Nel 1994 tre studenti filmakers scompaiono nei boschi del Maryland, durante le riprese di un documentario. Quattro anni dopo quattro ragazzi italiani si avventurano per motivi affini sulle Alpi Austriache. Come annunciano i titoli in testa al film, e come tradizione del found footage vuole,i loro corpi non saranno mai ritrovati, ma il materiale da loro girato sarà rinvenuto e analizzato dalle autorità.
Che con The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair [1999], gli esordienti Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez avessero aperto una strada che avrebbe condizionato buona parte del cinema indipendente a venire, è ormai la più assodata verità.
Il found footage nell’arco di poco più di dieci anni diventa un Genere a sé stante, usato dagli autori per unire trasversalmente varie branche del cinema fantastico: la più positiva qualità riconosciutagli dai giovani filmakers è, ovviamente, quella di permettere di creare storie pregne di senso di realtà, nonostante i budget veramente esigui, proprio grazie all’uso diegetico di videocamera e video-operatori.
Napoletans è la prima prova registica di Luigi Russo, che, se esordiente al cinema, non è sconosciuto invece in campo teatrale e televisivo. Firmano la sceneggiatura Sergio Martino, noto regista che ha spaziato bene dal genere thriller, alla commedia, sexy al poliziottesco [Lo strano vizio della signora Wardh, 1970] e Luca Baglione. I due danno un taglio decisamente classico al film, riportando in auge i caratteri tipici della commedia anni ’60-’70, in particolare pigiando il tasto sul lato sexy, che tanto successo regalò, in passato, alla nostra commedia. Il ricorso alla commedia sexy è, quindi, ben riconoscibile, e le scene in questione non superano un certo limite, rimanendo nel blando erotismo, la cui massima ambizione si esplica proprio nella classica scena della doccia, che vede Nina Senicar protagonista, insaponata nei punti giusti, proprio per non mostrare esplicitamente le nudità. Un altro richiamo alla vecchia commedia è rappresentato dal personaggio dalla professoressa sexy, la professoressa Tani [Francesca Ceci], autrice di un video hard circolato nella scuola dove insegna, e che il preside [Andrea Roncato] pare apprezzare molto.
Nuovo cambio di titolo per L’ombra dell’orco, già La stanza dell’orco e oggi Paura [2012], l’horror dei Manetti Bros. che Medusa Film distribuirà in sala, in 3D, dal prossimo 15 giugno.
Di seguito la sinossi ufficiale:
Ci sono occasioni nella vita che sarebbe meglio non cogliere. Marco, Simone e Ale sono amici da un sacco di tempo, vivono tutti in un quartiere nella periferia di Roma dove non succede mai niente.
Dopo il successo ottenuto al cinema [c’era da aspettarselo], e aver trovato la condivisione da parte di bambini e adulti, arriva finalmente in DVD e Blu-Ray, distribuito da Universal Pictures, Il gatto con gli stivali.
Diretto da Chris Miller, e scritto da Tom Wheeler e David H. Steinberg, Il gatto con gli stivali è uno dei pochi esempi felici, attualmente, di come si possa realizzare un cartone animato innovativo [per stile, storia e tecnica,] senza scadere per forza nei vari stereotipi tanto in voga, che abusano di violenza, eccessiva frenesia e linguaggio spesso scurrile.
Gatto [a cui presta voce, anche nella versione italiana, Antonio Banderas, dandogli un tono molto caldo, con tanto di accento messicano] è un felino che, reduce da un’infanzia triste trascorsa in orfanatrofio, ha sempre dimostrato di avere gran senso del dovere, molta umanità e sete di giustizia. Dovrà digerire, però, il tradimento del suo amico d’infanzia, l’uovo Humty Dumpty [voce di Zach Galifianakis], invidioso della fama che Gatto ha in città, in seguito alle sue imprese coraggiose, e che purtroppo lo coinvolgerà, a tradimento, in un furto in banca, per poi vederlo sbattere in galera.
Tre titoli differenti per Genere, regista e temperamento, uniti in un cofanetto cartonato, che contiene le tre singole confezioni amaray. Tre film legati insieme dalla ferocia dei personaggi protagonisti delle tre storie come evidenziato proprio sulla copertina della collezione: “La violenza guida le loro vite, il dolore è l’unica realtà che conoscono”.
È la violenza, quindi, il tema conduttore delle tre pellicole distribuite da One Movie, due delle quali mai uscite in sala in Italia ed una già cult nonostante sia stata realizzata solo nel 2008.
Cominciamo proprio da quest’ultimo, il fiore all’occhiello del cofanetto: il Bronson di Refn.
Michael Peterson si dimostra fin dall’inizio aggressivo e incontenibile. A 17 anni compie la sua prima rapina, e da quel momento inizia per lui un’estenuante trafila di istituti carcerari e folli incontri, che ne forgiano il carattere, aprendo la strada alla creazione mentale di un alter ego: Charles Bronson.
