URGE di Alessandro Bergonzoni

urge1Esce il 3 marzo in 30 sale italiane Urge – il film, ripresa dello spettacolo teatrale di Alessandro Bergonzoni, del 2010, per la regia di Riccardo Rodolfi, co-regista anche della versione teatrale.

Rodolfi definisce questo passaggio dal teatro al cinema una “necessità artistica”; nelle note di regia si legge che “Urge mutava sotto le inquadrature della camera, si trasformava nell’uso dei primi piani stretti, nelle sfumature attoriali viste da punti di vista impossibili a teatro”.

E se questo è vero, vero è anche che non è la cosa più importante. Dal punto di vista tecnico il film è una ripresa teatrale, invasiva, privilegiata rispetto allo spettatore, molto presente, che effettivamente coglie e amplifica degli aspetti fisici del Bergonzoni performer, “particolari che a teatro perdi e non hai”, come dice lui stesso.

Ma la cosa importante, per chi scrive, è che dal cambio di linguaggio la parola e il discorso escono indenni, non perdono forza, vitalità e tengono salda l’attenzione. Il pubblico durante la proiezione stampa è presente e vivo, ride fragorosamente e reagisce alle mareggiate di parole.

urge2Cosa difficile e quanto mai rara quando si prova a portare il teatro in video.

Ma di cosa tratta lo spettacolo? Cos’è questa urgenza tale da dipanarsi a teatro in oltre 200 repliche e sul grande schermo?

Bergonzoni è un esploratore, il suo lavoro sul linguaggio e sulla parola lo porta a scavare nei sensi e nonsensi, slittare i contesti, deviare i luoghi comuni.

Il suo campo di lavoro è la scrittura e la performance [giustamente non si definisce un attore, perché “potrei entrare in un personaggio solo da morto”]; il discorso è tutto, nello spettacolo, accompagnato da una mimica e fisicità essenziale e da una scena scarna di pochi elementi geometrici.

Urge non accontentarsi, fare “voto di vastità”, ma subito dopo cercare di capire che cos’è questa vastità. “Si dice sempre non è un granché, non è un granché, ma il granché, sappiamo cos’è? Forse la vastità.”.

Bergonzoni rifiuta l’idea di una grammatica del pensiero prestabilita, cerca nuove soluzioni “per uscire da abitudini mentali indotte dalla selva di discorsi in cui tutti ci troviamo immersi”.

E queste nuove soluzioni sono la vastità che ci circonda e che non vediamo, recintati dall’obbedienza al nostro stesso modo di parlare e definire il mondo.

Il discorso è talmente eversivo e forte da aderire bene al grande schermo.

urge3Certo, Urge – il film non è cinema. Durante la conferenza stampa Bergonzoni parla del cinema con amore, verso tutto ciò che è bellezza e terrore per tutto ciò che è didascalia [una mano che stringe un lenzuolo come simbolo dell’amplesso, persone che entrano, escono, si salutano, parlano]. Nello spettacolo c’è anche il racconto di un film, di animali parlanti che attraversano un lago su un motoscafo, atmosfere nonsense e surreali. Parla di un film tenuto nel cassetto per dieci anni da una produzione cinematografica e poi restituito per “non sufficiente notorietà”. E si sente la voglia di cimentarsi come attore cinematografico, dopo le prove con Benigni e Palladino. L’idea è ancora lì, da aggiornare, ma disponibile.

Urge – il film non è nemmeno teatro, perché manca la materia vivente, nonostante sia ben evocata. E infatti quando Bergonzoni irrompe con la sua verbosità inarrestabile in conferenza stampa si avverte la presenza umana che il film non può restituire.

Non certo è televisione, a cui lui e Rodolfi non hanno pensato, perché troppo distraente e dispersiva. Il cinema conserva il buio, il silenzio, la compresenza degli spettatori. “La TV è un virus letale, quello dell’auto-consacrazione, un eccesso totale di poteri, troppo per forza e comunque. La TV è un siero e non ho detto droga, ho paura di essere famoso perché sono stato visto in TV”. E infatti si ritiene una di quelle realtà culturali che sopravvivono e lavorano senza il filtro della televisione, per il quale è passato in altri tempi e che oggi tiene distante.

urge4Urge – il film è un ibrido ben riuscito, a metà strada tra la documentazione teatrale [che i due autori portano avanti fin dai primi spettacoli] e una diffusione collaterale [per chi non può andare di sera a teatro e spendere 25€, la pomeridiana al cinema a 8€ è più accessibile, dicono].

Urge vedere Bergonzoni, leggerne i libri, vederlo a teatro e anche al cinema. Urge fidarsi di questo artista straripante, predisporsi al micidiale, votarsi alla sua vastità. Urge – il film.

Ivan Talarico

URGE – Il film

3.5 Teschi

Regia: Riccardo Ridolfi

Con: Alessandro Bergonzoni

Uscita in sala in Italia: giovedì 3 marzo 2016

Sceneggiatura: Alessandro Bergonzoni

Produzione: Allibito srl

Distribuzione: Exit Media

Anno: 2016

Durata: 105’