RFF12: Quarta giornata

jake gyllenhaalLa quarta giornata della Festa del Cinema di Roma ha visto come protagonista Jake Gyllenhaal con l’incontro  condotto, come da scaletta, da Antonio Monda. Le pellicole più attese della giornata sono state I, Tonya e Abracadabra.

Ma la prima domenica della Festa è stata animata anche dalle avventure tragicomiche di Capitan Mutanda, il cartoon tratto dai primi quattro libri della serie per ragazzi [in Italia editi da Piemme] da 80 milioni di copie nel mondo [tradotti in 20 lingue] di Dav Pilkey, autore che da bambino gli insegnanti definivano distruttivo e dal comportamento disturbato e che durante le lunghe ore di punizione a scuola cominciò a scrivere e a disegnare alcuni fumetti che avevano per protagonista un supereroe chiamato, appunto, Capitan Mutanda.

E’ stata la giornata anche del film Prendre le large di Gaël Morel: la storia di Edith, operaia in un’azienda tessile la cui vita cambia radicalmente quando l’azienda per cui ha sempre lavorato decide di delocalizzarla in Marocco. Di fronte alla prospettiva della disoccupazione, con un figlio lontano e senza altri legami, Edith decide di accettare il trasferimento.

Jake Gyllenhaal ricorda Brokeback Mountain: «Io e Heath Ledger, la giusta combinazione»

Sicuramente è stato l’ospite più applaudito nel corso della kermesse romana all’Auditorium durante uno dei tanti incontri condotti da Antonio Monda, nel corso del quale si è parlato della carriera di Jake attraverso i suoi film da Donnie Darko a I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, che nel 2005 lo ha reso più famoso. Una pellicola a quei tempi rivoluzionaria, perché, con estrema naturalezza, mostrava per la prima volta al pubblico mainstream l’omosessualità, raccontando l’amore incredibile tra due cowboy del Wyoming.

“Ogni attore sogna lavorare con Ang Lee e quando io ho sentito che c’era in lavorazione un suo nuovo film ho subito voluto entrare a far parte del progetto. Ricordo che quando ho letto per la prima volta la sceneggiature ho pianto, perché era così toccante ed emozionante. C’erano molti colleghi che aspiravano a ottenere la parte, ma Lee sapeva che tutto si giocava nel trovare la giusta combinazione di attori: lui voleva che la combinazione potesse funzionare, ed evidentemente con me e Heath funzionava “, e Jake ha continuato ”A me Brokeback Mountain è sembrata sin da subito “solo” una storia d’amore. E così l’ho valutata, senza giudicare”.

L’unico film che di più rappresenta il cinema è una pellicola italiana ovvero La strada perché ha un posto speciale nel suo cuore perché mi ricordo che fu questo film a convincere suo padre che la sua strada fosse il cinema.

Sul finale dell’incontro Jake Gyllenhaal ha dichiarato che vorrebbe lavorare con Pedro Almodóvar.

I, Tonya

I, Tonya si basa sulla vita della pattinatrice Tonya Harding protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi nella storia degli Stati Uniti. Prima atleta americana a distinguersi durante i campionati nazionali statunitensi del 1991, per l’esecuzione perfetta di un triplo axel, la parabola discendente della sua carriera comincia appena un anno dopo, quando si piazza in quarta posizione ai Giochi Olimpici di Albertville.

Conosciuta per il temperamento focoso, che plasma anche lo stile energico e scattante, la Harding finisce sulle pagine dei quotidiani come responsabile dell’aggressione della rivale Nancy Kerrigan [Caitlin Carver]. Colpita alle gambe da uno sconosciuto dopo gli allenamenti, la Kerrigan è costretta a ritirarsi dai campionati nazionali. L’incidente pilotato dall’ex marito di Tonya, Jeff Gillooly, consacra la protagonista come una delle figure più controverse e competitive dello sport americano.

I, Tonya è sicuramente un lungometraggio che fa capire quanto un’evento possa trasformarsi in un polverone mediatico soprattutto quando si svolge sotto i riflettori. Il film di Craig Gillespie a livello tecnico è strutturato molto bene, tanto da poter ricordare i film di Scorsese.

Bello, sporco e brutalmente divertente e che oltre a raccontare lo scandalo descrive anche la vita personale di una pattinatrice ventitreenne divisa tra una madre terrificante e un padre violento.

Il cast è formidabile composto da Margot Robbie, Sebastian Stan e Julianne Nicholson.

Abracadabra

La casalinga Carmen vive nella periferia di Madrid con suo marito, tifoso del Real Madrid, e la figlia adolescente. Una domenica, proprio il giorno in cui gioca la squadra del cuore di Carlos, la famiglia partecipa ad un banchetto di matrimonio. Durante il banchetto il cugino di Carmen, Pepe, improvvisa per i partecipanti un numero di ipnotismo. Pepe ipnotizza Carlos che, facendo finta di cadere addormentato, si prende gioco di lui davanti a tutti gli invitati. Nei giorni seguenti, però, Carlos incomincia ad essere strano e molto diverso da prima. Non gli importa più del calcio e pare invece apprezzare il ballo e la matematica. Pepe allora svela a Carmen che probabilmente il marito è posseduto da uno spirito che, a seguito dell’ipnosi ricevuta da Carlos, si è impossessato del suo corpo. I due quindi si recano dal Dottor Fumetti, l’insegnante di ipnosi di Pepe. Proprio lui svela a Carmen che il corpo del marito è in realtà abitato dallo spirito di un giovane ballerino, Tito, amante del ballo e schizofrenico che anni prima aveva ucciso la madre per poi suicidarsi. Pepe e Carmen cercano invano di liberarsi dell’intruso che sta possedendo il corpo e la mente di Carlos. Si incontrano nel luogo dove ha avuto inizio la storia e Tito e Carmen vengono ipnotizzati da Pepe. Carmen si ritrova cosi nella mente di Carlos con anche Tito e scopre che nessuno dei due uomini va bene per lei.

Il film è  azzeccato sotto tutti i punti di vista: da una parte vediamo uno spaccato di società spagnola che abita nelle periferie e dall’altra parte tutte trovate e invenzioni bislacche, come i churros cosparsi di zucchero che divengono oggetto del desiderio, le mutande di superman infilate a forza ad un moribondo, la coppia erotomane che ricostruisce fedelmente le esposizioni dell’Ikea, l’agente immobiliare che inscena l’agghiacciante ricostruzioni di un omicidio.
Il cast è uno dei migliori visti fin ora alla Festa del Cinema di Roma con tante caratteristiche che sono uniche ad ogni personaggio.