Rhoda Williams [Brith Marling], promettente studentessa diplomanda, tra pochi mesi avvererà il suo sogno di trasformare la sua passione per l’astronomia in materia di studio e nel suo futuro lavoro. Nello stesso periodo, nel cielo ha iniziato a brillare un qualcosa che inizialmente sarebbe potuto sembrare un astro, ma che, in realtà, si è presto identificato come un nuovo pianeta, che ritorna vicino alla Terra nel suo viaggio orbitale, decisamente lungo. Rientrando da una festa, Rodha inizia a scrutare, mentre è al volante della sua auto, quel piccolo puntino azzurro nel cielo notturno. È un attimo, la ragazza perde il controllo della sua auto e si scontra con un'altra macchina, uccidendo due dei tre passeggeri. Inizia per la giovane un periodo di detenzione di quattro anni, che per lo spettatore passano bruscamente, iniziando ad immagazzinare le prime notizie importanti relative al pianeta sconosciuto: il nuovo corpo celeste, infatti, si rivela essere un perfetto specchio della Terra, per dimensioni, forma e conformazione e, si scoprirà più avanti, sembrerebbe essere abitato dalle stesse persone, una sorta di dimensione parallela solidificata nello spazio, popolata da perfetti doppelgänger.
Napoli 24 è un mosaico composto da 24 pezzi scritti e diretti da 26 autori diversi, 26 occhi di questo gigantesco ragno che osserva la sua intricata tela fatta di strade, di umori, di sensazioni, credenze popolari, superstizioni ma anche luoghi comuni e falsi miti che si chiama Napoli, appunto.
Il tempo, come in una partitura musicale che si rispetti, la fa da padrone nei 75' di questa pellicola; il tempo inteso come ritmo che può essere più sincopato, più frenetico, più rilassato ma mai lo stesso è,l'unica forza di quest'opera.
Napoli è una esperienza singolare nel suo genere e, come analoghe città del mondo ricche della loro particolare eterogeneità culturale, ma soprattutto forti della loro grande personalità, non si può pensare di risolvere i loro problemi prescindendo dal proprio retroterra culturale.
Nel momento in cui si pensa di avere la soluzione ad uno di essi ecco che si rimane impigliati nella tela di questo gigantesco ragno.
Ve lo diciamo subito: Quella casa nel bosco è la sorpresa cinematografica dell’anno, e se avete intenzione di perdervela [sarà nelle sale italiane dal 18 maggio grazie a M2 Pictures], davvero non potrete trovare motivi di redenzione ai nostri occhi!
Firmato alla regia e alla sceneggiatura [a quattro mani con il Joss Wheddon, creatore di Buffy e regista del film, proprio in questi giorni in sala, The Avengers] da Drew Goddard, alla sua opera prima, dopo le fortunate esperienze come sceneggiatore e produttore di Cloverfield [Matt Reeves, 2008], e delle serie televisive Lost e Alias, il film era già nelle intenzioni dell’autore pretenzioso ed esplosivo: “metterà la parola fine a tutti gli horror sulle case stregate. Vedrete delle cose che non avete mai visto nella vostra vita, resterete increduli davanti ad alcuni dei luoghi in cui vi porteremo. Però sarà divertente. Anche cruento, violento e terrificante, ma divertente.”.
Torniamo a parlare dell’attesissimo [e non solo da noi di InGenere Cinema] The Lords of Salem [2012]. Ormai pendiamo dal contagocce con cui Rob Zombie sta distillando le poche notizie riguardo al suo nuovo film post dittico di Halloween. Si parlava da un po’ di tempo di un teaser trailer… Ebbene, quel video esiste, ed è in rete, catturato da una videocamera amatoriale durante la proiezione d’apertura di un concerto di mr. Zombie. Il video è di qualità molto bassa… ma una volta visto in rete, non potevamo tenerlo per noi!
Arriva negli store, dal 18 aprile 2012, dopo aver subito una serie di ritardi e rallentamenti distributivi, il DVD targato 01 Distribution del 4 Mosche di velluto grigio [1971] che chiudeva l’ideale “trilogia degli animali” firmata da Dario Argento, iniziata da L’uccello dalle piume di cristallo [1970] e Il gatto a nove code [1971].
4 mosche di velluto grigio recuperabile fino all’aprile del 2012 nella versione DVD made in USA, aveva fatto capolino anche in Italia nel 2009, proprio grazie alla distribuzione statunitense Mya Communication [del gruppo NoShame] e, anche se nello stesso anno si cominciò a discutere circa un’imminente versione digitale italiana, l’attesa sarebbe durata ancora quasi tre anni.






