MALALA di Davis Guggenheim

malala1Negli ultimi anni si fatica a sentire storie legate a personaggi che hanno impiegato la propria vita, sacrificandola in favore di un ideale che non sia quello della propria soddisfazione personale o il raggiungimento di un successo conclamato in maniera planetaria.

Personaggi come quello di Malala spiazzano soprattutto per la propria semplicità per aver raccolto il testimone di un messaggio molto importante, essersene fatto carico e averlo portato fino a compimento della missione anche a costo della stessa vita. In fondo Malala è una ragazzina e se ci si guarda intorno si trovano ben altri esempi di come operino e vivano alcune sue coetanee, soprattutto in occidente.

Malala è nata a Mingora, in Pakistan e fin da subito si è sempre battuta per i diritti delle donne nella sua società ancora chiusa, per molti aspetti, rispetto a quella occidentale. L’obbligo del velo, la scarsa considerazione di cui godono rispetto al sesso maschile, sono stati argomenti fonte di grande disaccordo all’interno del suo paese, non solo nell’opinione pubblica, ma anche in quella frangia violenta che interpreta a proprio uso e consumo i dettami dell’Islam, l’I.S.I.S.

Da sempre nell’essere umano albergano due spinte emotive: una cerca di cambiare un certo status, l’altra mantiene immutato tutto ciò che si ha conquistato semplicemente perché questo costituisce una solida certezza.

malala2Malala, in fondo, non ha mai chiesto di vincere il premio Nobel per la pace, mettersi in mostra, pubblicare dei libri ma ha sempre desiderato fare cose normalissime, come avere un’istruzione non indottrinata da fondamentalismi, affermarsi come donna, accrescere le proprie qualità e magari farsi una famiglia. Queste piccole cose che nel suo paese le sono state negate, l’hanno spinta a reagire e, come afferma “…a trasformare paura, debolezza e pessimismo in forza, potenza e coraggio”.

Non si sentono tutti i giorni queste parole e fa specie soprattutto sentirle dalla bocca di una ragazza appena sbocciata, che è divenuta quasi subito un fenomeno mondiale per aver denunciato sul suo blog le condizioni barbare in cui vengono trattate le donne che vivono in Pakistan.

malala3Davis Guggenheim introduce lo spettatore nel mondo di Malala e chi poco ha seguito la sua vicenda, ovviamente s’interessa soprattutto del lato umano della storia di questa ragazza, costretta a diventare adulta prima del tempo che spiazza con la sua semplicità di ragionamenti, che fa riflettere sui traguardi raggiunti dalla nostra società che troppo spesso diamo per scontati quando invece ci sono ancora delle popolazioni che stanno lottando in nome della parità e non solo, ma soprattutto del diritto allo studio.

malala4Sullo sfondo della vicenda di Malala si muovono personaggi importanti come il padre della ragazza che, affetto da balbuzie, ha combattuto questo suo handicap facendo suo questo difetto non nascondendolo al mondo, ma affrontandolo e vincendo la sua personalissima battaglia. La grandezza di questa figura non sta solo nell’aver sconfitto i propri demoni, ma anche di aver assecondato il destino di Malala dandole tutto il suo appoggio e il suo amore.

Guggenheim alterna immagini di repertorio a scene di vita quotidiana e si avvale anche di inserti di animazione, molto semplice e asciutto dal punto di vista grafico, quasi a sottolineare che la forza di quelle parole ha un impatto talmente grande che non servono immagini visivamente clamorose per sostenerle.

Paolo Corridore

MALALA

3.5 Teschi

Regia: Davis Guggenehim

Uscita in sala in Italia: giovedì 5 novembre 2015

Sceneggiatura: Davis Guggenehim

Produzione: Imagenation Abu Dhabi FZ, Parkes+Mc Donald Image Nation, Participant Media

Distribuzione: 20th Century Fox

Anno: 2015

Durata: 87′