LA TARTARUGA ROSSA di Michael Dudok De Wit

Imperdibile l’uscita home video di uno dei pochi film d’animazione degni di nota in questo 2017: La tartaruga rossa. A distribuirlo BIM Distribuzione, che per l’occasione ha promosso una uscita in DVD tutta particolare, in un formato cartonato che riproduce la forma di una tartaruga e con contenuti extra veramente unici. Ma andiamo con ordine. A dirigere il film un regista olandese, Michael Dudok De Wit, il cui ultimo cortometraggio Father and Daughter – presente nei contenuti extra del disco – aveva suscitato l’interesse e la stima di Studio Ghibli, tanto da ricevere proprio dallo studio cinematografico giapponese una lettera di elogi contenente una richiesta di collaborazione allettante.

É dunque da una lettera che parte l’universo narrativo di questo film, che trae le basi da un soggetto molto semplice in cui il punto focale è una riflessione sull’esistenza ridotta ai suoi valori cardine, tra cui amore, tenerezza, solidarietà, libertà, a cui fa da contraltare il bisogno dell’essere umano di vivere la sua solitudine e nello stesso tempo di non sentirsi veramente solo. Il nostro protagonista sa vivere da solo su un’isola perché è abituato, lo capiamo dalle mansioni che svolge,  ma è in cerca di una via di fuga per lasciarla definitivamente  e chissà, magari approdare in un luogo per cercare relazioni. Nei suoi vari tentativi di navigare su una zattera da lui pazientemente costruita, non riuscirà mai ad attraversare il mare, semplicemente perché ad un certo punto qualcosa distrugge la zattera… questo qualcosa si scoprirà poi essere una grande tartaruga rossa, contro la quale l’uomo scaglia violentemente la sua rabbia, in quanto causa della sua mancata libertà. La causa che ha mosso la tartaruga a impedire il suo viaggio, però, è semplicemente l’amore, perché la testuggine si tramuta in una donna che ha sempre seguito l’uomo nella sua quotidianità, amandolo nel profondo.

La tartaruga rossa è un film d’animazione muto, per scelta del regista, che considerava un di più il ricorso al linguaggio parlato, e, visti i risultati del film, possiamo dire che la scelta si è rivelata vincente. Meraviglioso il tratto del disegno, fatto di contorni accentuati e dai colori sempre tenui, e che dire delle espressioni del viso così comunicative dei protagonisti, che trasmettono più di un dialogo vero, posizionati su scenari larghi e profondi, minimali. Dudok De Wit si allontana dal consueto ricorso alla computer grafica, ormai così realistica da abbandonare quasi ogni spazio alla fantasia, per evidenziare la fantasia stessa, che ci porta in un mondo animato nel quale entriamo con profondo rispetto della natura, che qui arriva a ribellarsi all’uomo, e al concetto stesso di vita intesa nella sua essenzialità, poiché, quello che il film sembra suggerirci, è proprio un ritorno alle origini e alla parte più vera e intima di noi stessi, lontano dalla frenesia della vita odierna.

Torniamo ai contenuti extra, che contengono una bella intervista dello youtuber Dario Moccia al regista, nella quale c’è spazio per una serie di riflessioni sulle scelte tematiche e scritturali del film, fino al rapporto che lega il regista allo studio Ghibli, ai messaggi che ha voluto comunicare nel film, al suo rapporto con il regista Isao Takahata – fondatore dello studio Ghibli con Hayao Miyazaki – e, tra le altre cose, a come il ricorso al cinema occidentale e orientale esplicitato nel film sia confluito così bene da non risultare incongruente o conflittuale.

Imperdibile poi il poetico cortometraggio Father and Daughter, un breve viaggio all’interno di un paesaggio in cui i residenti si muovono in bicicletta, in particolare una bambina e suo padre, fino alla partenza di quest’ultimo che si chiude con un ritorno onirico; si tratta di un cortometraggio che osserva il passare del tempo in silenzio, dall’infanzia alla vecchiaia, con incanto e un pizzico di amarezza e nostalgia che commuovono, in un finale che ha molti richiami con La tartaruga rossa.

Ecco poi varie sezioni in cui il regista, con foglio e matita alla mano, si mette all’opera per presentare i suoi disegni e spiegare passo dopo passo i vari step da seguire fino ad arrivare alla tavola definitiva da animare, mostrandoci ancora come si disegna una tartaruga o un granchio, con tanto di particolari. Davvero eccellente questa uscita in home video.

Gilda Signoretti

LA TARTARUGA ROSSA

Voto film:

Voto DVD:

Regia: Michael Dudok De Wit

Formato: 1.85:1

Audio: Dolby Digital 5.1

Distribuzione: Bim distribuzione [www.bimfilm.com]

Extra: Father and daughter, Dario Moccia intervista il regista Michael Dudok de Wit, L’ispirazione del Giappone, La tartaruga e lo studio Ghibli, Disegnare, i granchi, Disegnare una scena del film, Disegnare la tartaruga, clip commentata dal regista, Trailer, Teaser trailer.

 

 

 

 

 

 


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