ORECCHIE di Alessandro Aronadio

Un uomo si sveglia una mattina con un fastidioso fischio alle orecchie.

Un biglietto sul frigo recita: “E’ morto il tuo amico Luigi. P.S. Mi sono presa la macchina”.

Il vero problema è che non si ricorda proprio chi sia questo Luigi.

Tra suore invadenti e dottori sadici, star dell’hip hop filippine e fidanzate dentiste, inizia così una tragicomica giornata alla scoperta della follia del mondo, una di quelle giornate che ti cambiano per sempre.

Per Mario Monicelli, il tratto distintivo della commedia all’italiana era la capacità di “trattare con termini comici, divertenti, ironici, umoristici degli argomenti che sono invece drammatici”.

Negli ultimi venticinque anni il cinema italiano ha prodotto, nella maggioranza dei casi, commedie monotematiche realizzate col pilota automatico, spesso volgari, poco divertenti, cinematograficamente nulle e incapaci di raccontare la contemporaneità.

La comparsa di Smetto quando voglio e Perfetti sconosciuti [per citare i titoli di cui si è parlato di più] ha rappresentato una ventata d’aria fresca e la possibilità di un’inversione di tendenza.

Orecchie, secondo lungometraggio di Alessandro Aronadio, si avvicina qualitativamente ai film citati, nonostante abbia alle spalle una storia produttiva totalmente diversa [una produzione low-budget, o love-budget, come piace chiamarla ai realizzatori].

Il film ha due punti di forza evidenti: la sceneggiatura e il cast corale. La prima è perfettamente calibrata: intelligente, divertente e arguta, ma anche pungente o “morbida” a seconda delle situazioni; parte seguendo una serie di situazioni apparentemente casuali, per concludersi con un senso di circolarità e compiutezza. Anche i personaggi sono ben caratterizzati, coerenti con il contesto, a tratti memorabili.  Perfetti come gli attori che li interpretano: emerge su tutti il protagonista Daniele Parisi, nel suo esordio al cinema.

Orecchie presenta molte caratteristiche tipiche della commedia italiana, ma anche di un certo tipo di cinema americano. L’universo rappresentato dal film potrebbe tranquillamente venire fuori dalla mente e dalla macchina da presa di Jim Jarmush o dei Fratelli Coen, per l’approccio semi-filosofico al quotidiano, per la capacità di raccontare un mondo lievemente grottesco e solo in apparenza lontano da quello in cui ci svegliamo ogni mattina, per l’attaccamento ai personaggi e alla loro costruzione.

“E’ difficile da abbracciare la semplicità”, dice un personaggio al protagonista in una delle scene iniziali, parlando de Lo Straniero di Camus.

E’ molto semplice, invece, abbracciare questo film, capace di raccontare la complessità e le assurdità di tutti i giorni in maniera tragicomica.

Da non perdere.

Egidio Matinata

ORECCHIE

Regia: Alessandro Aronadio

Con: Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Pamela Villoresi, Ivan Franek, Rocco Papaleo, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic, Andrea Purgatori, Massimo Wertmuller, Francesca Antonelli, Niccolò Senni, Sonia Gessner, Paolo Giovannucci, Re Salvador, Silvana Bosi, Masaria Colucci

Uscita in sala in Italia: giovedì 18 maggio 2017

Sceneggiatura: Alessandro Aronadio, Valerio Cilio

Produzione: Costanza Coldagelli per Matrioska, Biennale College Cinema

Distribuzione: 102 distribution

Anno: 2016

Durata: 90’

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