SONG TO SONG di Terrence Malick

Sono davvero pochi i registi che raggiungono lo status di artista. Uomini che osservano la vita e la restituiscono con personalità e visione e che hanno scelto il cinema per veicolare la loro espressione.

Si sarebbero potuti esperire al meglio anche attraverso altre arti, come la pittura, la musica o la letteratura. Ma per qualche motivo, difficile da stabilire, hanno scelto il cinema, cambiandolo, capovolgendolo, criticandolo e rendendolo necessario e unico.

Tra questi cineasti, c’è senza dubbio Terrence Malick, il quale nel corso della sua carriera e attraverso le sue pellicole, è riuscito a mettere in crisi il linguaggio al quale eravamo abituati, rendendo riconoscibile e personale il cinema. In particolare, negli ultimi anni – anche grazie alla collaborazione con il grande direttore della fotografia Emanuel Lubeski – l’impianto estetico dei suoi film ha cambiato moltissimo il modo di intendere il racconto cinematografico, influenzando perfino il mainstream.

 

Ricordate i flashback sull’infanzia di Clark Kent in Man of Steel? Confrontatele con molti momenti dedicati ai bambini di The Tree of Life e avrete la dimensione di quanto Malick sia stato influente solo negli ultimi cinque anni. Tuttavia, non sempre questa particolarissima visione è apparsa appagante per lo spettatore: è il caso di Song to Song, ultima fatica del regista texano che racconta – alla sua maniera, sia bene inteso – la vita di una coppia di artisti squattrinati che si intreccia a quella di un carismatico produttore discografico di Austin e della sua giovane amante.

Conosciutisi a una festa, BV e Faye pensano di poter vivere per sempre di musica e passione, e passano le giornate componendo canzoni e suonando dal vivo. Quando il magnate dell’industria musicale Cook si offre di cambiare in meglio le loro vite e promette loro un radioso futuro, tra i tre si instaura un legame intimo e profondo che va al di là della semplice collaborazione professionale: un triangolo amoroso che poggia su seduzioni e tradimenti e che finisce per coinvolgere anche la cameriera Rhonda, irretita dall’affascinante Cook.

È impressionante notare come quest’ultima pellicola del regista de I giorni del cielo, si focalizzi sui dettagli, o se volete sui particolari. Sono le piccole cose che interessano lo sguardo ossessivo di questo maestro. Come se il racconto fosse necessario solo se si comprende il ruolo di ciò che appare superfluo. Di Song to Song si rammentano, infatti, gli occhiali da sole di Michael Fassbender, le parrucche di Rooney Mara, le scarpe e gli stivali di Natalie Portman – particolarmente bella e sexy – e gli strumenti musicali di Ryan Goslin.

Non ci sono momenti memorabili, rivoluzionari o più semplicemente emozionanti, come spesso è successo in passato nella filmografia di questo gigante. Ma al contrario ciò che davvero restituisce la cifra e il senso di questo film è da rintracciare nell’immensamente piccolo, cinematograficamente parlando. L’infinità di parole utilizzate nella immancabile voce fuori campo, non aggiunge nulla alla immagini grandangolari e luminose di un Texas rock and roll. Così come gli sparuti momenti documentaristici nei quali musicisti affermati, come Iggy Pop o Patty Smith, si raccontano con una certa disponibilità. Il cuore di Song to Song sta in come si abbracciano questi protagonisti o, addirittura, IN come la luce del mattino illumini le pareti dei loro appartamenti. Siamo all’esasperazione di un’idea di cinema che tanto ha influenzato cineasti e spettatori. Forse il punto più estremo e radicale che ne determinerà la fine, poiché non aggiunge nulla di nuovo a ciò che abbiamo ammirato e compreso.

È arrivato il momento per Terrence Malick di tornare a fare ciò che gli è riuscito sempre con estrema facilità, ovvero cambiare il linguaggio a cui ci siamo abituati. È ora di tornare a essere l’artista che si pone aldilà della forma d’arte con cui si esprime. È ora di lasciarsi alle spalle Song to Song e di indicarci, con il suo lavoro, il cinema del futuro.

Paolo Gaudio

Song to Song

Regia: Terrence Malick

Con: Ryan Gosling, Rooney Mara, Natalie Portman, Michael Fassbender, Cate Blanchett

Uscita sala in Italia: mercoledì 10 maggio 2017

Sceneggiatura: Terrence Malick

Produzione: Buckeye Pictures, FilmNation Entertainment, Waypoint Entertainment

Distribuzione: Lucky Red

Anno: 2017

Durata: 129′

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