I CINQUE SENSI DELLA MORTE: IL GUSTO di Andrea Traina

5sensi_gustoAlla trentaduesima edizione del Fantafestival ha avuto luogo la proiezione de I cinque sensi della morte: Il gusto, il primo capitolo di una miniserie di produzione italo/spagnola destinata al pubblico televisivo, diretta da Andrea Traina e sceneggiata dal regista insieme a Giovanni Gafà.

La serie vuole approfondire in chiave thriller ognuno dei cinque sensi del corpo umano.

Nel capitolo dedicato al gusto seguiamo le gesta di Angelo [Alex Brendemuhl] brillante chirurgo dal polso fermo e dalla mente lucida, con uno stupefacente controllo su se stesso e le proprie emozioni, quasi da poterlo accostare ad un autentico cyborg.

Tanta perfezione ed etichetta, però, risultano solo una facciata, un elegante biglietto da visita nei confronti del mondo che è fuori dal suo appartamento, fuori da quello che è il suo universo privato, un universo fatto di sangue!

Il destino lo porterà ad essere vertice di un involontario triangolo amoroso: una donna ritorna dal passato per rovinare gli equilibri di coppia che tra il chirurgo e la compagna con cui vorrebbe costruire il proprio futuro.

Una nota di colore molto importante: siamo a Natale! Periodo dell’anno pieno di buonismo, dove si prova a riscoprire i sani principi morali, dimenticati durante tutto l’anno, e che si presta benissimo a far da sfondo alle migliori sceneggiature thriller.

Il lavoro di Traina è interessante, nonostante sia destinato al piccolo schermo, perché seduce lo spettatore dall’inizio alla fine, tanto che sembra quasi volerlo portare a parteggiare per l’assassino.

Il montaggio incrociato, ricco di ellissi temporali, è ben orchestrato, anche se in più punti risulta un po’ eccessivo, ma forse questo era l’intento del regista: non prendersi troppo sul serio costruendo il proprio prodotto seriamente.

Si coglie una decisa linea sadica nella narrazione di questo episodio, ma il vero sadismo non è quello dell’assassino per la sua vittima, ma quello dello spettatore voyeur che gode nel vedere come il brillante chirurgo se la caverà, tentando di risolvere gli imprevisti più improbabili.

Dei cinque episodi preventivati, solo due hanno visto la luce, per problemi di produzione, scritti tutti per essere ambientati nel medesimo palazzo, ma in epoche differenti.

Paolo Corridore


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