BELLA E PERDUTA di Pietro Marcello

bella e perdutaNell’immaginario collettivo la maschera di Pulcinella figura come un personaggio comico, farsesco, esuberante; aspetti, forse, più legati alla tradizione delle marionette piuttosto che a quella del teatro classico napoletano; si pensi al Pulcinella di Silvio Fiorillo o di Antonio Petito.

Il Pulcinella che emerge dal film Bella e perduta di Pietro Marcello sembra rifarsi proprio a quest’ultima, riproponendo gli abiti da servo, bianco sbiadito quasi seppia, una gobba pronunciata, il fare goffo e la tipica maschera nera dal naso aquilino.

L’autore del film immagina una sorta di quartier generale dei Pulcinella situata alle pendici del Vesuvio, in cui questi attendono la chiamata per svolgere il proprio compito, in quanto interlocutori che fanno da tramite fra vivi e morti.

Pulcinella fa visita alla regia di Carditiello, in provincia di Caserta, una volta sontuosa residenza Borbonica, oggi rudere abbandonato, vittima di sciacallaggio da parte della malavita. Tommaso Cestrone, anziano e umile pastore, ha deciso di dedicare il suo lavoro, le sue risorse e il suo tempo, per prendersi cura di ciò che rimane del palazzo reale, almeno fino a quando non è venuto a mancare.

Nell’antica residenza è rimasto solo il piccolo bufalo Sarchiapone, ormai abbandonato a se stesso; sarà Pulcinella a prendersene cura, portandolo con sé in viaggio verso il Nord.

Bella-e-perduta-2Bella e perduta è la terra che una volta i latini chiamavano Campania Felix, ma che oggi, depredata e saccheggiata, sembra destinata a soccombere sotto le macerie di uno stato del tutto assente e di una classe dirigente tacitamente connivente con il malaffare, vera e propria metafora di un Italia altrettanto maltrattata e abbandonata.

In parte una favola amara e malinconica, in parte un vero e proprio documentario, in quanto il personaggio di Tommaso Cestrone è realmente esistito ed è venuto a mancare durante lo sviluppo del progetto cinematografico: una storia reale, quindi, sublimata nei toni del racconto fantastico.

Una storia che procede a passo lento, concedendo allo spettatore il giusto tempo per riflettere sulla cattiva sorte che ha investito quei luoghi; un racconto comunque libero da qualsiasi forma di banale campanilismo e che riesce a fare emergere un profondo senso di umanità.

Al giorno d’oggi scegliere di girare in 16 mm, ancor prima di essere una scelta tecnica, è una scelta politica. In Bella e perduta, Pietro Marcello [regista e collaboratore alla fotografia] e Salvatore Landi [direttore della fotografia] hanno saputo fruttare a pieno le possibilità estetiche del 16 mm: la profondità di campo, i colori saturi, e la pasta tipica di questo formato infondono in tutta la pellicola un atmosfera magica e malinconica, fuori dal tempo così come lo è la natura nei paesaggi che il film attraversa lungo il cammino dei due protagonisti.

01-bella-e-perdutaUno sguardo, allo stesso tempo, poetico e documentaristico, accompagnato dal suono della presa diretta particolarmente curata, capace di registrare tanto il suono della natura quanto la profonda espressività della voce umana. La voce calda e dal tono ingenuo di Elio Germano [interprete della voce del bufalo Sarchiapone] fa da contrappunto in dissonanza con la voce sgraziata [ma molto spontanea] di Pulcinella, che si esprime solo in napoletano, portatore di una cultura esclusivamente orale e di una saggezza tutta popolare.

Una favola amara che, a differenza della semplice cronaca di tv e telegiornali, trova la calma e la pacatezza per riflettere sull’Italia dei nostri tempi e sulla condizione dell’essere umano.

Piero Oronzo

BELLA E PERDUTA

4 Teschi

Regia: Pietro Marcello

Con: Tommaso Cestrone, Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Elio Germano [Voce]

Uscita in sala in Italia: giovedì 19 novembre 2015

Sceneggiatura: Maurizzio Braucci, Pietro Marcello

Produzione: Avventurosa

Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Anno: 2015

Durata: 87’