UN BOSS IN SALOTTO di Luca Miniero

unbossinsalotto1Sembra che il regista Luca Miniero non abbia ancora finito di parlare di dualismo tra nord e sud, dopo averlo fatto col dittico interpretato da Claudio Bisioe Alessandro Siani, in Benvenuti al sud/Benvenuti al nord; solo che stavolta decide di affrontare il tema attraverso una pellicola leggera che strizza l’occhio alla mafia.

Un boss in salotto racconta infatti della vita di una famiglia dell’Italia settentrionale, i Coso; mamma Cristina [Paola Cortellesi], papà Michele [Luca Argentero] e i figli Vittorio [Saul Nanni] e Fortuna [Lavinia De’ Cocci].

Lui è un uomo in carriera, che cerca di accattivarsi le simpatie del suo capo Manetti [Ale] in modo di ricevere la tanto ambita promozione, e Cristina farà di tutto purché questo accada.

Ma l’arrivo improvviso del fratello di quest’ultima, il napoletano Ciro [Rocco Papaleo], mette le cose in totale subbuglio; infatti questi è un noto malavitoso in attesa di processo, indi per cui ha chiesto di passare i domiciliari a casa della sorella, la quale ha rinnegato fortemente le sue radici partenopee.

unbossinsalotto3Tra un equivoco e l’altro, i Coso ben presto verranno travolti dalla forte personalità di Ciro, presenza che porterà loro grandi momenti di cambiamento.

Ridere della mafia è una cosa alquanto difficile di questi tempi, anche se, visti i recenti exploit de La mafia uccide solo d’estate [ma proprio di commedia, in questo caso, non si tratta…], questo tipo di operazioni sembrano aver preso la mano a qualche regista nostrano.

Miniero semplicemente usa tale elemento come luogo comune, giustamente mal visto, del sud Italia e lo applica su di uno sfondo sociale che si confronta con le realtà del settentrione, che fa rima con ipocrisia.

L’impronta è da favoletta moderna, come lo erano i due Benvenuti al… , e l’idea di voler prendere seriamente un’operazione del genere è ben lontana, tanto che tra una battuta e l’altra si perde molto facilmente la caratterizzazione di personaggi.

unbossinsalotto4E ciò è un male, perché  Un boss in salotto avrebbe trovato motivo di esistere proprio in quel coinvolgimento che vedeva a confronto Ciro col mondo dei Coso, ed invece perde la voglia di graffiare e Miniero la butta in burletta, con qualche battuta che funziona e tante altre che divertono meno.

Salvo la simpatia di un Papaleo usato meno del dovuto, il film non ha molti motivi di esistere e lo svolgimento si perde in una sbrigativa moraletta finale, che chiude alla svelta la visione, in modo anche tronco.

Si poteva fare di meglio; anzi, si doveva fare di meglio!!

Mirko Lomuscio

UN BOSS IN SALOTTO

2 Teschi

Regia: Luca Miniero

Con: Rocco Papaleo, Paola Cortellesi, Luca Argentero, Angela Finocchiaro, Ale, Marco Marzocca, Franz

Uscita in sala in Italia: mercoledì 1 gennaio 2014

Sceneggiatura: Luca Miniero

Produzione: Cattleya

Distribuzione: Warner Bros.

Anno: 2013

Durata: 102’