TEATER CITY di Giulio De Santi

TEATERCITY0Circa 40 anni fa, nasceva a New York una casa produttrice che avrebbe cambiato la vita di molti cinedipendenti per sempre; l’idea era produrre film esageratamente splatter e sessualmente espliciti, con budget ridotto, allo scopo di massimizzare i profitti. Parliamo ovviamente della Troma, che vanta oggi al suo attivo quasi un migliaio di creazioni. Nel tempo nuovi gruppi ne seguirono la scia, fra i quali la Asylum, considerata da molti un erede di maggiore livello della stessa Troma.

Questa prefazione era d’obbligo, in quanto il film che ci apprestiamo a recensire, verrà giudicato in base a criteri attinenti alla qualità media dei prodotti sfornati dalla casa produttrice creata da Lloyd Kaufman nel “lontano” ’74, dalla quale più che ispirata, l’italiana Necrostorm sembrerebbe stata posseduta.

Il film che prendiamo in esame è Taeter City, un titolo che non deluderà di certo gli assetati di splatter, esageratamente finto e dalla trama carente!

In una cittadina del prossimo futuro [Taeter City], i sistemi di controllo della criminalità hanno raggiunto nuovi traguardi nel controllo delle risorse: attraverso speciali onde generate da un apparecchio dall’aspetto simile ad un fornetto da campo calpestato da un orso kodiak, gli individui con impulsi criminali vengono costretti a rivolgere l’intrinseco desiderio omicida contro la propria persona.

TEATERCITY2Una volta che lo stato entra in possesso dei loro corpi, questi ultimi vengono macellati e distribuiti sotto forma di cibo alla popolazione.

Il tutto è largamente pubblicizzato attraverso cartelloni ed insegne luminose animate che farebbero passare la fame persino ad un bulimico appena tradito dalla moglie con il proprio fratello gemello.

Le suddette onde, presentate come “Sistema Reed”, comporteranno però la mutazione di un cattivone, sadico e violento come pochi, il quale oltre a risultare immune al flusso suicida, riceverà la capacità di trasformare gli innocenti in mostrazzi folli e sanguinari.

TEATERCITY3Entra qui in gioco la protagonista femminile, una super poliziotta armata di speciali guanti [e di uno speciale push up, sì da farle arrivare il seno sopra le orecchie, allo scopo di sembrare assai più procace di quanto in realtà sia, ed allo stesso tempo darle un colore paonazzo in viso da chiaro soffocamento], grazie ai quali può tagliare i criminali letteralmente a fettine; lei ed altri suoi colleghi si metteranno sulle tracce del villain di turno.

Trama a parte, il film risulta essere uno splatter container: i dialoghi, proposti in inglese doppiati alla buona [tempi di latenza estremi e cattiva pronuncia regnano sovrani… una scena nella quale la parola “cancer” viene ripetuta 20 volte in 2 minuti, confuta ogni dubbio].

Simpatica l’idea che dei criminali, come il maiale, non si butti via niente, utilizzando persino le ossa [del resto il saluto dei poliziotti è “leggermente” ispirato a quello nazi/fascista..]. I proiettili seguono traiettorie sulle quali persino un fan di Wanted – Scegli il tuo destino avrebbe da ridire. La protagonista mette e toglie il casco con tale frequenza da risultare fastidiosa, e quando lotta per la propria vita con un mutante, sembra stiano apertamente amoreggiando!

TEATERCITY1Il lato splatter lascerà grandemente soddisfatti i cultori Troma: le autorità indossano maschere che vedremo spesso sfondarsi per rilasciare il loro contenuto ridotto in poltiglia. Chi è colpito al piede, è condannato a perdere ettolitri di sangue dalla bocca, sino a morirne dissanguato.  I macchinari di ricerca sembra abbiano come unico fine quello di imbrattare i muri di sangue, e le punizioni corporee della polizia hanno l’aria di essere state implementate per un doveroso contributo alla mutilazione umana [una fase preparatoria al mattatoio?].  Per farla breve, il film è riassunto in una suggestiva frase contenuta in quest’ultimo: “Non ha un BEEP di senso!“. Guardatelo, gustatelo, dovete averlo nella vostra collezione, ai fan del Genere potrà… interessare!

Giuseppe Samuele Costantino

TEATER CITY

Voto film: 

2.5 Teschi

Voto DVD: 

3disc copy

Regia: Giulio De Santi

Con: Giulio De Santi, Monica Munoz, Riccardo Valentini

Formato:  16:9 Aspect Ratio

Audio: Inglese Dolby Digital

Distribuzione: Necrostorm [www.necrostorm.com]

Anno: 2012

Durata: 83’

Extra:  Premiere Dhondolone Episodes; The Jukebox; Gastric Combat; Relax; Cooking Teater


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