MEMORIE DAL FUTURO: 60 ANNI DI FANTASCIENZA RAI

Wonderland 3Tra gli appuntamenti immancabili del Fantafestival 2015 c’è lo spazio dedicato al format TV Wonderland, da sempre una piccola perla di Rai4. Inevitabile dunque, anche nella nuova edizione 2015, la presenza degli autori Carlo Modesti Pauer e Leopoldo Santovincenzo. Quest’anno, con loro, Massimo Lodolo, voce  del programma, che festeggia 34 anni di carriera,.

In Memorie dal futuro – 60 anni di fantascienza Rai [regia di Giuseppe Bucchi], attraverso un’operazione di montaggio mirata a riassumere l’argomento, si descrive la storia della fantascienza in Rai, prendendo in esame gli sceneggiati e i programmi televisivi inerenti proprio alla fantascienza, compresi i documentari e i cartoni animati. Colpisce infatti che, già dai primi anni ’60, la Rai trasmettesse programmi dedicati al futuro e alla tecnologia, così come a discussioni sulla presenza degli extraterrestri e non solo.

Non mancano poi gli sketch dei grandi comici italiani, come Walter Chiari, Paolo Panelli, Aldo Fabrizi o Totò. Oggetto di indagine è anche il popolare settimanale italiano La domenica del Corriere, fondato nel 1899, supplemento del Corriere della Sera, con le sue note tavole a colori [che andarono avanti fino alla chiusura nel 1989].Gamma 1Non vogliamo svelarvi troppo, poiché le varie puntate del magazine andranno in onda interamente su Rai4, ma quel che è importante sapere è che quel che gli autori sono riusciti a fare è stato quello di concentrare la lunga storia della fantascienza targata Rai in puntate davvero esclusive e nostalgiche, che ha impegnato la squadra di Rai4 in un lavoro certosino. E non può che crescere una certa meraviglia, poi, nello spettatore, nel constatare l’originalità e la modernità di molti sceneggiati TV: pensiamo a Gamma, 1975, di Salvatore Nocita, basato sulle conseguenze di un trapianto di cervello operato su Jean [Giulio Brogi] – in condizioni critiche dopo un incidente automobilistico – utilizzando quello del cognato, Daniel [Guido Tasso], condannato alla pena capitale per aver ucciso un poliziotto. Una volta riabilitato, Jean apparirà diverso da quel che è sempre stato, e assumerà una doppia identità: l’anima di Daniel, infatti, è ancora viva, e  porterà Jean a fare delle scelte non sempre volontarie.

locandinaIn A come Andromeda, per la regia di Vittorio Cottafavi, la protagonista è Andromeda [inizialmente interpretata da Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, poi sostituita da Nicoletta Rizzi], creatura umana originatasi da una sequenza di segnali captati dal radiotelescopio, sito in un complesso astronomico inglese, al quale stanno lavorando alcuni scienziati. Una volta assunta la forma di un corpo umano, Andromeda mostrerà un’intelligenza superiore, ma è priva di ogni emozione.

La creatura è un fiore all’occhiello per la squadra di scienziati, ma è anche una minaccia per l’umanità. Essi stessi, infatti, saranno pedinati e minacciati dai servizi segreti.  Quali misteri si celano dietro la creatura aliena? Controcorrente rispetto al resto delle produzioni Rai, così rassicuranti e allegri, gli sceneggiati rappresentavano dunque un’opportunità per gli appassionati di fantascienza, o anche solo per chi cercava nella tv un prodotto più elaborato e, perché no, inquietante.

Wonderland 1Anche i cartoni animati puntavano in alto, pensiamo a Papalla, 1966, realizzato in stop motion e ambientato in un pianeta abitato dai papallesi, abitanti a forma di palla molto evoluti. L’avvento della televisione aveva creato molta curiosità negli spettatori, molti dei quali speranzosi di poter entrare a farne parte, come Eugenio Siracusa, un signore siciliano dai modi semplici, che venne più volte intervistato per via dei suoi rapporti con gli alieni: nei suoi racconti, frutto di grande immaginazione, l’uomo raccontava che gli alieni, ad esempio, non apprezzano gli spaghetti ma le ciambelle. O pensiamo, ancora, al tranviere Bruno Cornacchiola, che in TV raccontava di aver visto più volte la Madonna, o a Mario Pastore, che aveva avvistato “due padelle”, alias due astronavi aliene, in cielo. Non mancano gli interventi di personalità del teatro o del cinema, che dicono la loro proprio sugli avvistamenti alieni, come Carmelo Bene, quasi irritato dall’argomento, o di Nanni Loy.

Anche le pubblicità del Carosello ironizzavano sul futuro e sull’esistenza di razze aliene, tra tutti, citiamo I futuribili di Mario Bava, nel quale il regista immaginava il mondo del futuro, all’insegna della tecnologia più avanzata. Non mancava poi lo spazio, all’interno del palinsesto televisivo Rai, dedicato alla parapsicologia, con Viaggio nel mondo del paranormale Indagine sulla parapsicologia, una serie in 8 puntate condotta da Piero Angela, dedicato al paranormale e all’energia extrasensoriale, nelle quali molte persone, considerate “speciali”, venivano intervistate e indagate nelle loro potenzialità.

Wonderland 2Immancabili, poi, i riferimenti al cinema di fantascienza, da Bava a Margheriti a Blasetti, e materiali di repertorio sulla missione spaziale dell’Apollo 11 – che la Rai trasmise in una lunga diretta, condotta dal giornalista Tito Stagno, il 21 luglio 1969, con relative interviste agli astronauti, compresa quella al primo uomo approdato sulla luna: Neil Armstrong. E come non emozionarsi di fronte alla conferenza stampa del 15 ottobre 1969, tenuta negli studi Rai di via Teulada, alla presenza di Armstrong e degli altri due astronauti: Michael Collins, Buzz Aldrin.

Insomma, tanto di cappello alla squadra che c’è dietro Wonderland, capace di emozionare lo spettatore e di incantarlo.

Gilda Signoretti

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