien, valletto melanconico innamorato del ‘bel parlare’, James, animatore démodé; Guy, fotografo scroccone; Josiane, amante [im]paziente di Max; Adèle, delfina irascibile di Max; Samy, cameriere clandestino, sono alcuni dei membri di una brigata multietnica occupata a rendere indimenticabile il giorno più bello di Pierre ed Héléna. Niente ovviamente andrà come previsto e quelli che dovevano sorvegliare la riuscita dell’evento finiranno loro malgrado per boicottarlo.

Pur essendo un film diretto da Olivier Nakache ed Eric Toledano, gli stessi che hanno girato Quasi Amici, questa commedia è fin troppo stucchevole. A livello tecnico ha un ritmo travolgente, ma allo stesso tempo vediamo l’ennesimo film scontato, che parla di organizzare un matrimonio e di tutte le difficoltà annesse.

Certo, un film che non risparmia le risata e sicuramente si vede la bravura dei due registi, ma che bisogno c’era di girare un’altra pellicola dove trovare amici e amanti, oltre a tante bugie che non si dicono tra persone che si conoscono da tempo?

WHO WE ARE NOW

Uscita da poco di prigione, Beth lavora con il suo difensore d’ufficio per ottenere la custodia del figlio dalla sorella Gabby, restia a farla rientrare nella vita del ragazzo. Mentre annega il suo dolore in un bar dopo una disastrosa negoziazione, Beth ha un’avventura con Peter, un marine traumatizzato e spaventato dalle relazioni umane. Poco dopo la donna stringe una strana alleanza con Jess, giovane praticante idealista e testardo, che decide di portare avanti la causa di Beth, che lei lo voglia o meno. Mentre Beth cerca di destreggiarsi nel mondo esterno, Peter e Jess forzano, e alla fine spezzano, la sua dura corazza, facendole capire che bisogna lasciare alle spalle il passato per essere padroni del proprio futuro.

Il tema scelto per questo film è molto semplice e interessante. Il regista vuole mettere a fuoco tutti i pregiudizi che nascono quando hai di fronte una persona che è stata in carcere e che vuole semplicemente riottenere la patria podestà sul figlio.

Anche qui ci troviamo a una pellicola che ha un buon cast, formato da Julianne Nicholson, Emma Roberts e Jason Biggs, che però in certi momenti cadono negli stereotipi e che è paradossale in un lungometraggio che vuole denunciare il pregiudizio.

In tutte le sequenze vediamo una regia piatta e che non riesce a costruire nemmeno un colpo di scena.

Who We Are Now è purtroppo un film non riuscito, di cui riusciamo ad apprezzare solo l’intento di sensibilizzare lo spettatore a non giudicare una persona unicamente dai suoi sbagli.