MEA MAXIMA CULPA: SILENZIO NELLA CASA DI DIO di Alex Gibney

memaximaculpa1Arriva nelle sale italiane per una manciata di giorni il documentario, di Alex Gibney, Mea maxima culpa: Silenzio nella casa di Dio, un’inchiesta che mira a far luce all’interno di uno fra i più segreti sotterranei del micro-cosmo Vaticano; una profondità abitata dai più laidi fra i demoni, che si vestono di abiti talari, per avvicinarsi impunemente ai più teneri fra gli agnelli del gregge. Peccato che non ci sia tanta differenza tra quei demoni che arrivano ad approfittarsi dei più freschi fedeli, che ne abusano fisicamente e mentalmente, e quegli altri demoni, che ricoprono per potenza cariche più alte nei gironi di quest’inferno in terra, che omertosamente vogliono che tutto rimanga invisibile, che sia messo a tacere.

Questi demoni, i primi, prendono via via la forma di preti, parrochi, confessori, coloro che ormai, dopo lo sdoganamento dovuto all’esplosione del caso “Chiesa e pedofilia” in America, sono per lo meno inquadrabili sotto l’impietoso velo del possibilismo. Gli altri demoni, i secondi, arrampicati ai piani alti, sono vescovi, cardinali e, come Alex Gibney non si fa scrupolo di sottolineare, anche papi [che male non ce ne voglia il caro “Emerito”], impegnati nella catena di montaggio più indecente del mondo, fatta di lavaggi del cervello, occultamenti, spostamenti e silenzio.

Un silenzio irreale che riesce a coprire le urla di rabbia e dolore delle vittime, un silenzio imposto da una “religione organizzata” che non si fa scrupolo di abbandonare la sua veste spirituale per mostrarsi come uno dei più spietati gruppi di “criminalità organizzata”, disposta a tutto pur di salvare la faccia, il potere, i soldi.

memaximaculpa2Mea maxima culpa: Silenzio nella casa di Dio si srotola attorno alla triste storia di quattro sopravvissuti agli abusi di uno di questi preti pedofili, Terry Kohut, Gary Smith, Arthur Budzinksi e Bob Bolger; quattro non udenti ormai adulti legati dalla stessa cupa giovinezza.

Tutti e quattro furono ospiti, in età scolare, dell’istituto S. John’s for Deaf, ed ebbero la sfortuna di rientrare nei canoni che regolavano gli squilibrati gusti sessuali dell’orco che in quell’edificio regnava: padre Lowrence Murphy, abusatore di un numero infinito di minori, che nascondeva i suoi gesti dietro una cortina di sensi di colpa, negazioni, bugie e frasi inconcludenti [“Per loro è come un rito di passaggio.”; “Pensavo di prendermi, così, i loro peccati”].

memaximaculpa3Attraverso le dichiarazioni dei quattro protagonisti, l’orrida storia di padre Murphy prende vita sullo schermo attraverso un ensemble di classiche interviste, foto e documenti e brevi e misurati inserti fiction, e si interseca a quella di altri mostri: alcuni potenti e arroccati su torri fatte di denaro e compiacenza, come Marcial Maciel Degollado, fondatore dei “Legionari di Cristo” e grande untore delle casse Vaticane allora gestite da Wojtyla; altri esageratamente grotteschi, quasi irreali, come Tony Walsh, un prete pedofilo irlandese, grande imitatore di Elvis Presley, che iniziò ad abusare di minori soltanto due giorni dopo la sua nomina ecclesiastica, grottesco quasi quanto l’idea, avuta da qualche ecclesiastico illuminato, di risolvere il problema dei preti-pedofili esiliandoli tutti su di un’isola deserta..!

memaximaculpa4Sempre passando attraverso il vissuto dei quattro non udenti, e della causa contro il Vaticano che Terry intentò qualche anno fa, Gibney illumina proprio questo silenzio omertoso, e nel farlo elenca personaggi austeri [ancora ci perdoni l’“Emerito”] che hanno rifiutato di rilasciare dichiarazioni a riguardo, o a loro discolpa. Un silenzio che continua ancora oggi, nonostante dal 2002 Ratzinger, allora cardinale e da venticinque anni alla direzione della Congregazione per la Dottrina della Fede [l’Inquisizione!], avesse ordinato che tutti i casi di preti-pedofili del mondo dovessero passare dalla sua scrivania, per poter essere meglio monitorati.

memaximaculpa6Aggiungono interessanti spunti al documentario le dichiarazioni di Richard Sipe, ex monaco benedettino e psicoterapeuta che da anni studia il rapporto tra sesso e celibato, o di Marco Politi, corrispondente vaticano de Il Fatto Quotidiano.

Queste le date di proiezione del documentario. Non continuate a far finta di nulla.

–          Firenze – Cinema Principe – 18 marzo ore 20:30 [sarà presente il regista]

–          Roma – Cinema Barberini – 19 marzo ore 20:30 [sarà presente il regista]

–          Milano – Cinema Apollo – 20 marzo ore 20:00 [sarà presente il regista]

–          Bologna – Cinema Lumiere – 20 marzo ore 20:00 e 22:15

–          Torino – Cinema Massimo – 20 marzo ore 20:30 e 22:30

–          Parma – Cinema Edison – 20 marzo ore 21:15

–          Pordenone – CinemaZero – 20 marzo ore 20:45

–          Merano – Centro per la cultura – 20 marzo ore 20:45

–          Udine – Cinema Visionario – 20 marzo ore 20:45

–          Padova – Porto Astra – 20 marzo ore 17:45, 20:10 e 22:20

–          Salerno – Cinema delle Arti – 20 marzo ore 18:00, 20:00 e 22:00

–          Bari – Multisala Showville – ore 21:15

–          Verona – Spazio Arsenale – 22 marzo ore 20:30

–          Napoli – Cinema Astra – 22 marzo ore 21:00

Luca Ruocco

MEA MAXIMA CULPA: SILENZIO NELLA CASA DI DIO

3.5 Teschi

Regia: Alex Gibney

Uscita in sala in Italia: mercoledì 20 marzo 2013

Produzione: HBO Documentary Films, Jigsaw, Wilder Film Projects, Below the Radar Films

Distribuzione: Feltrinelli Real Cinema

Anno: 2012

Durata: 106’


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